Il colesterolo alto può essere curato naturalmente con le vitamine

Come determinate sostanze nutritive riducono il colesterolo ed evitano la comparsa di complicanze

I farmaci riduttori del colesterolo sono tra quelli più prescritti, ma molti non sanno che il colesterolo alto può essere ridotto anche in modo naturale. Determinate vitamine e altre sostanze nutritive aumentano l'eliminazione del colesterolo o ne inibiscono la produzione, oppure proteggono i vasi dalle conseguenze dell'ipercolesterolemia. Scoprite in questo articolo quali sono queste sostanze nutritive.

Cause e sintomi

Il colesterolo alto ha diverse cause, quella più frequente in assoluto è una combinazione tra stile di vita nocivo e fattori genetici: Il corpo produce troppo colesterolo e se si aggiunge anche un'alimentazione insana con tanti grassi, pochi prodotti integrali, un eccesso di fumo o alcol, sovrappeso e scarsa attività fisica, i valori sanguigni aumentano. Questa è la situazione nel 60/70 percento dei casi.

Ma l'aumento del colesterolo può essere dovuto anche ad altre malattie come diabete e ipertiroidismo. Inoltre, esistono anche forme dovute solo a fattori genetici. Per esempio, a causa di alterazioni genetiche il corpo non è in grado di eliminare il colesterolo. In questi casi le persone possono essere soggette molto presto a conseguenze come l'infarto cardiaco.

Informazioni

Nel linguaggio specialistico, un livello elevato di colesterolo viene definito anche ipercolesterolemia.

A prima vista il colesterolo alto è asintomatico, solo un esame di laboratorio rivela un indice glicemico elevato. Se i livelli di colesterolo restano elevati troppo a lungo, questo può avere conseguenze a lungo termine. Il colesterolo LDL cattivo, in particolare, si accumula nei vasi sanguigni, danneggiandone le pareti. I vasi diventano sempre più stretti e portano all'arteriosclerosi. A questo si aggiunge il fatto che il colesterolo HDL buono, che protegge invece i vasi, è nella maggior parte dei casi troppo basso. Tra le complicanze figurano: ipertensione, infarto cardiaco e colpo apoplettico. 

Classificazione

Obiettivi del trattamento

Come si cura in modo classico il colesterolo alto?

Nella maggior parte dei casi il colesterolo alto viene curato farmacologicamente. I medici prescrivono principalmente le statine: 9 persone su 10 che assumono farmaci per ridurre l'indice glicemico, prendono le statine, tra cui atorvastatina (ad esempio Sovrast®), fluvastatina (Imastatin® e Lescol®), lovastatina (Lovinacor®), pravastatina (ad esempio Adrestat® e Prasterol®), rosuvastatina (Crestor®) o simvastatina (Zocor®).
Altri farmaci per ridurre il colesterolo alto sono i fibrati, ad esempio bezafibrato (Bezalip®) e fenofibrato (Lipidax®) o la colestiramina (Questran®), una resina a scambio anionico.

Piedi su una bilancia pesapersone
In caso di sovrappeso e colesterolo alto, già dimagrire può ridurre i valori del colesterolo. Immagine: Rostislav_Sedlacek/iStock/Getty Images Plus

Consiglio

In caso di sovrappeso, i medici consigliano di dimagrire immediatamente. Il calo di peso riduce la formazione del colesterolo nel fegato e quindi il suo valore nel sangue.

Gli obiettivi della medicina dei micronutrienti

Il colesterolo non è solo influenzato dall'apporto di energia. Anche la composizione dei micronutrienti contribuisce a tenere sotto controllo i livelli del colesterolo. Determinati micronutrienti riducono direttamente il colesterolo alto e al contempo fanno diminuire il rischio di complicanze, tra cui arteriosclerosi, ipertensione o infarto cardiaco.
Le sostanze nutritive più importanti per garantire livelli bassi di colesterolo e vasi sani sono: determinate fibre derivate dall'avena, flavonoidi contenuti nelle foglie del carciofo, vitamina D, L-Carnitina, antiossidanti, vitamine B e acidi grassi omega 3.

