Trattare le infezioni alle vie urinarie in modo naturale con le vitamine & Co.

Come curare le infezioni alle vie urinarie con determinati micronutrienti e come evitare complicanze

Durante un'infezione alle vie urinarie i batteri proliferano nell'uretra. Da lì possono raggiungere la vescica o i reni causando una cistite e, nel peggiore dei casi, anche una pielite, ovvero un'infiammazione dei bacinetti renali, con conseguenti dolori e problemi durante la minzione. Spesso le infezioni delle vie urinarie sono trattate con gli antibiotici, ma esistono anche sostanze naturali in grado di prevenire, curare o supportare il trattamento medico classico. Leggete qui quali sono le sostanze nutritive che possono essere d'aiuto e come utilizzarle.

Basso ventre di una donna che tiene le mani in grembo e indicazione di reni e vescica
In caso di infezione delle vie urinarie, i batteri risalgono ai reni o alla vescica passando attraverso l'uretra. Immagine: Tharakorn/iStock/Getty Images Plus

Cause e sintomi

Cosa si intende con infezione delle vie urinarie?

Un medico effettua un'ecografia a un paziente
Oltre agli esami del sangue e delle urine, è possibile eseguire anche un'ecografia a reni e vescica. Immagine: kadmy/iStock/Getty Images Plus

Con infezione delle vie urinarie si intende la presenza di sintomi irritativi delle vie urinarie, spesso causati dai batteri della flora intestinale (ad esempio l'Escherichia coli) che risalgono dall'uretra alla vescica, fino ad arrivare ai reni, passando per l'uretere. In alcuni casi e in determinate condizioni sono anche responsabili di un'infiammazione dei bacinetti renali. In medicina si distingue tra infezioni del tratto inferiore, come le infezioni della vescica o cistiti, e infezioni del tratto superiore, come le infiammazioni dei bacinetti renali o pielonefrite.

Generalmente, nelle persone sane il decorso di un'infezione delle vie urinarie non presenta complicazioni, mentre l'infezione è classificata come grave in coloro che soffrono di patologie pregresse, nefropatie o alterazioni organiche dell'uretere, dei reni o della vescica.

Cause e rischi

Gli agenti patogeni che causano l'infezione sono principalmente i germi intestinali già presenti nell'organismo che, in seguito a una infezione da contatto, raggiungono l'orifizio uretrale esterno, risalgono l'uretra e raggiungono la vescica. Il rischio di infezione aumenta se la regione è soggetta a sollecitazioni meccaniche, ad esempio in caso di interventi medici come l'applicazione di un catetere vescicale, cistoscopia o irrigazione vescicale. Ed è proprio durante queste operazioni che a volte i batteri possono penetrare all'interno delle vie urinarie.

Anche l'uso del diaframma, del preservativo o di creme spermicide può provocare la cistite, così come i rapporti sessuali, in passato considerati la causa della cosiddetta "cistite da luna di miele". A questi si aggiungono poi patologie pregresse come il diabete mellito e passate gravidanze. Anche le persone paraplegiche sono più soggette a infezioni delle vie urinarie.  

La cistite è una patologia che colpisce soprattutto le donne. Questo è dovuto principalmente alla diversa conformazione anatomica dell’uretra, che è più corta nella donna rispetto all’uomo. Spesso, inoltre, gli uomini non soffrono di cistite ma eventualmente di ostruzione uretrale.

Sintomi

Chi soffre di cistite ha problemi a urinare (minzione): prova dolore o bruciore, ha uno stimolo all'emissione di piccole quantità di urina con elevata frequenza oppure ha la sensazione di dover urinare anche subito dopo la minzione. Inoltre l'urina può presentare una concentrazione anomala di globuli rossi (ematuria), bianchi (leucocituria) e batteri (batteriuria). Spesso i soggetti colpiti da infezione presentano una combinazione dei sintomi suddetti e solo in rari casi un'infezione delle vie urinarie si manifesta con un singolo sintomo o addirittura in modo asintomatico.

Se si manifestano anche febbre, brividi o dolori ai fianchi, allora è possibile parlare di pielonefrite, un'infiammazione dei bacinetti renali. Le infezioni delle vie urinarie gravi causano anche nausea e vomito.

