Come trattare in modo naturale l’acidosi con la medicina dei micronutrienti

Come i minerali possono regolare l’equilibrio acido-base e prevenire le malattie conseguenti

Con il termine acidosi si indica uno scompenso nell’equilibrio acido-base dell’organismo dovuto ad un accumulo eccessivo di acidi. La causa principale dell’acidosi è l’alimentazione, accompagnata da uno stile di vita errato, che colpisce soprattutto chi consuma troppa carne, poca verdura e frutta e pochi liquidi, chi fa poco movimento e consuma caffè e alcolici. L’acidosi può manifestarsi sotto forma di spossatezza e, nel lungo termine, con una propensione alle infiammazioni, dolori e osteoporosi. Leggete qui come è possibile prevenire e trattare l’acidosi.

Cause e sintomi

Che cosa si intende per acidosi?

Normalmente gli acidi e le basi sono presenti nel nostro organismo in un rapporto equilibrato. Se però il corpo non è in grado di neutralizzare gli acidi, questi col tempo si accumulano nei tessuti. In questo caso si parla di acidosi (latente) cronica. Questa patologia può essere diagnosticata misurando il valore del pH, preferibilmente nel sangue. Poiché non si tratta di una malattia letale, la medicina classica non se ne occupa.

Oltre all’acidosi cronica lieve esiste anche l’acidosi improvvisa grave, definita acidosi acuta. Si tratta di una forma pericolosa per la vita, causata ad esempio da una degenerazione metabolica correlata al diabete, che deve essere curata. L’acidosi cronica si manifesta con frequenza crescente in questi tempi in cui la popolazione segue stili di vita moderni ma tutt’altro che sani.

Informazioni

Gli acidi sono legami chimici (molecole) che rilasciano protoni che "acidificano" l’organismo. Il grado di acidità è indicato come valore pH. Semplificando, il pH indica la concentrazione di protoni (idrogeno a carica positiva o H+). Un pH pari a 0 indica un livello molto acido, 7 è neutro e 14 è molto basico. L’organismo funziona correttamente quando il pH è neutro.

Immagine di una scala del pH
L’organismo è in grado di regolare autonomamente l’equilibrio tra acidi e basi mantenendo il valore del pH del sangue all’interno di un intervallo molto ridotto, compreso tra 7,34 e 7,45, e garantito da "sostanze tampone" e dal funzionamento di diversi organi. Immagine: Dmytro Yarmolin/iStock/Getty Images Plus

L’organismo è in grado di regolare autonomamente l’equilibrio tra acidi e basi mantenendo il valore del pH del sangue all’interno di un intervallo molto ridotto, compreso tra 7,34 e 7,45, e garantito da "sostanze tampone" e dal funzionamento di diversi organi.

  • Sangue: il nostro sangue contiene delle sostanze tampone che intervengono per evitare le eccessive oscillazioni del pH, legandosi agli acidi oppure, se necessario, rilasciandoli. La più importante di tali sostanze è il bicarbonato (HCO3), seguito dall’emoglobina, il "colorante" dei globuli rossi.
  • Ossa: le ossa immagazzinano il bicarbonato basico e, in caso di necessità, possono rilasciarlo per brevi periodi di tempo. In caso di acidosi cronica, le ossa perdono soprattutto minerali (calcio, potassio e fosfato) e si degradano.
  • Respirazione: i polmoni eliminano con l’espirazione il bicarbonato sotto forma di anidride carbonica (CO2).
  • Reni: i reni svolgono il ruolo più importante nell’eliminazione degli acidi e, in caso di acidosi, trattengono le basi nel flusso sanguigno ed eliminano più acidi.
  • Tessuto connettivo e pelle: i proteoglicani, componenti del tessuto connettivo, assorbono e trattengono gli acidi.
  • Muscoli: in situazioni di grave acidosi, l’organismo degrada il tessuto muscolare per utilizzare l’ammonio che ne deriva (NH4+) come tampone.
  • Intestino: gli acidi possono essere eliminati anche attraverso le feci.