Classificazione

Trattamento con i micronutrienti

Ridurre in modo naturale l'ipertensione con le fibre dell'avena

Meccanismo d'azione del beta-glucano

Una ciotola in legno con fiocchi d'avena
I fiocchi d'avena celano un'elevata concentrazione di beta-glucani. Questa fibra aiuta a ridurre il colesterolo in modo naturale. Immagine: Vladislav Nosick/iStock/Getty Images Plus

La fibra beta-glucano si lega nell'intestino agli acidi biliari, garantendone la scissione e l'eliminazione. Questo influenza a sua volta positivamente il colesterolo, perché gli acidi biliari sono prodotti partendo proprio da quest'ultimo. Grazie all'aiuto dei beta-glucani, quindi, il corpo elimina più acidi biliari che dovranno essere nuovamente prodotti partendo dal colesterolo che viene a sua volta preso dal sangue, riducendone così i livelli in modo naturale. 
I beta-glucani sono un determinato gruppo di fibre, presenti soprattutto sui bordi esterni dei chicchi di avena. 80 grammi di fiocchi d'avena o 40 grammi di crusca d'avena contengono circa 3 grammi di beta-glucani.

Dose e consigli di assunzione del beta-glucano

Per ridurre in modo efficace il colesterolo si dovrebbero assumere ogni giorno almeno 3 grammi di beta-glucano. Molti studi di alto livello dimostrano che in questo modo il colesterolo totale può scendere in media di 12 milligrammi per decilitro e i valori del colesterolo LDL di quasi 10 milligrammi per decilitro. Rispetto ai valori di partenza si tratta di un calo compreso tra il 5 e il 10 percento. 

Consiglio

Se non volete mangiare ogni giorno una porzione abbondante di pappa d'avena (80 grammi di fiocchi d'avena), potete optare per speciali preparati a base di beta-glucano che possono essere mischiati con yogurt, müsli o bevande.

Da ricordare in caso di intolleranza al glutine

Il beta-glucano presente nell'avena può contenere tracce di glutine e non è quindi adatto per i celiaci. Nonostante l'avena contenga molto meno glutine rispetto al frumento, può comunque portare a diarrea e flatulenza.

Si presume che l'estratto di carciofo riduca la produzione di colesterolo

Meccanismo d'azione dell'estratto di carciofo

Carciofi su un tavolo
Un estratto di carciofi ha un effetto doppiamente positivo, perché non riduce solo il colesterolo LDL, ma aumenta anche quello buono HDL. Immagine: JuanCi/iStock/Getty Images Plus

I ricercatori presumono che i componenti delle foglie di carciofo riducano la formazione di nuovo colesterolo nel fegato. Alcuni studi medici dimostrano che l'estratto di carciofo ha un effetto positivo sul colesterolo: non solo riduce il colesterolo LDL, ma aumenta anche il colesterolo buono HDL rispetto al placebo. 
Inoltre, le foglie di carciofo stimolano lo scorrimento della bile che a sua volta contiene gli acidi biliari, prodotti dal colesterolo. L'estratto di carciofo può quindi promuovere l'effetto di altre sostanze nutritive nella riduzione del colesterolo.

Dose e assunzione consigliata

Per ridurre in modo efficace il colesterolo sono necessari almeno 500 milligrammi di estratto di carciofo al giorno. Idealmente questo estratto dovrebbe essere sempre assunto ai pasti, in modo da favorire anche la digestione.

Consiglio

Un estratto di alta qualità è meglio delle foglie di carciofo in polvere. In generale, negli estratti sono presenti le componenti efficaci in forma concentrata.

Da ricordare in caso di calcoli biliari, in gravidanza e allattamento e con l'assunzione di anticoagulanti

Le persone a cui sono stati diagnosticati calcoli biliari dovrebbero rinunciare all'estratto di carciofo. Le sostanze efficaci stimolano l'eliminazione della bile e di conseguenza questo potrebbe portare a una chiusura delle vie biliari e a una colica biliare. 

A titolo precauzionale, anche le donne incinte e che allattano non dovrebbero assumere l'estratto di carciofo, oppure devono consultare il medico. Non esistono ancora studi sufficienti sulla sicurezza dell'estratto di carciofo per le donne incinte e che allattano.