Complicanze

Un'infezione può portare a complicanze gravi e a danni consequenziali come febbre e un forte senso di malessere generale. Inoltre, molto spesso coinvolge anche i reni.

Le complicazioni si manifestano in determinate condizioni oppure interessano maggiormente specifiche categorie di soggetti, soprattutto uomini, bambini e donne incinte. Colpiscono anche i diabetici e chi ha un sistema immunitario debole. Altri fattori di rischio di contrarre infezioni delle vie urinarie accompagnate da complicazioni sono:

  • Rischi di infezioni: ad esempio quando si usa un catetere vescicale o ureterale
  • Germi resistenti agli antibiotici: curare un'infezione risulta particolarmente difficile se i batteri sono diventati resistenti agli antibiotici, in particolare quando l'infezione è contratta durante una degenza ospedaliera.
  • Ostruzioni urinarie: ad esempio dovute a calcoli delle vie urinarie, prostatiti, prolasso vescicale, cicatrizzazioni, tumori, restringimenti uretrali o malformazioni

I calcoli delle vie urinarie possono causare dolorose coliche renali e se l'infiammazione risale fino all'uretra e raggiunge i bacinetti renali, può danneggiare i reni, causando un'insufficienza renale o un blocco renale.

Diagnosi

Il medico visita il paziente e misura la temperatura.

Esame delle urine: Questo esame verifica la presenza nelle urine di prodotti metabolici di origine batterica come il nitrito e di segni di un'infiammazione come un numero anomalo di globuli bianchi. Inoltre, spesso il laboratorio esegue un'urinocultura che consente di determinare la tipologia, la quantità ed eventualmente anche la resistenza antibiotica dei batteri.
Esame di reni e vescica: Per poter valutare meglio le condizioni di reni e vescica si consiglia di effettuare un'ecografia e si misura anche la quantità di urina residua, ovvero la quantità di urina che resta nella vescica subito dopo la minzione. In una vescica sana non dovrebbe esserci urina residua al termine della minzione.
Esame del sangue: Se il paziente ha la febbre sono necessari altri esami. Il medico avrà bisogno di conoscere il quadro ematologico del paziente, di eseguire un'emocoltura e di calcolare la velocità di eritrosedimentazione per poter determinare se il paziente soffre di una grave infezione.

L'esame del sangue rileva anche la funzionalità renale. Il valore della creatinina è particolarmente utile perché consente al medico di verificare lo stato di salute dei reni. La clearance della creatinina è un test che viene utilizzato per valutare la velocità con la quale i reni filtrano dal sangue determinate sostanze.

Classificazione

Obiettivi del trattamento

Come viene curata in modo classico un'infezione delle vie urinarie?

In caso di infezione acuta e senza complicazioni è sufficiente una terapia antibiotica di breve durata. Inoltre, se i pazienti hanno solo disturbi da lievi a medi, il medico curerà solo i sintomi. In caso di disturbi gravi, invece, come ad esempio in presenza di pielonefrite, il medico prescriverà un sedativo e,
se insorgono complicanze, sottoporrà il paziente a una terapia antibiotica da iniziare tempestivamente. Gli antibiotici vanno assunti sempre fino al termine della terapia per evitare ricadute o che la malattia diventi cronica.

Comportamenti consigliati: La cura va accompagnata da comportamenti corretti. Si consiglia di bere molto durante la giornata, ad esempio da un litro e mezzo a due di tisana o infuso diuretico, che contengono principi attivi che agiscono sui reni, stimolando l'eliminazione dei liquidi. In questo modo si annacquano i batteri dal tratto urinario. Anche il calore fa bene; si consiglia ad esempio di appoggiare sulla pancia un cuscino di noccioli di ciliegie per ottenere un effetto lenitivo. Evitare di stare al freddo e di sedersi su superfici fredde, perché aumentano le probabilità che la cistite si manifesti nuovamente. Se non potete evitarlo, scaldate con una fascia renale la regione interessata.