Cause di un’acidosi cronica

Uomo che non si sente bene mentre mangia
Nella maggior parte dei casi, le alterazioni nell’equilibrio tra acidi e basi sono dovute allo stile di vita. Immagine: Image Source/iStock/Getty Images Plus

Nella maggior parte dei casi, le alterazioni nell’equilibrio tra acidi e basi sono dovute allo stile di vita:

  • Alimentazione ricca di alimenti formanti acidi: consumo elevato di carne, alimenti altamente proteici (formaggio, latte, uova, frutta secca), pane, prodotti da forno a base di farina bianca, pasta, riso e bevande contenenti fosfato come Coca Cola e una quantità troppo bassa di alimenti formanti basi, quindi frutta, verdura e patate.
  • Apporto troppo ridotto di liquidi: riduce la capacità dei reni di eliminare gli acidi.
  • Scarso movimento: i polmoni non sono in grado di eliminare attraverso la respirazione la giusta quantità di acidi né di espellerli attraverso il sudore cutaneo.
  • Diete e cure dimagranti: diete troppo veloci o drastici cambi di alimentazione come una cura dimagrante causano l’accumulo di prodotti metabolici acidi nell’organismo.
  • Acidosi causata da stress, caffè, alcol e nicotina.

Sintomi dell’acidosi

I principali sintomi dell’acidosi cronica sono stanchezza, inappetenza, tensioni, problemi cutanei come prurito o impurità. Inoltre, questo disturbo causa molti dolori e disturbi infiammatori. Le patologie principali che si accompagnano a uno squilibrio acido-base sono:

  • Alterazioni del tessuto connettivo con disturbi muscolari e articolari come artrite, gotta, artrosi, dolori muscolari (miogelosi), mal di schiena, affaticamento muscolare oppure osteoporosi
  • Disturbi psichici come spossatezza, problemi di concentrazione, mal di testa, sensazione di stress e calo della resistenza
  • Disturbi immunitari e metabolici come una maggiore propensione alle allergie e alle infiammazioni e danni vascolari (arteriosclerosi): ipertensione, coronaropatia e aumento del rischio di infarto e ictus o diabete

La discussione in merito a una possibile correlazione tra acidosi e tumori è attualmente in corso. Nonostante non siano stati condotti studi sull’uomo per esaminare il collegamento diretto tra acidosi alimentare e tumore, esistono evidenze su come uno squilibrio acidi-basi possa influire su diversi meccanismi tumorali.

Quali sono i soggetti con maggiore tendenza all’acidosi?

Determinate persone corrono un rischio maggiore di soffrire di acidosi cronica:

  • Malati cronici: presentano un rischio maggiore di esaurire le riserve di basi, spesso derivante da una ridotta capacità dell’organismo di eliminare gli acidi a causa di un’insufficienza renale o di un sovraccarico farmacologico.
  • Persone stressate: le persone stressate o che seguono un’alimentazione scorretta presentano spesso uno squilibrio acidi-basi.
  • Persone anziane: con l’avanzare dell’età la funzionalità dei reni si riduce. Nelle persone che seguono un’alimentazione tipicamente occidentale, caratterizzata da un elevato consumo di carne e zuccheri, la funzionalità dei reni si riduce di circa il 50 percento e, con essa, anche la quantità di acidi che l’organismo riesce ad eliminare.
  • Atleti professionisti: gli atleti professionisti e chi svolge un’attività fisica intensa sudano più della media e, di conseguenza, eliminano insieme al sudore elevate quantità di acidi e, con essi, anche i tamponi di minerali basici.
Classificazione

Obiettivi del trattamento

Come si cura l’acidosi?

