Trattare il mal di schiena in modo naturale con le vitamine

Scoprite qui quali micronutrienti alleviano il mal di schiena ed evitano complicanze

Il mal di schiena è uno dei disturbi più diffusi tra la popolazione, ostinato e spesso accompagnato da intensa sofferenza. Quello che molte persone colpite non sanno è che il mal di schiena può essere trattato non solo con analgesici, ma anche in modo naturale con l'aiuto di determinati micronutrienti, che spesso consentono di ridurre i farmaci o addirittura eliminarli. Questo articolo illustra le sostanze nutritive più adatte per la cura del mal di schiena.

La schiena di un uomo e di una donna con la scritta "mal di schiena specifico" e "mal di schiena aspecifico"
Il mal di schiena è provocato da un'irritazione nervosa in presenza di contratture, lesioni o infiammazioni ai tessuti e può essere specifico o aspecifico. Immagine: Staras/iStock/Getty Images Plus

Cause e sintomi

Con il termine mal di schiena si intendono dolori di intensità variabile nella zona posteriore del busto, che spesso si manifestano in modo acuto e improvviso e, in alcuni casi, si irradiano anche in altre regioni del corpo, ad esempio alle gambe o alla pancia. Si parla di lombalgia quando i dolori interessano la parte inferiore della schiena, in corrispondenza delle vertebre lombari, ma i disturbi possono colpire anche il tratto cervicale e toracico.

Indipendentemente dalla causa, il dolore è dovuto a una irritazione dei nervi nella zona del tessuto contratto, danneggiato o infiammato, che a loro volta inviano un segnale di dolore al cervello. Si differenzia tra mal di schiena specifico e aspecifico.

  • Il mal di schiena specifico ha sempre una causa ben precisa, rappresentata ad esempio da ernie al disco, osteoporosi, artrosi, fratture o deformazioni della colonna vertebrale come lordosi o scoliosi, nonché da fattori non direttamente connessi all'apparato scheletrico, come il ciclo mestruale in alcune donne.
  • Tuttavia l'origine del mal di schiena non può essere determinata con certezza nell'85% dei pazienti. La ragione più frequente di questi mal di schiena aspecifici è la tensione muscolare, che è a sua volta la conseguenza di una postura non equilibrata, di uno stile di vita principalmente sedentario, di sovrappeso o di assenza di movimento, nonché di pesanti lavori fisici e stress. Se non adeguatamente sollecitati, muscoli, tendini e articolazioni col tempo si atrofizzano .
Classificazione

Obiettivi del trattamento

Qual è la cura classica del mal di schiena?

Gruppo di persone che fa yoga all'aperto, nel verde
Precauzioni eccessive e troppo riposo in posizione sdraiata possono peggiorare la situazione anziché alleviare il mal di schiena, mentre una leggera attività fisica e un potenziamento mirato della muscolatura possono essere di grande aiuto. Immagine: Ridofranz/iStock/Getty Images Plus

Lo scopo primario del trattamento classico del mal di schiena è evitare che i dolori diventino cronici, ovvero che permangano anche quando la causa scatenante è stata curata o eliminata.

Spesso il mal di schiena può essere curato con successo senza ricorrere ai farmaci, ad esempio con calore, cinesiterapia, esercizi per la schiena, agopuntura o tecniche di rilassamento come il rilassamento progressivo della muscolatura. L'uso integrativo di analgesici allevia soprattutto la fase dolorosa acuta dei primi giorni, ma non è consigliabile assumerli a lungo.

Consiglio

Per paura di peggiorare la loro condizione, molte persone che hanno mal di schiena evitano di muoversi, ma spesso una cautela eccessiva o troppo riposo in posizione sdraiata apportano più danni che benefici.

  • Una leggera attività fisica con passeggiate regolari, nuoto o bicicletta migliora la circolazione, sciogliendo muscoli e articolazioni.
  • In caso di mal di schiena è fondamentale rafforzare in modo mirato la muscolatura, perché solo così la schiena può tornare a esercitare la sua funzione di sostegno.