Inoltre, si consiglia di mangiare cibi che acidificano l'urina perché gli agenti patogeni che causano le infezioni alle vie urinarie faticano a proliferare in un ambiente leggermente acido. Carne, pesce, formaggio, uova e legumi sono alcuni degli alimenti consigliati per la loro capacità di rendere acida l'urina. Se si soffre di cistite, si dovrebbe evitare di bere alcolici perché irritano i reni e indeboliscono il sistema immunitario.

Classificazione

Gli obiettivi della medicina dei micronutrienti

La terapia dei micronutrienti combatte le infezioni in modo naturale. Esistono infatti diversi micronutrienti in grado di supportare il sistema immunitario e di contrastare i batteri in modo diretto o indiretto.

I loro principi d'azione sono molto diversificati e vari:

  • Evitare che gli agenti patogeni aderiscano alla parete della vescica (estratto di cranberry, mannosio)
  • Sopprimere lo sviluppo dei germi patogeni (metionina, probiotici)
  • Uccidere i batteri con antibiotici naturali (oli di senape)
  • Rafforzare il sistema immunitario e combattere l'infiammazione (selenio, vitamina C e vitamina D)
  • Prevenire le recidive (tutte le sostanze citate, soprattutto zinco e selenio, vitamina C e vitamina D)

Gli antibiotici alterano la flora vaginale e intestinale e possono rafforzare la resistenza degli agenti patogeni. In questo caso i batteri "cattivi" proliferano e sostituiscono quelli "buoni". Grazie ai probiotici è possibile ridurre questo rischio.

Consiglio

Non si dovrebbe bere più di un litro e mezzo d'acqua al giorno, soprattutto se si segue una terapia a base di micronutrienti, perché in caso contrario si rischia di diluire troppo i principi attivi antibatterici presenti nell'urina.

Classificazione
Ciotola con mirtilli rossi
I principi attivi contenuti nei mirtilli rossi evitano che gli agenti patogeni colonizzino la mucosa. Immagine: gaus-nataliya/iStock/Getty Images Plus

Il trattamento con i micronutrienti

Il cranberry evita che i batteri aderiscano alle pareti della vescica

Azione terapeutica del cranberry

Il cranberry (mirtillo rosso americano) è un parente del mirtillo rosso che contiene proantocianidine, ovvero sostanze che si legano alle strutture adesive dei batteri. Queste evitano che gli agenti patogeni aderiscano alla mucosa delle vie urinarie e ne facilitano l'eliminazione insieme all'urina.

Una revisione sistematica che ha preso in considerazione studi con dati raccolti su circa 1.500 persone ha dimostrato come i prodotti a base di cranberry prevengano la comparsa di infezioni alle vie urinarie. Queste misure preventive sono utili soprattutto a determinate categorie di persone, e nello specifico:

  • Persone che soffrono di ricorrenti infezioni alle vie urinarie (soprattutto donne)
  • Bambini

Una revisione sistematica ha scoperto che gli anziani e le persone portatrici di catetere vescicale erano quelle che ottenevano i minori benefici in assoluto. 

Il più grande studio che ha analizzato tutti i dati disponibili ha concluso che non è possibile dimostrare l'efficacia del cranberry, sebbene il succo abbia un effetto preventivo simile a quello di un antibiotico in caso di infezioni del tratto urinario.  

L'unico problema è che il succo è amaro e quindi molti soggetti interrompevano la terapia. In futuro si dovranno analizzare con maggiore precisione i prodotti con estratto di cranberry (ad esempio in capsule).

Dose e assunzione consigliata di cranberry

Il succo di cranberry contiene tutti i principi attivi di questo frutto ed è disponibile in commercio come succo puro o non concentrato. Negli studi venivano somministrati a fini preventivi da 125 a 300 millilitri di succo non concentrato di cranberry al giorno.

Consiglio

Chi non ama il gusto amaro del succo di cranberry può optare per le capsule contenenti l'estratto di questo frutto, che hanno anche il vantaggio di assicurare un dosaggio più preciso. Inoltre, il contenuto del principio attivo nel succo può oscillare in modo sensibile, mentre se si sceglie l'estratto, la quantità è stabilità per legge.