L'estratto di carciofo può indebolire l'efficacia degli anticoagulanti di tipo cumarinico. Se si assumono questi anticoagulanti, è necessario consultare il medico che potrà controllare il cosiddetto valore Quick (tempo di protrombina) e verificare se l'efficacia dei farmaci è inibita. Tra questi farmaci figurano i principi attivi fenprocumone (ad esempio Marcumar®, Falithrom® e Marcuphen®) e warfarin (Coumadin®).

Il colesterolo aumenta in caso di carenza di vitamina D?

Meccanismo d'azione della vitamina D

Nonostante non sia ancora chiaro se la vitamina D riduca in modo mirato il colesterolo alto, numerosi studi medici hanno già dimostrato una correlazione tra un buon apporto di vitamina D e un livello basso di colesterolo. I soggetti dello studio con livelli maggiori di vitamina D nel sangue (superiori a 30 nanogrammi per millilitro) presentavano anche un livello di colesterolo in media più basso di quelli con carenza di vitamina D.

Inoltre, la vitamina D contribuisce alla gestione della pressione ed è importante per il muscolo cardiaco. Così facendo le scorte di vitamina D nell'organismo riducono le conseguenze del colesterolo alto. 

Dose e consigli di assunzione della vitamina D

Nella situazione ottimale, la dose di vitamina D si basa sulla sua quantità nel sangue; solo così è possibile compensare in modo efficace una carenza. Tutte le informazioni sulla dose corretta in caso di carenza sono disponibili nell'articolo dedicato alla vitamina D.

Se non si conoscono i propri valori della vitamina D, è consigliabile assumere ogni giorno da 1.000 a 2.000 Unità internazionali per sostenere positivamente il metabolismo del colesterolo.

Il momento migliore per assumerla è ai pasti; si tratta infatti di una vitamina liposolubile che può essere correttamente assorbita nell'intestino solo in presenza di grassi. Sono sufficienti le dosi minime di grassi contenute negli alimenti.

Rilevazione del livello di vitamina D in laboratorio

In caso di colesterolo alto e di malattie cardiocircolatorie si consiglia di determinare il livello di vitamina D nel sangue. Solo così è possibile compensare in modo efficace una possibile carenza.

Gli esami di laboratorio consentono di misurare una forma della vitamina D, la cosiddetta vitamina D 25 OH, analizzando il siero, la parte liquida senza cellule sanguigne.

I valori ottimali di vitamina D nel siero sono compresi tra 40 e 60 nanogrammi per millilitro, oppure tra 100 e 150 nanomoli per litro.

Il riso rosso fermentato inibisce la produzione di colesterolo

Meccanismo d'azione del riso rosso fermentato

Riso rosso su un cucchiaio di legno
La monacolina K è una sostanza contenuta nel riso rosso fermentato e può ridurre il colesterolo alto. Immagine: Hendra Su/iStock/Getty Images Plus

Il riso rosso fermentato è in grado di ridurre il colesterolo alto grazie alla monacolina K che inibisce la produzione endogena di colesterolo come una statina.

Informazioni

Il riso rosso è un riso tradizionale che prende il suo colore da un processo speciale: Il riso normale viene fatto fermentare con un fungo che produce un colorante rosso. In Asia il riso rosso viene usato come colorante per gli alimenti e come medicina tradizionale.

Dose e assunzione consigliata

La dose ottimale di riso rosso dipende dal livello di colesterolo nel sangue. Si consigliano da 10 a 20 milligrammi di monacolina K al giorno per ridurre il colesterolo. La sua assunzione dovrebbe essere assolutamente discussa con il medico perché il suo meccanismo d'azione è simile a quello dei farmaci che riducono il colesterolo.

Cosa ricordare in caso di malattie, gravidanza e assunzione di farmaci

Non si dovrebbe assumere l'estratto di riso rosso in caso di epatopatie o nefropatie esistenti, in caso di colestasi e in gravidanza e allattamento. Inoltre si sconsiglia di combinare il riso rosso fermentato con altri farmaci che riducono il colesterolo o con gli anticoagulanti di tipo cumarinico (ad esempio Marcumar®) e farmaci immunosoppressivi (ciclosporina come Ciqorin® e Sandimmun®).