Gli obiettivi della medicina dei micronutrienti

I micronutrienti possono contribuire ad aumentare l'efficacia dei farmaci e delle misure non farmacologiche in caso di mal di schiena. Favoriscono la guarigione delle cellule nervose infiammate o danneggiate, riducono la sensibilità agli stimoli dolorosi o bloccano il rilascio dei trasmettitori del dolore. Le principali sostanze nutritive che consentono di alleviare in modo efficace i dolori causati dal mal di schiena sono:

  • Vitamine del gruppo B come la vitamina B1, B6 e B12
  • Magnesio
  • Acidi grassi omega 3
  • Vitamina D
  • Metilsulfonilmetano
Classificazione

Il trattamento con i micronutrienti

Le vitamine del gruppo B supportano la guarigione delle cellule nervose

Meccanismo d'azione delle vitamine del gruppo B

I dati dei primi studi scientifici sul mal di schiena mostrano che le vitamine del gruppo B, ad esempio la vitamina B6 e B12, alleviano in modo significativo i dolori dovuti a diverse patologie dell'apparato motorio nonché neurologici. Durante lo studio le vitamine sono state assunte sotto forma di compresse (in caso di nevralgie o dolori cervicali) o direttamente iniettate in via intramuscolare (in caso di lombalgia). Queste vitamine sono considerate come un completamento sicuro ed efficace della classica terapia del dolore.

Le vitamine B12, B6 e B1 hanno un effetto analgesico perché contribuiscono al recupero delle fibre nervose infiammate o compromesse e ne migliorano la conduttività. Contrastano l'insorgenza di dolori cronici dovuti a una ipersensibilità delle cellule nervose che reagiscono e inviano un segnale doloroso già al minimo stimolo o addirittura senza alcuna causa scatenante. La vitamina B12 attenua inoltre le reazioni infiammatorie che possono a loro volta contribuire all'insorgenza del dolore.

Dosaggio e consigli per l'assunzione

Le vitamine del gruppo B dovrebbero essere assunte insieme. Gli studi scientifici sulla cura del mal di schiena prevedono la somministrazione quotidiana di 50-100 milligrammi di vitamina B1 e B6 e 250 -1.000 microgrammi di vitamina B12. A queste dosi le vitamine del gruppo B sono in grado di supportare in modo efficace una terapia farmacologica del dolore con 25-100 milligrammi di diclofenac al giorno.

Da ricordare in caso di gravidanza, allattamento e assunzione di farmaci

Durante la gravidanza e l'allattamento le donne dovrebbero assumere dosi elevate di vitamina B1, B6 e B12 solo in caso di effettiva e comprovata carenza e dopo aver valutato con cura il rapporto tra rischi e benefici.

Una dose da 5 a 10 milligrammi di vitamina B6 riduce l'efficacia di antiepilettici e farmaci contro il Parkinson contenenti levodopa.

Il magnesio riduce la percezione del dolore

Meccanismo d'azione del magnesio

Preparati a base di magnesio su un piano
Il magnesio è utile non solo in caso di dolori muscolari e articolari, ma anche contro il mal di schiena. Immagine: mtphoto19/iStock/Getty Images Plus

Studi scientifici hanno dimostrato che, come le vitamine del gruppo B, anche il magnesio ha un effetto analgesico, presumibilmente perché blocca determinati recettori nel sistema nervoso centrale che rendono le cellule più sensibili agli stimoli dolorosi. Il magnesio attenua la sensibilità delle cellule nervose e, di conseguenza, anche la percezione del dolore.

Il parere degli esperti

La sua forte efficacia analgesica è da ricondursi all'effetto antagonista del recettore dell'N-metil-D-aspartato (NMDA) che, una volta attivato, è responsabile della sensibilizzazione centrale ed è legato all'insorgenza di dolori neuropatici, iperalgesie e alla ridotta funzionalità dei recettori degli oppioidi.