Alimenti sani
Un aspetto importante nel trattamento dell’acidosi è il cambio di alimentazione, che deve prediligere alimenti che formano basi quali frutta, verdura, insalata e minerali basici come l’acqua minerale (da 1,5 a 2 litri al giorno). Immagine: Serg_Velusceac/iStock/Getty Images Plus

La medicina tradizionale cura esclusivamente l’acidosi acuta, l’unica che richiede un intervento mirato poiché si tratta di una patologia pericolosa per la vita, paragonabile a una sorta di diabete anomalo, da trattare immediatamente. In questi casi, il medico può ad esempio somministrare il bicarbonato (idrogenocarbonato di sodio) per via endovenosa.

Un aspetto importante nel trattamento dell’acidosi cronica è il cambio di alimentazione, che deve prediligere alimenti che formano basi quali frutta, verdura, insalata e minerali basici come l’acqua minerale (da 1,5 a 2 litri al giorno). Gli alimenti di origine animale come carne, pesce, latte e prodotti lattiero-caseari andrebbero evitati, e lo stesso vale per pane, prodotti da forno, pasta e riso lavorato, nonché dolci, bevande contenenti fosfati (Coca Cola), nicotina e alcol.

Informazioni

Per valutare il carico acido degli alimenti si utilizza il valore PRAL (= potential renal acid load; potenziale di carico acido renale), che indica in che misura un alimento influisce sull’equilibrio acidi-basi. Un valore PRAL positivo indica che l’alimento si lega principalmente agli acidi, mentre un valore negativo indica che l’alimento si lega alle basi. La cosa importante è trovare la giusta combinazione.

I critici mettono in dubbio i vantaggi di un’alimentazione basica, perché finora non è stato possibile dimostrare in modo univoco la presenza di accumuli di acidi nei tessuti e nelle cellule. Tuttavia, è stato dimostrato molte volte che un’alimentazione ricca di basi aumenta il benessere e riduce numerosi sintomi.

Gli obiettivi della medicina dei micronutrienti

La medicina dei micronutrienti mira a normalizzare nuovamente l’equilibrio acidi-basi attraverso un apporto mirato di minerali basici. Nonostante l’acidosi cronica non sia riconosciuta ufficialmente come malattia, vale la pena tentare questo approccio per curare numerosi disturbi. Il trattamento è semplice e privo di effetti collaterali.

La medicina dei micronutrienti utilizza principalmente i seguenti composti minerali basici per il trattamento dell’acidosi cronica:

  • I carbonati o bicarbonati contrastano i casi di acidosi più grave. Il bicarbonato (HCO3), chiamato anche idrogenocarbonato, è la principale sostanza che neutralizza gli acidi presenti nell’organismo. I carbonati agiscono al meglio nel tratto gastrointestinale.
  • I citrati sono minerali che si legano all’acido citrico. I citrati assorbono gli acidi (protoni) durante l’intero ciclo metabolico e vengono poi degradati in anidride carbonica (CO2) ed eliminati. A differenza dei carbonati, che agiscono principalmente nel tratto gastrointestinale, i citrati intervengono nell’intero processo metabolico.

I minerali spesso utilizzati per la deacidificazione sono i citrati o i carbonati di potassio, il calcio, il magnesio o lo zinco.

Classificazione

Trattamento con i micronutrienti

Bicarbonato: un effetto deacidificante immediato contro il bruciore di stomaco

Meccanismo d’azione dei carbonati e bicarbonati

Osso colpito da osteoporosi
Se i legami basici deacidificano il metabolismo, l’organismo non può più ricorrere ai depositi di basi presenti nelle ossa. Il carbonato di potassio favorisce il turnover (ricambio) osseo e consente di ridurre la quantità di calcio eliminata con l’urina. Immagine: ttsz/iStock/Getty Images Plus

I carbonati e i bicarbonati agiscono rapidamente nello stomaco, dove assorbono gli acidi (protoni) e si scindono poi in acqua e anidride carbonica (CO2), che viene eliminata dai polmoni attraverso l’espirazione. Spesso carbonati e bicarbonati sono utilizzati sotto forma di polvere per contrastare disturbi e bruciori di stomaco. Neutralizzano gli acidi gastrici in 10-30 minuti ed evitano possibili danni, ad esempio che gli acidi rifluiscano nell’esofago, per altri 30-60 minuti.