L'estratto è infatti calibrato in base al principio attivo efficace, ovvero alla proantocianidina, che va assunta in dosi giornaliere comprese tra 30 e 70 milligrammi.

Cosa ricordare in caso di gravidanza/allattamento, malattie e assunzione di farmaci

L'estratto di cranberry rafforza l'effetto di alcuni farmaci, ad esempio l'anticoagulante warfarin (Coumadin®). Scoprite qui tutte le possibili interazioni.

Nonostante alcuni studi scientifici abbiano dimostrato la sicurezza e l'efficacia degli estratti di cranberry in gravidanza, si consiglia di consultare sempre il proprio medico. Soprattutto in gravidanza potrebbe infatti essere necessario seguire una terapia antibiotica.

Chi non tollera l'acidoacetilsalicilico non dovrebbe assumere grandi quantità di prodotti a base di cranberry, perché contengono dosi elevate di acido salicilico.

Dato il suo contenuto di acido ossalico, il cranberry è sconsigliato per le persone che soffrono di calcoli renali.

Il mannosio promuove l'eliminazione dei batteri

Azione terapeutica del mannosio

Cucchiaio e ciotoline contenenti lievito in polvere
Il D-mannosio favorisce la guarigione e riduce le probabilità di recidiva di un'infezione alle vie urinarie. Immagine: bdspn/iStock/Getty Images Plus

Il D-mannosio è uno zucchero che viene scarsamente metabolizzato dal corpo e che viene in gran parte eliminato nuovamente attraverso la vescica. Molto probabilmente questo zucchero evita che i batteri aderiscano alle pareti della vescica e ne facilita quindi l'eliminazione con l'urina. Di conseguenza, il D-mannosio favorisce la guarigione delle infezioni alle vie urinarie e riduce le probabilità che si manifestino nuovamente.  

In uno studio scientifico i pazienti con infezioni alle vie urinarie erano suddivisi in tre gruppi dopo essere stati curati con antibiotici durante la fase acuta:

  • Al primo gruppo venivano somministrati 2 grammi di D-mannosio per sei mesi come cura preventiva,
  • il secondo continuava a seguire una terapia antibiotica a basso dosaggio, mentre
  • il terzo gruppo non era sottoposto ad alcun trattamento preventivo.

Nel gruppo che aveva ricevuto il D-mannosio, il 15 percento dei soggetti si ammalava di nuovo, nel gruppo di pazienti sottoposti a profilassi antibiotica la percentuale saliva al 20 e in quello che non aveva ricevuto alcun trattamento preventivo si arrivava al 60 percento dei casi di recidiva. Inoltre, i pazienti del gruppo che aveva ricevuto il D-mannosio presentavano meno effetti collaterali rispetto a quelli curati con antibiotico. La conclusione degli autori dello studio fu che l'assunzione di D-mannosio fosse una profilassi efficace contro le infezioni alle vie urinarie recidivanti.

Complessivamente sono già apparsi molti piccoli studi sul mannosio associato alla cistite e tutti con risultati positivi. Ciononostante, l'efficacia del D-mannosio non è ancora completamente sicura e si dovrebbero condurre studi che coinvolgono un numero maggiore di soggetti.

Dose e assunzione consigliata di D-mannosio

Il D-mannosio è disponibile in commercio sotto forma di capsule e polvere. Per prevenire le infezioni alle vie urinarie si consiglia di assumere ogni giorno, per sei mesi, 2 grammi di D-mannosio insieme a 200 millilitri d'acqua, mentre in caso di infezione acuta, si dovrebbe aumentare la dose a 3 grammi al giorno fino alla scomparsa dei sintomi.

Gli oli di senape agiscono come antibiotici naturali

Azione terapeutica dell'olio di senape

Gli oli di senape attaccano le proteine sulla superficie dei batteri, agendo quindi come antibiotici naturali. Occorre però ricordare che il loro effetto sui batteri non è sempre lo stesso e che alcuni di essi sono più sensibili di altri: tra quelli più sensibili a questi attacchi c'è il batterio Klebsiella pneumoniae, che può causare la cistite. Altri batteri invece, come gli streptococchi e gli enterococchi che sono batteri intestinali, sono più resistenti agli oli di senape. L'efficacia di questi oli dipende anche dal tipo di batterio che causa la malattia.