Il magnesio favorisce anche il rilassamento muscolare: usato per combattere i crampi dolorosi alle gambe o i dolori mestruali, potrebbe aiutare anche in caso di contrazioni della muscolatura della schiena.

Esistono numerose indicazioni positive sull'effetto analgesico del magnesio. Per quanto riguarda la lombalgia, gli studi finora condotti ne hanno comportato la sola somministrazione endovenosa. 

Informazioni

Il magnesio è utile non solo contro il mal di schiena, ma anche nel trattamento di persone affette da fibromialgia e dei dolori muscolari e articolari che ne derivano.

Dosaggio e consigli per l'assunzione

I medici specializzati in micronutrienti consigliano di assumere da 300 a 600 milligrammi di magnesio in caso di mal di schiena, sotto forma di ossido di magnesio o magnesio citrato, ricordando che dosi a partire da 300 milligrammi al giorno possono provocare attacchi di diarrea e devono pertanto essere distribuite durante la giornata.

I preparati a base di magnesio contengono diversi legami di questo minerale, tutti con caratteristiche diverse.

Come determinare il livello di magnesio

Se si assumono più di 250 grammi di magnesio al giorno per periodi prolungati è opportuno tenerne sotto controllo il livello nel sangue. In laboratorio la quantità di magnesio viene misurata nel sangue intero, formato da siero e globuli rossi. Si tratta di un esame importante perché, anche in presenza di un livello normale di magnesio nel siero, le cellule potrebbero comunque ricevere una quantità insufficiente di questo elemento. Il valore normale del magnesio nel sangue intero è compreso tra 1,38 e 1,50 millimoli per litro.

Non assumere magnesio in caso di insufficienza renale

In caso di nefropatie croniche non si dovrebbero assumere preparati a base di magnesio perché i reni indeboliti non sono in grado di eliminare completamente la quantità in eccesso di questo minerale.

Gli acidi grassi omega 3 hanno un effetto antinfiammatorio

Azione terapeutica degli acidi grassi omega 3

Avocado, pesce e frutta secca
Gli acidi grassi omega 3 con il loro effetto antinfiammatorio aiutano a contrastare i dolori cronici, come quelli cervicali, articolari o mestruali Immagine: JulijaDmitrijeva/iStock/Getty Images Plus

Diversi studi hanno dimostrato come gli acidi grassi omega 3 possano alleviare il mal di schiena e anche altri dolori cronici come quelli cervicali, articolari causati dall'artrosi o mestruali, perché bloccano il rilascio di determinati trasmettitori del dolore, liberati dalle cellule del sistema nervoso durante una reazione infiammatoria.

In linea generale è possibile affermare che l'efficacia degli acidi grassi omega 3 sulle infiammazioni è confermata da numerosi studi, anche se sarebbe auspicabile condurre un numero maggiore di test specifici sul mal di schiena. Tuttavia i primi dati indicanoche

gli omega 3 assunti in caso di mal di schiena non si limitano a rendere più efficace l'azione degli analgesici. In alcuni studi scientifici i soggetti che hanno assunto acidi grassi omega 3 hanno spesso potuto ridurre la terapia con analgesici o addirittura interromperla.

Sembra inoltre che gli omega 3 indeboliscano anche l'attività del cosiddetto sistema nervoso simpatico, che interviene nelle funzioni involontarie come la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e l'irrorazione degli organi. Una volta attivato, ad esempio in risposta a uno stimolo, a stress o tensione, il sistema nervoso simpatico può intensificare ulteriormente il dolore e gli omega 3 sono in grado di attutire le reazioni di allarme dell'organismo. Alcuni studi ne evidenziano anche la capacità di ridurre i dolori in pazienti con disturbi ansiosi e depressivi.

Dosaggio e consigli per l'assunzione

Secondo alcuni studi scientifici dosi giornaliere di omega 3 comprese tra 1.200 e 2.700 milligrammi possono ridurre il dolore senza effetti collaterali significativi. L'azione antinfiammatoria può essere amplificata ricorrendo ad acidi grassi omega 3 con una percentuale maggiore di EPA, pari ad almeno 800 milligrammi.