Informazioni

Sono possibili effetti collaterali: Dato che il principio attivo monacolina K ha una composizione chimica identica alla lovastatina o alla simvastatina, anche il riso rosso può avere effetti collaterali come mal di testa, problemi digestivi, rush cutanei e dolori muscolari. Gli esperti dissentono sulla possibilità che gli effetti collaterali si manifestino tutti con la stessa gravità: In alcuni studi il riso rosso fermentato causava meno effetti collaterali.

I fosfolipidi bloccano presumibilmente l'assorbimento del colesterolo nell'intestino

Meccanismo d'azione dei fosfolipidi

Caraffa di vetro con olio di girasole con un girasole e semi di girasole su un tavolo
L'olio di girasole contiene diversi fosfolipidi che prevengono l'assorbimento nell'intestino del colesterolo contenuto negli alimenti. Immagine: tashka2000/iStock/Getty Images Plus

Si presume che determinate sostanze simili ai grassi (fosfolipidi) possano bloccare l'assorbimento nell'intestino del colesterolo contenuto negli alimenti. Inoltre, la colina partecipa al trasporto dei grassi nel sangue. La sostanza più importante è la lecitina (fosfatidilcolina), presente ad esempio nella soia o nelle uova. 

Il parere degli esperti

Si presume che i fosfolipidi, aggregandosi con acqua e con altri grassi, formino nell'intestino delle micelle molto grandi (determinate molecole per il trasporto dei grassi), che catturano il colesterolo contenuto negli alimenti, evitando che venga assorbito completamente o solo in piccola parte.

Primi studi medici dimostrano che la fosfatidilcolina può migliorare i livelli di colesterolo, in particolare può ridurre il colesterolo LDL cattivo e aumentare il colesterolo HDL buono.

Dose e assunzione consigliata

Si consigliano da 1.000 a 2.000 milligrammi di fosfatidilcolina al giorno per ridurre il colesterolo. Questa dovrebbe essere assunta ai pasti in modo da bloccare direttamente l'assorbimento del colesterolo.

Consiglio

Spesso la fosfatidilcolina viene estratta dalla soia, quindi non è adatta in caso di allergia alla soia. Ci sono però anche altre fonti: in caso di allergia alla soia, fare attenzione alla fosfatidilcolina contenuta nell'olio di girasole o di colza.

Da ricordare in caso di gravidanza e allattamento

Poiché non esistono studi sufficienti sull'uso della fosfatidilcolina (lecitina) in gravidanza e allattamento, per precauzione non andrebbe assunta oppure assunta solo previo accordo con il medico.

La L-Carnitina riduce il colesterolo LDL e aumenta il colesterolo HDL

Meccanismo d'azione della L-Carnitina

Studi medici dimostrano la capacità della L-Carnitina di regolare il colesterolo: la sua assunzione consentiva non solo di ridurre i valori LDL, ma anche di aumentare quelli del colesterolo HDL che protegge i vasi. La L-Carnitina è responsabile del trasporto degli acidi grassi a catena lunga all'interno delle cellule, dove consentono di produrre energia.

Inoltre, agisce da antiossidante a protezione dei vasi e riduce il colesterolo LDL ossidato. Quest'ultimo è responsabile degli accumuli nei vasi, ad esempio in quelli coronarici, causando un possibile infarto cardiaco.

Dose e assunzione consigliata

La L-Carnitina è presente in grandi quantità anche nella carne, ma un'alimentazione ricca di carne, soprattutto quella molto grassa e le interiora, è sconsigliata in caso di colesterolo alto. E dato che gli alimenti vegetali sono molto poveri di L-Carnitina, si consiglia di integrarla con dei preparati. Per ridurre il colesterolo sono necessari da 1.000 a 2.000 milligrammi di L-Carnitina al giorno da assumere prima o durante i pasti. La soluzione migliore è distribuire la quantità intera durante la giornata, ad esempio assumere 500 milligrammi la mattina, a pranzo e la sera. In questo modo si è certi che la L-Carinitina arrivi correttamente nel sangue.

Il legame L-Carnitina e tartrato è il più tollerato e non causa disturbi gastrointestinali. 