Carbonati e bicarbonati riducono anche il carico acido complessivo dell’organismo. Per sostituire gli acidi gastrici si ricorre ad acidi presenti in altri processi metabolici, rendendo così negativo il bilancio acido e più basico il metabolismo.

Alcuni studi hanno confermato l’efficacia dei carbonati in caso di bruciore di stomaco. Lo stesso vale anche per le ossa: il carbonato di potassio  favorisce il turnover (ricambio) osseo e consente di ridurre la quantità di calcio eliminata con l’urina. In uno studio clinico i 244 pazienti anziani arruolati sono stati suddivisi in tre gruppi che hanno ricevuto ogni giorno, per tre mesi, dosi diverse di bicarbonato di potassio (KHCO3) o un placebo. Al termine dei tre mesi, è risultato che la dose più bassa (pari a circa 6.000 milligrammi di bicarbonato di potassio al giorno) era la più efficace per le ossa e l’eliminazione del calcio. Se i legami basici deacidificano il metabolismo, l’organismo non può più ricorrere ai depositi di basi presenti nelle ossa.

Informazioni

Attenzione: non è possibile sostituire il bicarbonato di potassio con il potassio, perché l’effetto qui è garantito dal carbonato basico.

Uno studio panoramico sulla letteratura in essere ha confermato che l’assunzione di legami di potassio basici consente di ridurre sensibilmente l’eliminazione del calcio attraverso l’urina. Si tratta decisamente di una buona notizia per la stabilità della sostanza ossea. Mancano tuttavia studi a lungo termine che possano valutare gli effetti sulla massa ossea e i rischi di fratture ossee. In caso di uso prolungato si consiglia di preferire i citrati al citrato di potassio.

Dosaggio e consigli sull’assunzione dei bicarbonati

I carbonati e bicarbonati  sono utilizzati per brevi periodiper ottenere una rapida deacidificazione in caso di acidosi da moderata a grave. Vanno assunti da due a tre volte al giorno, lontani dai pasti. È importante prenderli a stomaco vuoto perché altrimenti l’effetto acidificante degli acidi gastrici si perderebbe e questo causerebbe anche problemi digestivi. Inoltre, andrebbero accompagnati con molto liquido, quindi si consiglia di bere ogni giorno almeno 2 litri d’acqua o tè non zuccherato.

Solitamente la capacità dei prodotti di legarsi agli acidi (capacità tamponante) è indicata in milliequivalenti (mEq), e ogni singola dose dovrebbe essere compresa tra 20 e 25 mEq. Ciò significa che ogni dose neutralizza circa un quarto della quantità di acido cloridrico che l’organismo produce in una giornata. Una dose giornaliera adeguata è compresa tra 80 e 140 mEq.

Consiglio

I carbonati e bicarbonati sono disponibili sotto forma di capsule, compresse masticabili o bustine. Nella scelta degli integratori bisogna prediligere quelli che soddisfano i seguenti criteri:

  • Dovrebbero contenere sempre legami di carbonato con potassio, calcio e magnesio.
  • Calcio e magnesio dovrebbero essere presenti in un rapporto naturale di 2:1.
  • Il rapporto tra potassio e magnesio dovrebbe essere di 3:1.

Nel caso degli integratori misti con diversi legami di carbonato, le dosi dei singoli minerali sono ben calibrate tra loro. Si consiglia quindi di rispettare le dosi consigliate dal produttore.