Se ne consiglia l'assunzione durante i pasti per facilitarne il passaggio nel sangue dall'intestino.

Consiglio

Gli acidi grassi omega 3 sono contenuti soprattuto nel pesce e in numerosi oli vegetali, come ad esempio l'olio di lino o di noce. La scelta di integratori alimentari a base di olio di pesce deve tener conto della qualità, perché preparati scadenti e non purificati possono contenere residui che riducono l'efficacia degli omega 3 e danneggiano l'organismo.

L'indice omega 3 per conoscere i propri livelli di questi acidi grassi

Il cosiddetto indice omega 3 consente di determinare se la quantità di acidi grassi omega 3 presente nell'organismo è sufficiente. Questo esame di laboratorio misura la percentuale degli acidi grassi omega 3 nei globuli rossi. Normalmente il valore rilevato è compreso tra il cinque e l'otto percento, a significare che otto acidi grassi su 100 appartengono agli omega 3, anche se il livello ideale è ancora superiore. Un valore inferiore al cinque percento è indicativo di una carenza.

Omega 3: cosa ricordare in caso di assunzione di anticoagulanti, prima di interventi chirurgici e in presenza di nefropatie ed epatopatie

Gli acidi grassi omega 3 hanno anche un effetto anticoagulante e, a partire da una dose di 1.000 milligrammi, possono potenziare l'efficacia dei farmaci anticoagulanti, tra cui ad esempio i derivati cumarinici come marcumar®, warfarin (Coumadin®), l'acido acetilsalicilcio (ASA, Aspirina®), l'eparina (Calciparina®) o i cosiddetti nuovi anticoagulanti orali (NOA) come apixaban (Eliquis®), dabigatran (Pradaxa®), edoxaban (Lixiana®) e rivaroxaban (Xarelto®). Per lo stesso motivo non dovrebbero essere assunti in caso di coagulopatie o prima di un intervento chirurgico, né in presenza di epatopatie o nefropatie, pancreatite acuta o colecistite.

Occhiali da sole, scritta vitamina D e la forma del sole disegnata sulla sabbia
La vitamina D può contribuire ad alleviare i dolori e partecipa a vari processi a cui viene attribuita un'azione protettiva contro i dolori cronici. Immagine: ratmaner/iStock/Getty Images Plus

La vitamina D allevia i dolori

Meccanismo d'azione della vitamina D

Studi scientifici dimostrano che la vitamina D può contribuire ad alleviare il dolore, sebbene il motivo non sia ancora chiaro. Gli esperti ritengono che la vitamina D partecipi a diversi processi che hanno un effetto protettivo contro il dolore cronico,

  • bloccando il rilascio di determinati trasmettitori del dolore.
  • La vitamina D regola l'attività delle cellule nervose e riduce la formazione di molecole che le rendono ipersensibili a determinati stimoli dolorosi.
  • Inoltre influenza il sistema nervoso, che gioca un ruolo importante nei processi infiammatori e nei dolori a essi correlati.
  • Riduce lo stress ossidativo nella muscolatura della colonna vertebrale, che è spesso il punto di partenza di reazioni infiammatorie e dolorose.

Alcune ricerche dimostrano che molte delle persone che soffrono di dolori cronici non hanno un apporto sufficiente di vitamina D. I dati dei primi studi confermano inoltre che i preparati a base di vitamina D alleviano i dolori muscolo-scheletrici e lombari.

Dosaggio e consigli per l'assunzione

Il dosaggio della vitamina D deve essere determinato dal medico in base ai livelli ematici, misurati con un esame del sangue.

Se non si conoscono i propri valori attuali, è possibile alleviare i disturbi legati al mal di schiena assumendo ogni giorno da 1.500 a 2.000 unità internazionali circa di vitamina D. Maggior informazioni sul corretto dosaggio sono disponibili nell'articolo dedicato alla vitamina D.