Gli antiossidanti proteggono i vasi dalle conseguenze del colesterolo alto

Meccanismo d'azione degli antiossidanti

Gli antiossidanti proteggono i vasi in caso di colesterolo alto, soprattutto dal colesterolo LDL che può ossidarsi nel sangue. Ciò significa che viene danneggiato dai radicali liberi e si accumula principalmente sulle pareti dei vasi. Questo processo è la causa principale dell'arteriosclerosi. 

Tra gli ossidanti che proteggono i vasi ci sono la vitamina C e la vitamina E, i minerali zinco e selenio e il coenzima Q10. 

Informazioni

La vitamina E ha un ruolo particolare: è stato dimostrato che un sottogruppo speciale della vitamina E, i tocotrienoli, riducono il colesterolo alto.

Dose e assunzione consigliata

Gli antiossidanti dovrebbero essere assunti combinati tra loro, perché in questo modo la loro protezione dei vasi è più efficace. Inoltre si sostengono a vicenda: la vitamina C, ad esempio, è necessaria perché consente alla vitamina E di essere ripristinata dopo aver bloccato i radicali liberi.

Si consiglia di assumere ogni giorno almeno 100 milligrammi di vitamina C, 20 milligrammi di vitamina E, 10 milligrammi di zinco, 50 microgrammi di selenio e fino a 100 milligrammi di coenzima Q10.

Informazioni

È stata osservata una riduzione del colesterolo da parte dei tocotrienoli a fronte di una loro assunzione giornaliera compresa tra 50 e 200 milligrammi.

Gli antiossidanti liposolubili in particolare, ad esempio la vitamina E, devono essere assunti ai pasti perché possono raggiungere il sangue solo insieme ai grassi contenuti negli alimenti. 

Provetta con sangue in una mano
Gli esami del sangue consentono di determinare lo stato antiossidante. Immagine: utah778/iStock/Getty Images Plus

Determinazione dell'LDL ossidato e dello stato antiossidante

In caso di colesterolo alto è possibile misurare nel sangue il livello del colesterolo LDL ossidato nocivo. I medici specializzati in micronutrienti consigliano questo esame del sangue che consente di verificare se i vasi sanguigni sono già stati danneggiati (arteriosclerosi).

Inoltre l'esame consente di determinare lo stato antiossidante che mostra se il rapporto tra radicali liberi e antiossidanti nel corpo è equilibrato. Per farlo occorre eseguire un esame del sangue.

Informazioni

I valori normali indicati per lo stato antiossidante nel sangue sono diversi a seconda del laboratorio o dei metodi di indagine. In caso di dubbio si applicano i valori normali prescritti dal laboratorio.

Le vitamine B mantengono i vasi sani e riducono il colesterolo

Meccanismo di azione delle vitamine B

Le vitamine B sono necessarie per la metabolizzazione dell'omocisteina, che aumenta in caso di carenza vitaminica nel sangue. L'omocisteina è una citotossina che danneggia ad esempio i vasi e che è legata a una serie di malattie, quindi anche quelle cardiocircolatorie. Livelli elevati di omocisteina aumentano il rischio di peggioramento dell'indice glicemico, di ipertensione e non da ultimo di arteriosclerosi.  

Per non sovraccaricare ulteriormente i vasi in caso di colesterolo alto, si dovrebbe assolutamente tenere sotto controllo l'apporto delle vitamine B per evitare qualsiasi carenza e garantire la costante riduzione dell'omocisteina.

Il parere degli esperti

Si presume che le vitamine B influenzino direttamente il metabolismo del colesterolo: alcuni studi dimostrano che un livello ridotto di vitamina B12 sia correlato al colesterolo alto. Una carenza di vitamina B12 nelle cellule lipidiche umane ha incrementato l'attivazione di determinati geni, a loro volta responsabili di una maggiore produzione di colesterolo.

Dose e assunzione consigliata

Le dosi seguenti sono efficaci per ridurre l'omocisteina: da 5 a 15 milligrammi di vitamina B6, da 400 a 600 microgrammi di acido folico e da 250 a 500 microgrammi di vitamina B12.