Carbonati e bicarbonati andrebbero assunti solo per brevi periodi di tempo. In caso di uso prolungato, lo stomaco reagisce producendo quantità maggiori di acido gastrico e questo peggiora i disturbi. Inoltre, questa condizione può causare eruttazione, flatulenza, gonfiore e dolori addominali e portare anche ad alcalosi, accompagnata da stanchezza e affanno. Se si interrompe l’assunzione, i sintomi spariscono rapidamente.

Determinazione in laboratorio della capacità tamponante

La capacità tamponante viene idealmente misurata nel sangue. Il campione ottenuto con il test delle urine tramite cartina tornasole non è considerato una prova sufficiente di acidosi, perché registra solo una percentuale degli acidi, ovvero quella degli acidi liberi. L’esame del sangue è più affidabile poiché consente di determinare la capacità tamponante nel sangue, sia nel sangue intero che include tutte le cellule sia nel plasma. Questo esame misura quanti acidi sono in grado di neutralizzare il sangue intero e il plasma. Dal risultato si può determinare la capacità tamponante delle cellule. Minore è la capacità tamponante delle cellule, minore sarà il numero degli acidi che potranno catturare. La capacità tamponante dovrebbe essere pari a 20 millimoli per litro.

Il parere degli esperti

Un metodo molto usato e diffuso nella medicina dei micronutrienti è il test di valutazione dell’equilibrio acido-base di Jörgensen, che determina la capacità tamponante del sangue intero e del plasma per titolazione. Il test consiste nel rilasciare nel sangue intero e nel plasma quantità di acido predeterminate finché non si rileva un’alterazione nel pH. Sulla base della curva di titolazione è poi possibile misurare la capacità tamponante del sangue. Minore è la capacità tamponante, maggiore sarà il numero di sostanze tampone consumate.

Da considerare in caso di malattie e assunzione di farmaci

Si dovrebbe evitare di assumere contemporaneamente farmaci e integratori che influiscono sull’equilibrio acido dello stomaco, perché questi possono limitare l’assorbimento di molti principi attivi. Per sicurezza, chi assume farmaci dovrebbe sempre rispettare un intervallo di due ore.

Inoltre, sono possibili interazioni tra i minerali e i farmaci, che possono variare in base al minerale contenuto nell’integratore. Ad esempio, gli antipertensivi e i farmaci per il cuore non andrebbero assunti insieme al potassio per evitare un suo eccesso nell’organismo. Tra questi figurano:

  • i diuretici risparmiatori di potassio, come i principi attivi amiloride (Moduretic®), triamterene (Fluss 40®) e spironolattone (Aldactone®, Spirolang®)
  • gli antipertensivi come gli ACE inibitori, con i principi attivi ramipril (ad esempio Eclipse®) e lisinopril (ad esempio Alapril®)   

Anche calcio, magnesio e zinco possono influenzare l’efficacia dei farmaci e non dovrebbero essere assunti in presenza di determinate malattie, tra cui, ad esempio, le malattie renali. Le indicazioni sull’assunzione sono consultabili nei testi relativi ai singoli minerali. Chi è incerto sull’idoneità di un integratore deve consultare il proprio medico o farmacista.

Trattamento a lungo termine dell’acidosi lieve con i citrati

Meccanismo d’azione dei citrati

Immagine: Cosa accade in caso di gotta
Un’alimentazione altamente proteica fa aumentare il livello di acido urico nel sangue, che causa dolorosi attacchi di artrite dovuti alla gotta. Immagine: colematt/iStock/Getty Images Plus

I citrati sono in grado di legarsi agli acidi presenti in tutto l’organismo. Una volta metabolizzati, solo l’anidride carbonica (CO2) viene eliminata dai polmoni tramite l’espirazione. I citrati sono presenti naturalmente in alimenti quali frutta e verdura e hanno una buona biodisponibilità, il che significa che vengono metabolizzati rapidamente dall’organismo.   