In caso di carenza acuta è tuttavia necessario assumere quantità di gran lunga superiori.

Come determinare una carenza di vitamina d in laboratorio

Il laboratorio misura la quantità di vitamina D nel siero, la parte liquida senza cellule sanguigne, che dovrebbe essere compresa tra 40 e 60 nanogrammi per millilitro, corrispondenti a 100-150 nanomoli per litro.

Si consiglia di controllare il livello di vitamina D almeno due volte all'anno.

Il parere degli esperti

Se si assumono dosi elevate di questa vitamina per lunghi periodi di tempo, è opportuno monitorare anche il livello di calcio nel siero a intervalli di tre-sei mesi. In caso di ipercalcemia dovuta alla vitamina D il livello di calcidiolo è superiore a 88 nanogrammi per millilitro (ng/ml).

Il metilsulfonilmetano ha un effetto antinfiammatorio e protegge dai radicali liberi

Meccanismo d'azione del metilsulfonilmetano

Il metilsulfonilmetano (MSM) coadiuva il sistema immunitario, ha un effetto antinfiammatorio e, in quanto antiossidante, aiuta a combattere forme reattive dell'ossigeno, i cosiddetti radicali liberi, che possono danneggiare cellule e tessuti, causando dolori. I primi studi scientifici dimostrano che l'MSM può alleviare i dolori derivanti dall'usura delle articolazioni.

L'MSM rappresenta un possibile trattamento degli stati dolorosi, ma rispetto agli altri micronutrienti, finora è stato sottoposto a pochissime indagini pratiche.

Dosaggio e consigli per l'assunzione

Negli studi scientifici condotti su pazienti con artrosi sono state somministrate dosi di MSM comprese tra 1.500 e 6.000 milligrammi al giorno per un periodo di 12 settimane, che hanno portato a una significativa mitigazione del dolore. Ecco perché i medici specializzati in micronutrienti consigliano generalmente di assumere almeno 1.500 milligrammi di MSM al giorno per alleviare il dolore, preferibilmente ai pasti, così da renderne più tollerabile l'assorbimento da parte dello stomaco.

MSM: a cosa fare attenzione durante la gravidanza e l'allattamento

Poiché non si hanno a disposizione dati sufficienti sulla sicurezza di un trattamento con MSM durante la gravidanza e l'allattamento, le donne dovrebbero valutare con cautela se assumerlo e soprattutto discuterne sempre prima con il proprio medico.

Dosaggi in breve

Dose giornaliera di micronutrienti consigliata in caso di mal di schiena

 

Vitamine

Vitamina B12

da 250 a 1.000 microgrammi (µg)

Vitamina B6

da 50 a 100 milligrammi (mg)

Vitamina B1

da 50 a 100 milligrammi

Vitamina D

da 1.500 a 2.000 Unità internazionali (UI) (anche in base ai valori nel sangue)

 

 Minerali

Magnesio

500 milligrammi

 

Altre sostanze nutritive

Acidi grassi omega 3

da 1.200 a 2.700 milligrammi

(almeno 800 milligrammi EPA)

Metilsulfonilmetano (MSM)

da 1.500 a 6.000 milligrammi

 

 

Sintesi degli esami di laboratorio consigliati

Esami del sangue consigliati in caso di mal di schiena

 

Valori normali

Magnesio

da 1,38 a 1,50 millimoli per litro (mmol/l) nel sangue intero

Omega 3 Index

da 5 a 8 percento (meglio se superiore a 8 percento)

Vitamina D

da 40 a 60 nanogrammi per millilitro (ng/ml) o da 100 a 150 nanomoli per litro (nmol/l)

 

 

Classificazione

I micronutrienti a sostegno dei farmaci

Come alleviare gli effetti collaterali degli analgesici

I micronutrienti possono migliorare l'efficacia degli analgesici o ridurne gli effetti collaterali.