Idealmente si dovrebbe assumere la forma attiva dell'acido folico. A causa di una mutazione genetica, la metà della popolazione mondiale non è in grado di trasformare correttamente l'acido folico nella sua forma attiva necessaria all'organismo. È possibile ovviare a questo difetto genetico assumendo la forma attiva dell'acido folico, il cosiddetto acido 5-metiltetraidrofolico (5-MTHF). 

Verificare i livelli di omocisteina

In caso di colesterolo alto si consiglia di controllare anche i livelli di omocisteina nel sangue per evitare ulteriori danni ai vasi. 
Nella maggior parte dei casi l'omocisteina viene misurata nel plasma, la parte liquida del sangue, senza cellule ematiche. I valori normali nel sangue sono inferiori a 10 micromoli per litro.

Gli acidi grassi omega 3 riducono il rischio di complicanze legate al colesterolo alto

Meccanismo d'azione degli acidi grassi omega 3

Mani che tengono capsule e flacone
Gli acidi grassi omega contenuti nell'olio di pesce o di lino evitano gli accumuli nei vasi sanguigni e sono disponibili sotto forma di capsule. Immagine: FotoDuets/iStock/Getty Images Plus

In caso di colesterolo alto si consiglia di ridurre il consumo di grassi saturi, ad esempio quelli contenuti nella carne, negli insaccati e nel formaggio, aumentando invece l'apporto di acidi grassi polinsaturi,  ad esempio contenuti nell'olio di lino o di pesce.

Gli acidi grassi omega presenti nell'olio di pesce o di lino favoriscono la flessibilità dei vasi ed evitano accumuli. In generale, fluidificano il sangue e riducono così il rischio di complicanze derivanti dal colesterolo alto. Riducono anche i valori infiammatori elevati nel sangue che rappresentano un fattore di rischio per altre patologie tra cui la proteina C-reattiva (PCR) o la fosfolipasi A2 associata alle lipoproteine (Lp-PLA2).

Il parere degli esperti

L'Lp-PLA2 è un marcatore delle malattie cardiocircolatorie. È presente nelle pareti dei vasi all'interno delle cellule infiammatorie, in particolare al centro delle placche aterosclerotiche e favorisce le infiammazioni. Si consiglia di misurare i livelli di Lp-PLA2 poiché si tratta di un marcatore di rischio affidabile per una valutazione dei processi infiammatori nei vasi e quindi della presenza di placche instabili.

Le capsule di olio di pesce sono particolarmente efficaci se al colesterolo alto si aggiungono anche livelli elevati di trigliceridi. Questi ultimi sono un altro gruppo di grassi presente nel sangue. Per sapere come ridurre i valori elevati dei trigliceridi con i micronutrienti, leggere qui.

Acidi grassi omega 3: Dose e assunzione consigliata

In caso di colesterolo alto si consigliano da 1.500 a 2.000 milligrammi di acidi grassi omega 3, in particolare una percentuale elevata degli acidi grassi omega 3 EPA (acido eicosapentaenoico), almeno 800 milligrammi. L'EPA ha un forte effetto antinfiammatorio.

Gli acidi grassi omega 3 andrebbero assunti ai pasti per raggiungere nel modo migliore il sangue, passando dall'intestino.

Consiglio

Occorre fare attenzione alla qualità ottimale degli acidi grassi, soprattutto quelli contenuti nell'olio di pesce. I preparati pregiati sono sottoposti a diversi processi di depurazione per eliminare sostanze nocive e altri residui indesiderati. Questi ultimi possono danneggiare gli acidi grassi omega 3 e di conseguenza anche le cellule dell'organismo.

L'indice omega 3 indica l'apporto di omega 3

L'indice omega 3 valuta l'apporto degli acidi grassi omega 3. Gli esami del sangue sono particolarmente consigliati se, oltre al colesterolo, si aggiungono anche altri fattori di rischio, ad esempio sovrappeso, ipertensione o problemi cardiaci.

L'indice omega 3 viene analizzato nel sangue, misurando la percentuale di acidi grassi omega 3 nei globuli rossi e calcolandone la percentuale. Se l'indice omega 3 è superiore all'8 percento, l'apporto è corretto; se è invece inferiore al 4 percento l'apporto è scarso e aumenta il rischio di contrarre malattie cardiocircolatorie. 