I citrati hanno un potere d’azione più debole del carbonato, ma possono essere utilizzati più a lungo. Pertanto, sono consigliati per trattare un’acidosi da lieve a moderata oppure a supporto di una terapia a base di carbonati. A differenza dei carbonati, i citrati risultano più delicati a livello gastrico perché non neutralizzano gli acidi gastrici e non compromettono la digestione. Inoltre, non formano gas nello stomaco e non causano eruttazione né flatulenza o gonfiore. I citrati vengono assorbiti a livello intestinale e deacidificano i tessuti.

L’effetto deacidificante dei citrati è confermato in presenza delle seguenti patologie:

  • Osteoporosi: il trattamento dell’osteoporosi mira a conservare intatto il deposito di calcio nelle ossa. Il calcio è di fatto il minerale che costituisce le ossa e il citrato di potassio favorisce il metabolismo di ossa e calcio.
    Un’analisi di numerosi studi ha confermato che i legami di potassio basici (bicarbonato di potassio, citrato di potassio) riducono sensibilmente l’eliminazione sia del calcio che degli acidi. La stessa analisi ha dimostrato che i legami di potassio basici, in particolare il citrato di potassio, contribuiscono a mantenere sane le ossa.
    In uno studio le persone trattate con i citrati hanno riferito di sentirsi molto meglio rispetto al gruppo di controllo. Anche i disturbi all’apparato digerente, al sistema muscolo-scheletrico, all’apparato cardiocircolatorio e della pelle, così come la sensazione di spossatezza immediata dopo ogni azione sono migliorati sensibilmente. Uno studio clinico di minori dimensioni ha dimostrato gli effetti positivi anche del citrato di calcio combinato con la vitamina D. Questo complesso ha ridotto non solo la quantità di acidi in eccesso ma anche le perdite di calcio attraverso le urine e ha migliorato il turnover osseo.
  • Gotta: un’alimentazione altamente proteica aumenta il livello di acido urico nel sangue, che causa dolorosi attacchi di artrite dovuti alla gotta. È dimostrato che i pazienti con una quantità eccessiva di acido urico nel sangue traggono giovamento dalla combinazione di minerali basici e allopurinolo, un farmaco contro la gotta: i loro livelli di acido urico nel sangue sono scesi molto di più rispetto ai soggetti che hanno ricevuto il farmaco da solo. Un altro studio ha mostrato come anche una dieta basica consentiva di ridurre maggiormente i valori dell’acido urico e di migliorare sensibilmente la capacità dei reni di eliminarlo.
  • Mal di schiena: i prodotti metabolici acidi presenti nella muscolatura della schiena causano dolorose tensioni muscolari. Un primo studio condotto su 82 pazienti con mal di schiena cronico nella parte lombare ha dimostrato come un integratore multiplo basico sia in grado di ridurre sensibilmente i dolori, consentendo anche di diminuire le dosi degli analgesici (FANS). Nei soggetti arruolati nel gruppo di controllo che non hanno ricevuto l’integratore i dolori non hanno subito miglioramenti.

Dosaggio e consigli sull’assunzione dei citrati

I citrati sono consigliati in caso di acidosi da lieve a moderata. La capacità tamponante giornaliera dei citrati dovrebbe oscillare tra 30 e 60 mEq. Si consiglia in questo caso di optare per minerali con legami organici come il citrato di potassio o di magnesio. Per avere ossa sane, invece, si dovrebbe optare per un mix di calcio, magnesio e zinco.

A differenza dei carbonati, i citrati possono essere assunti per lunghi periodi, purché non si superino i valori massimi dei singoli minerali. I citrati vanno assunti con acqua o tè non zuccherato durante o dopo i pasti.

Consiglio

I reni necessitano di liquidi per svolgere la loro funzione ed eliminare gli acidi. Pertanto, occorre berne a sufficienza, preferibilmente almeno 2 litri al giorno.

Determinazione della capacità tamponante e dei livelli di potassio e magnesio in laboratorio

La capacità tamponante può essere determinata tramite esame del sangue, da preferirsi al test delle urine che fornisce risultati meno affidabili.