Dose e assunzione consigliata dell'olio di senape

Il rafano e la cappuccina sono alcune delle migliori fonti di olio di senape. Per curare un'infezione delle vie urinarie si consigliano da 1.000 a 2.000 milligrammi di radice di rafano e da 2.400 a 5.000 milligrammi di cappuccina. Se ne consiglia l'assunzione fino alla scomparsa dei disturbi, ovvero da sette a 14 giorni circa.

In commercio sono disponibili anche estratti vegetali, in cui la concentrazione del principio attivo è superiore a quella delle polveri. Si tratta di una soluzione più vantaggiosa, perché chi sceglie gli estratti deve assumere un numero inferiore di compresse o capsule.

Dose consigliata:

  • da 50 a 500 milligrammi di estratto di rafano al giorno
  • da 250 a 2.500 milligrammi al giorno di estratto di cappuccina

La dose dipende molto dall'estratto. Finora non sono stati condotti studi clinici sugli estratti, e per sicurezza, non si dovrebbero assumere dosi elevate di oli di senape isolati per lunghi periodi di tempo.

Cosa ricordare in caso di gravidanza/allattamento, malattie e assunzione di farmaci

Non sono ancora disponibili dati sufficienti relativi all'uso di cappuccina e rafano durante la gravidanza. Pertanto, si dovrebbe sempre consultare il proprio medico prima di un'eventuale assunzione.

La vitamina C riduce le infiammazioni

Meccanismo d'azione della vitamina C

La vitamina C stimola il sistema immunitario e rafforza le barriere protettive del tessuto in modo che gli agenti patogeni non riescano a penetrare con facilità. La vitamina C limita anche i danni causati dalle reazioni infiammatorie e acidifica l'urina, rendendo difficile la sopravvivenza dei batteri. È stato provato che chi assume ogni giorno vitamina C corre meno rischi di soffrire di infezioni delle vie urinarie. Anche le donne incinte possono assumerla quotidianamente senza rischi.

Dose e assunzione consigliata di vitamina C. La soluzione migliore è di combinarla con altri micronutrienti.

Per prevenire un'infezione alle vie urinarie si consiglia di assumere ogni giorno 100 milligrammi di vitamina C per tre mesi.

Consiglio

Inoltre, risulta particolarmente efficace se combinata con altri micronutrienti come cranberry, metionina o probiotici, soprattutto se si soffre di infezioni ricorrenti.

Si può ad esempio combinare la vitamina C con:

  • Prodotti a base di cranberry (con almeno 32 milligrammi di proantocianidina per porzione giornaliera),
  • Fermenti lattici del ceppo Lactobacillus rhamnosus (da uno a dieci miliardi di batteri al giorno) e
  • Vitamina C (750 milligrammi al giorno).

Se si vuole prevenire la comparsa di infezioni, si consiglia di seguire uno schema preciso da ripetersi per tre volte consecutive, che prevede l'assunzione di queste sostanze per 20 giorni, seguita da un periodo di pausa di 10 giorni.

La metionina acidifica l'urina

Azione terapeutica della metionina

La L-metionina è un aminoacido che può essere assunto in alternativa all'antibiotico in caso di cistiti. Acidifica l'urina e rende così più difficile la proliferazione dei batteri patogeni in un ambiente leggermente acido. Inoltre, grazie a questo processo i batteri non riescono ad aderire alle pareti della vescica. La L-metionina riduce il tasso di recidive.

Chi soffre di disturbi neurologici o le persone paraplegiche sono particolarmente soggetti a frequenti infezioni alle vie urinarie. La metionina può migliorare le loro condizioni, come dimostrato da uno studio su 89 soggetti che avevano sofferto di cistite in media 2,5 volte all'anno. Dopo un trattamento a base di metionina della durata di circa 256 giorni, il numero di infiammazioni annue era calato.