Cosa ricordare in caso di assunzione di anticoagulanti e prima di interventi chirurgici

Poiché gli acidi grassi omega 3 migliorano la fluidità del sangue e hanno un effetto anticoagulante, è necessario consultare un medico in caso di assunzione di farmaci anticoagulanti. Se possibile, si dovrebbe regolare la dose dei farmaci in modo da evitare possibili interazioni. 

Tra gli anticoagulanti figurano i derivati cumarinici (come Marcumar®) e warfarin (Coumadin®), ma anche l'acido acetilsalicilico (ASA, Aspirina®), l'eparina (Clarisco®) e i cosiddetti nuovi anticoagulanti orali: apixaban (Eliquis®), dabigatran (Pradaxa®), edoxaban (Lixiana®) e rivaroxaban (Xarelto®).

In caso di intervento chirurgico imminente, si dovrebbe interrompere l'assunzione di acidi grassi omega 3 da una a due settimane prima dell'operazione per evitare emorragie in sala operatoria. In seguito è possibile tornare ad assumerli senza problemi.

Dosaggi in breve

Dose giornaliera consigliata di micronutrienti in caso di colesterolo alto

Vitamine

Vitamina D

da 1.000 a 2.000 Unità internazionali (UI) eventualmente anche in base al livello
Vitamina Ealmeno 20 milligrammi (mg)
Vitamina Calmeno 100 milligrammi
Vitamina B6da 5 a 15 milligrammi
Vitamina B12 (meglio come metilcobalamina attiva)da 250 a 500 mikrogrammi
Acido folico (nella forma direttamente utilizzabile)da 400 a 600 microgrammi
Minerali
Zincoalmeno 10 milligrammi
Selenioalmeno 50 microgrammi
Flavonoidi
Beta-glucanoalmeno 3 grammi (g)
Estratto di carciofoalmeno 500 milligrammi
Monacolina K di riso rosso fermentatoA seconda dei valori del colesterolo, da 10 milligrammi
(Nota: Solo previo accordo con il medico)
Altre sostanze nutritive 
Fosfatidilcolinada 1.000 a 2.000 milligrammi
L-Carnitinada 1.000 a 2.000 milligrammi 
Coenzima Q10100 milligrammi
Acidi grassi omega 3da 1.500 a 2.000 milligrammi con una percentuale EPA particolarmente elevata
(almeno 800 milligrammi)

Sintesi degli esami di laboratorio consigliati

Esami del sangue consigliati in caso di colesterolo alto

Valori normali 
Vitamina Dda 40 a 60 nanogrammi per millilitro (ng/ml) o da 100 a 150 nanomoli per litro (nmol/l)
Stato generale degli antiossidanti (siero)da 1,13 a 1,57 millimoli per litro (mmol/l)
Omocisteina (plasma)meno di 10 micromoli per litro (µmol/l)
Indice omega 3da 5 a 8 percento (meglio superiore all'8 percento)
Classificazione

Sostegno dei micronutrienti ai farmaci

Statine: Coenzima Q10 e vitamina D riducono i dolori muscolari

L'effetto collaterale più frequente delle statine sono i dolori muscolari, che sono anche la ragione principale per cui molte persone interrompono l'assunzione. Il coenzima Q10 e la vitamina D consentono di ridurre questi effetti collaterali: si consiglia una dose quotidiana di coenzima Q10 compresa tra 100 e 300 milligrammi e tra 1.000 e 2.000 Unità internazionali di vitamina D. 

Informazioni

Inoltre, l'effetto delle statine è garantito solo in presenza di una quantità sufficiente di vitamina D nell'organismo: Insieme alla vitamina D, la statina riduce i valori del colesterolo di almeno 22 milligrammi per decilitro in più rispetto alla sua assunzione da sola.

Le statine spesso prescritte sono: atorvastatina (ad esempio Sovrast®), fluvastatina (Imastatin® e Lescol®), lovastatina (Lovinacor®), pravastatina (ad esempio Adrestat® e Prasterol®), rosuvastatina (Crestor®) o simvastatina (Zocor®).