Chi assume dosi elevate di potassio (superiori a 2.000 milligrammi) e magnesio (superiori a 250 milligrammi) per lunghi periodi dovrebbe sottoporsi regolarmente a controlli per monitorarne i livelli nel sangue. I valori normali sono pari a:

  • Potassio: da 43,5 a 48,7 millimoli per litro
  • Magnesio: da 1,38 a 1,5 millimoli per litro

Da considerare in caso di malattie e assunzione di farmaci

I citrati possono favorire l’assorbimento dell’alluminio a livello intestinale, quindi non andrebbero assunti insieme agli antiacidi contenenti alluminio (usati in caso di bruciore di stomaco; ad esempio Gaviscon®, Riopan®, Maalox®).

A seconda del minerale contenuto nell’integratore, sono previste ulteriori indicazioni sulla somministrazione.

Le vitamine D e K fanno bene alle ossa

Meccanismo d’azione delle vitamine D e K

Pillole di vitamina D e formula chimica della vitamina K2
Le vitamine D e K2 garantiscono il deposito del calcio nelle ossa. La vitamina D è di fatto responsabile dell’effettivo assorbimento del calcio, mentre la vitamina K contribuisce ad accumularlo nei punti giusti. Immagine: ayo888/iStock/Getty Images Plus

Le vitamine D e K garantiscono il deposito del calcio nelle ossa. La vitamina D è di fatto responsabile dell’effettivo assorbimento del calcio a livello intestinale, mentre la vitamina K aiuta l’organismo ad accumulare il calcio nelle ossa. Si tratta di due vitamine che non possono mancare nella prevenzione all’osteoporosi.

La vitamina D, in particolare, è molto importante, soprattutto se si considera che la carenza di questa vitamina è molto diffusa in tutto il mondo. La vitamina D protegge anche dalle conseguenze di un’acidosi cronica quali infiammazioni, malattie cardiovascolari (ipertensione) e dolori cronici, come confermato da numerosi studi, alcuni di carattere clinico.

  • Riduzione delle infiammazioni: i processi infiammatori all’interno delle pareti dei vasi sono i precursori delle malattie cardiovascolari. La vitamina D agisce positivamente sul valore di infiammazione (CRP) e sullo stress ossidativo, come dimostrato ad esempio in pazienti affetti da diabete. Un’analisi di numerosi studi clinici ha dimostrato che la vitamina D ha un effetto, seppure ridotto, sui marcatori delle infiammazioni in pazienti con insufficienza cardiaca.
  • Abbassamento della pressione: è stata inoltre riscontrata una correlazione tra il livello di vitamina D e la pressione sanguigna: un livello di vitamina D inferiore alla norma aumenta il rischio di ipertensione.

Dosaggio e consigli sull’assunzione delle vitamine D e K in caso di acidosi

La dose di vitamina D andrebbe sempre prescritta solo dopo aver effettuato esami di laboratorio per determinarne i valori esatti, poiché se l’organismo ne fosse carente, sarebbe necessario aumentare la dose prevista per un determinato lasso di tempo. Per maggiori informazioni sulla dose corretta in caso di carenza, consultare l’articolo sulla vitamina D. Se non si conosce il proprio livello di vitamina D, è consigliabile assumerne da 1.000 a 2.000 unità internazionali.

La dose di vitamina K2 consigliata per la salute delle ossa è compresa tra 100 e 180 microgrammi al giorno.

Consiglio

È preferibile assumere le vitamine D3 e K2: la vitamina D3 è la forma che l’organismo è in grado di produrre autonomamente anche nella pelle, e la vitamina K2 resta più a lungo nel sangue e ha un effetto migliore sulle ossa.

Le vitamine D e K sono liposolubili, pertanto dovrebbero sempre essere assunte insieme a pasti ricchi di grassi.