  • Nel gruppo a cui era stata somministrata la metionina sono state riscontrate in media solo 0,75 infezioni e nel 50% dei soggetti le infezioni erano addirittura scomparse.
  • Al contrario, nel gruppo di controllo a cui era stato somministrato un placebo si registrarono 1,45 infezioni e la loro frequenza era di gran lunga superiore. In questo gruppo ben il 63,6 percento dei soggetti fu colpito almeno una volta da cistite.

La dose di metionina somministrata durante lo studio era compresa tra 1.000 e 1.500 milligrammi al giorno.

Esistono solo pochi studi che dimostrano l'efficacia della metionina, quindi non è possibile valutarne l'azione in caso di cistite. Nonostante venga citata in alcune linee guida mediche, si dovrebbe sempre consultare il proprio medico che monitora l'andamento dell'infezione.

Dose e assunzione consigliata di metionina

La metionina è disponibile in compresse. La dose consigliata per gli adulti è pari a circa 13 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo, quindi una persona che pesa 60 chilogrammi dovrebbe assumerne 780 milligrammi al giorno. In determinati casi specifici può essere utile aumentare questa dose:

  • Per curare una cistite acuta i medici specializzati in micronutrienti consigliano di assumere fino a 3.000 milligrammi di metionina al giorno.
  • In caso di infezioni ricorrenti delle vie urinarie inferiori, si consiglia una dose massima di 1.500 milligrammi.

Consiglio

La soluzione migliore è assumere la metionina nell'arco della giornata e lontano dai pasti, ad esempio tre volte al giorno in dosi comprese tra 500 e 1.000 milligrammi, che corrispondono a una somministrazione giornaliera pari a 1.500-3000 milligrammi.

Si può anche combinare la metionina con il cranberry.

Da ricordare in caso di assunzione di metionina

Si dovrebbe evitare di assumere dosi elevate di metionina per lunghi periodi di tempo, perché aumenta il livello dell'omocisteina, che rappresenta un fattore di rischio per diverse patologie, ad esempio l'arteriosclerosi. 

Se ciononostante fosse necessario assumerla per lungo tempo, si consiglia di consultare un medico che controllerà regolarmente i livelli di omocisteina. È altrettanto importante assumere quantità sufficienti di acido folico e vitamine B2, B6 e B12, perché una loro carenza comporta l'aumento dell'omocisteina.

Non si hanno a disposizione dati sufficienti relativi all'assunzione di metionina durante la gravidanza e l'allattamento. Si consiglia quindi di consultare il proprio medico in proposito, perché i neonati non devono assumere metionina attraverso il latte materno.

Da ricordare in caso di assunzione di farmaci e malattie

La metionina potenzia l'efficacia di alcuni antibiotici quali ampicilline, carbenicilline, sulfamidici, nitrofurantoina e acido nalidixico.

Non si dovrebbe assumere la metionina in caso di acidosi (eccesso di acidità nell'organismo), di iperuricemia (aumento del livello di acido urico nel sangue), in presenza di calcoli di acido urico, di ossalato di calcio e di cistina, di determinate disfunzioni metaboliche, come l'omocistinuria, di malattie cerebrali come l'encefalopatia epatica e di gravi disfunzioni epatiche e renali. La metionina può interagire con la levodopa, il farmaco contro il Parkinson, riducendone l'efficacia.

I probiotici garantiscono la salute della flora batterica

Meccanismo d'azione dei probiotici

Tre vasetti di yogurt, di cui uno con un cucchiaio
I probiotici prevengono gli attacchi batterici e sono d'aiuto in caso di infezioni delle vie urinarie e di infiammazioni ricorrenti della vescica. Immagine: Janna Danilova/iStock/Getty Images Plus

La flora vaginale delle donne che non hanno mai sofferto di cistite è composta principalmente da lactobacilli, mentre le pazienti soggette a frequenti cistiti presentano una flora composta non solo da lactobacilli ma anche da altri ceppi batterici nocivi, come ad esempio i colibatteri.
I lattobacilli rafforzano le barriere immunitarie e contribuiscono a ridurre il numero di batteri nocivi. Inoltre, in presenza di cistiti ricorrenti, possono in alcuni casi essere d'aiuto nella guarigione perché ripristinano la salute della flora vaginale.