I fibrati aumentano il livello dell'omocisteina

I farmaci che riducono il colesterolo contenenti fibrati, ad esempio bezafibrato (Bezalip®) e fenofibrato (Lipidax®), aumentano i livelli di omocisteina nel sangue. Quest'ultima danneggia soprattutto le cellule e quindi andrebbe ridotta al minimo. Per metabolizzare l'omocisteina sono necessarie le vitamine B: da 5 a 15 milligrammi di vitamina B6, da 400 a 600 microgrammi di acido folico (come forma attiva 5-MTHF) e da 250 a 500 microgrammi di vitamina B12.
Come dimostrato da alcuni studi, i fibrati riducono anche il livello sanguigno del coenzima Q10 e della vitamina E. Per compensarli si dovrebbero assumere da 100 a 200 milligrammi di coenzima Q10 e fino a 150 milligrammi di vitamina E.

Le resine a scambio anionico causano una carenza delle sostanze nutrienti liposolubili

Le resine a scambio anionico come la colestiramina (Questran®) riducono il colesterolo perché danneggiano la digestione dei grassi. Se assunte per lungo tempo, in particolare, possono portare a una carenza di vitamine liposolubili e di altre sostanze nutritive, tra cui vitamina A, D, E e K e carotinoidi. Si riduce anche l'assorbimento di acido folico, vitamina B12, vitamina C, magnesio e zinco.

Per evitare una carenza si consigliano alimenti particolarmente ricchi di vitamine - consultare gli articoli sulle singole vitamine per conoscerli nel dettaglio - o vitamine liposolubili sotto forma di preparati a base di micronutrienti multipli. Fare attenzione che il preparato copra almeno l'apporto consigliato: 400 microgrammi di vitamina A, 1.000 Unità internazionali di vitamina D, 13 milligrammi di vitamina E e 75 microgrammi di vitamina K – idealmente K1 e K2.

Informazioni

Il preparato a base di micronutrienti dovrebbe essere assunto un'ora prima o quattro ore dopo i farmaci in modo da evitare che questi ultimi blocchino l'assunzione dei micronutrienti.

Dosaggi in breve

Dose giornaliera consigliata di micronutrienti in caso di farmaci che riducono il colesterolo

Statine
Coenzima Q10da 100 a 300 milligrammi (mg)
Vitamina Dda 1.000 a 2.000 Unità internazionali (UI) o a seconda del livello di vitamina D
Fibrati
Vitamina B6da 5 a 15 milligrammi
Vitamina B12 (meglio come metilcobalamina attiva)da 250 a 500 microgrammi (µg)
Acido folico (nella forma direttamente utilizzabile)da 400 a 600 microgrammi
Coenzima Q10da 100 a 200 milligrammi
Vitamina Efino a 150 milligrammi
Resine a scambio anionico
Vitamina A400 microgrammi
Vitamina D1.000 Unità internazionali
Vitamina E13 milligrammi
Vitamina K75 microgrammi (idealmente K1 e K2)
Classificazione

Riepilogo

La medicina dei micronutrienti è in grado di abbassare il colesterolo alto: le fibre contenute nell'avena (beta-glucani) e i flavonoidi contenuti nelle foglie del carciofo in particolare sono in grado di ridurre il colesterolo nel sangue. Queste sono supportate anche da vitamina D, determinate sostanze simili ai grassi (fosfolipidi) e L-Carnitina. In alcuni casi si consiglia anche il riso rosso fermentato, ma prima è assolutamente necessario parlarne con il proprio medico.

Antiossidanti, vitamine B e acidi grassi omega 3 proteggono i vasi dai danni causati dal colesterolo alto e dovrebbero quindi essere parte integrante della terapia a base di micronutrienti.

Alcuni farmaci che riducono il colesterolo provocano effetti collaterali: molto spesso l'assunzione di statina causa ad esempio dolori muscolari che possono essere ridotti o eliminati in modo efficace con il coenzima Q10 e con la vitamina D. Al contrario, i fibrati aumentano il livello dell'omocisteina, quindi occorre assolutamente fare attenzione all'apporto di vitamine B, mentre le resine a scambio anionico possono portare a una carenza delle vitamine liposolubili.
 

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Indice degli studi e delle fonti

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