Il paracetamolo (ad esempio Acetamol®, Efferalgan®, Tachipirina®) è un farmaco da banco ma è consigliato contro il mal di schiena solo in casi eccezionali, perché a dosi elevate può causare danni al fegato e deve pertanto essere assunto in quantità minime. Determinati micronutrienti, come ad esempio l'N-acetilcisteina, contribuiscono a proteggere efficacemente il fegato nei pazienti che devono seguire un trattamento a base di paracetamolo. Se ne consiglia una dose giornaliera pari a 150 milligrammi.

L'acido acetilsalicilico (Aspirina®, Aspirinetta®, Flectadol®) può causare una carenza di vitamina C nella mucosa gastrica. La vitamina C è un importante antiossidante che protegge la mucosa gastrica dall'effetto dei radicali liberi. Si consiglia quindi di seguire una terapia combinata di acido acetilsalicilico e vitamina C in modo da prevenire eventuali carenze, ridurre il rischio di danni alla mucosa gastrica e migliorare la tolleranza dell'analgesico, assumendo ogni giorno fino a 1.000 milligrammi di vitamina C.

Come potenziare l'effetto dei farmaci antireumatici non steroidei

Diversi studi scientifici dimostrano come le vitamine del gruppo B, ad esempio la vitamina B12, migliorino l'efficacia degli antireumatici non steroidei, in particolare del diclofenac, e possano contribuire a una maggiore attenuazione del dolore. Poiché questi farmaci possono bloccare l'assorbimento della vitamina B12 e dell'acido folico nell'intestino, si consiglia di aumentare la dose di queste vitamine per evitare possibili carenze. La dose giornaliera consigliata è compresa tra 250 e 1.000 microgrammi per la vitamina B12, tra 50 e 100 milligrammi per la vitamina B1 e B6 e tra 400 e 1.000 microgrammi per l'acido folico.

Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, anche la vitamina E può coadiuvare l'effetto analgesico degli antireumatici non steroidei se assunta in dosi comprese tra 65 e 130 milligrammi al giorno.

L'efficacia dell'MSM combinato con un antireumatico non steroideo nel trattamento del mal di schiena è attualmente oggetto di studi.

Dosaggi in breve

Dose giornaliera di micronutrienti consigliata in caso di assunzione di antireumatici non steroidei (FANS) e paracetamolo

N-acetilcisteina

150 milligrammi (mg) in caso di assunzione di paracetamolo

Vitamina C

fino a 1.000 milligrammi in caso di assunzione di FANS

Vitamina E

da 65 a 130 milligrammi in caso di assunzione di FANS

Vitamina B12

da 250 a 1.000 microgrammi (µg) in caso di assunzione di diclofenac

Vitamina B6

da 50 a 100 milligrammi in caso di assunzione di diclofenac

Vitamina B1

da 50 a 100 milligrammi in caso di assunzione di diclofenac

Acido folico

da 400 a 1.000 microgrammi in caso di assunzione di diclofenac

 

 

Classificazione

Riepilogo

I micronutrienti sono un efficace rimedio contro il mal di schiena. Le vitamine del gruppo B, ad esempio, contribuiscono a riparare e curare le cellule nervose irritate e compromesse e ne migliorano la funzionalità. Vitamina D, acidi grassi omega 3 e metilsulfonilmetano (MSM) hanno un effetto antinfiammatorio e riducono il rilascio dei trasmettitori del dolore.

I micronutrienti come il magnesio e le vitamine del gruppo B contribuiscono ulteriormente ad alleviare le algie, perché rendono le cellule nervose meno sensibili agli stimoli dolorosi. Proprio questa ipersensibilità è la causa della cronicizzazione del mal di schiena acuto.

Ma i micronutrienti non si limitano ad alleviare il dolore: le vitamine del gruppo B in particolare potenziano l'efficacia degli analgesici come il diclofenac, che possono pertanto essere ridotti nei pazienti che assumono micronutrienti.

Classificazione

Indice degli studi e delle fonti

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