Determinazione dei livelli di vitamina D in laboratorio

Per determinare il livello di vitamina D gli esami di laboratorio misurano la quantità della sua forma di trasporto, la vitamina D 25(OH) (calcidiolo), preferibilmente nel siero, ovvero la parte liquida del sangue priva di cellule ematiche. I valori ottimali dovrebbero oscillare tra 40 e 60 nanogrammi per millilitro.

Da considerare in caso di assunzione di diuretici e malattie renali

I diuretici tiazidici riducono la capacità dei reni di eliminare il calcio, che resta così nel sangue in dosi superiori alla norma. Anche la vitamina D aumenta il livello di calcio nel sangue, pertanto si consiglia di sottoporsi a regolari controlli di laboratorio se si assumono contemporaneamente tali farmaci.

Chi soffre di insufficienza renale cronica presenta spesso anche una carenza di vitamina D. Prima di assumere la vitamina D, è assolutamente necessario consultare il proprio medico poiché essa aumenta l’assorbimento di calcio nell’intestino e, di conseguenza, la sua concentrazione nel sangue. I reni malati non sono però in grado di eliminare completamente tutto il calcio in eccesso, che resta così nell’organismo.

Non si dovrebbe assumere la vitamina K insieme agli anticoagulanti cumarinici (antagonisti della vitamina K), tra cui i principi attivi fenprocumone (ad esempio Marcumar®, Falithrom® e Marcuphen®) e warfarin (Coumadin®).

Dosaggi in breve

Dosi giornaliere di micronutrienti consigliate in caso di acidosi

 

Basi

Carbonati

da 80 a 140 milliequivalenti (mEq)

Citrati

da 30 a 60 mEq

  
 

Vitamine

Vitamina D

da 1.000 a 2.000 unità internazionali (UI)

Vitamina K sotto forma di K2

da 100 a 180 microgrammi (µg)

 

 

Esami di laboratorio consigliati in breve

Esami del sangue consigliati in caso di acidosi

 

Valori normali

Capacità tamponante delle cellule

da 43,5 a 48,7 millimoli per litro nel plasma

Potassio

da 43,5 a 48,7 millimoli per litro nel plasma

Magnesio

da 1,38 a 1,5 millimoli per litro nel plasma

Vitamina D

da 40 a 60 nanogrammi per millilitro (ng/ml) nel siero

 

 

Classificazione

Riepilogo

L’acidosi è uno squilibrio cronico e latente dell’equilibrio acidi-basi a sfavore delle basi. Il valore del pH del sangue è solo leggermente più acido e non raggiunge i livelli di un’acidosi acuta.

Occorrono anni per soffrire di acidosi cronica e nella maggior parte dei casi la patologia è dovuta ad uno stile di vita non sano. Col tempo i tamponi dell’organismo si consumano. Spesso chi soffre di acidosi non presenta sintomi acuti e i disturbi aumentano lentamente.

Un primo accorgimento per regolare l’equilibrio acidi-basi è quello di cambiare la propria dieta: ridurre gli alimenti formanti acidi come proteine, grassi, zuccheri e cereali e preferire cibi basici, con un elevato contenuto di minerali, come frutta e verdura. Si possono anche integrare minerali basici come carbonati, bicarbonati o citrati sotto forma di miscele basiche. La medicina dei micronutrienti consiglia carbonati e bicarbonati principalmente in caso di grave acidosi e solo per brevi periodi di tempo, ad esempio in caso di acidità di stomaco, mentre i citrati sono adatti per periodi prolungati in caso di acidosi cronica.

Si consigliano integratori a base di potassio, calcio, magnesio e zinco. Per ridurre al minimo le conseguenze di un’acidosi cronica sulle ossa, gli esperti in micronutrienti consigliano anche la vitamina D e la vitamina K2, che garantiscono entrambe l’accumulo di calcio nelle ossa.

Classificazione

Indice degli studi e delle fonti

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