Secondo uno studio condotto su 252 donne anziane che soffrivano di frequenti infezioni alle vie urinarie, i probiotici avevano un effetto simile a quello degli antibiotici. Le donne che partecipavano allo studio erano divise in due gruppi:

  • il primo gruppo riceveva a titolo preventivo un probiotico sotto forma di due miliardi di batteri al giorno (Lactobacillus rhamnosus e Lactobacillus reuteri),
  • mentre il secondo era sottoposto a una terapia antibiotica che combinava trimetoprim e sulfametossazolo (480 milligrammi al giorno).

Prima del trattamento le donne avevano riportato circa sette infezioni all'anno; successivamente il numero si era sensibilmente ridotto a circa 2,9 per le donne sottoposte a terapia antibiotica e 3,3 per le donne che avevano assunto la combinazione di batteri. Uno dei vantaggi decisivi dei probiotici risultò chiaro: nonostante fossero meno efficaci degli antibiotici, la percentuale di batteri resistenti agli antibiotici non era aumentata.

In linea generale esistono numerose prove in merito all'efficacia di una terapia probiotica in caso di infezioni alle vie urinarie, ma non sono ancora evidenze definitive. Rispetto a una terapia antibiotica, questo trattamento è molto tollerato.

Dose e consigli di assunzione dei probiotici

Per influenzare l'insediamento dei batteri si devono assumere colture batteriche due volte al giorno, scegliendo tra le due opzioni disponibili: capsule o polvere. La dose efficace è pari a 10 miliardi di batteri vivi (1010). In commercio si possono acquistare anche ovuli vaginali per l'immissione diretta.  

Sono stati condotti test su alcuni ceppi di lattobacilli come Lactobacillus rhamnosus + Lactobacillus reuteri, Lactobacillus plantarum e Lactobacillus paracasei e tutti hanno fornito risultati positivi, ma per risultare efficaci devono essere assunti per lunghi periodi di tempo. Inoltre, se si interrompe l'assunzione, l'effetto scompare.

Consiglio

La terapia a base di lattobacilli può essere combinata con estratto di cranberry e vitamina C.

Lo zinco e il selenio prevengono le infezioni delle vie urinarie

Lo zinco e il selenio sono minerali fondamentali per la vita e devono essere entrambi assunti attraverso l'alimentazione. Questi due minerali, in particolare lo zinco, aiutano a prevenire le infezioni perché rafforzano il sistema immunitario e bloccano le infiammazioni. Tuttavia, non esistono dati a sufficienza che dimostrino l'efficacia dello zinco in caso di infezioni acute delle vie urinarie.

Uno studio condotto sui bambini ha dimostrato che i soggetti che oltre alla terapia di routine ricevevano anche uno sciroppo a base di solfato di zinco guarivano più rapidamente dalle infezioni rispetto a quelli del gruppo di controllo che erano curati solo con la terapia di routine. Tuttavia, i bambini che assumevano anche lo zinco soffrivano di attacchi di mal di pancia più dolorosi e persistenti.

Dose e consigli di assunzione di zinco e selenio

Per prevenire un'infezione batterica è possibile assumere ogni giorno da cinque a 30 milligrammi di zinco, mentre in caso di infezioni acute da 50 a 200 microgrammi di selenio. Il momento migliore per assumere zinco e selenio è durante i pasti, perché risultano più tollerabili per lo stomaco.

Informazioni

Il selenio può essere combinato con la vitamina C, purché si faccia attenzione al legame di selenio assunto. Il selenato di sodio, infatti, risulta efficace, mentre il selenito di sodio si lega alla vitamina C e l'intestino non è più in grado di assorbirlo. Tutte le informazioni sul selenio sono disponibili qui.

Determinare il livello di selenio in laboratorio

Chi assume il selenio contro le infezioni ricorrenti della vescica o chi ne assume dosi elevate, pari a 200 microgrammi, per lunghi periodi di tempo dovrebbe controllare regolarmente i livelli di questo minerale nel sangue.

In particolare il sangue intero consente di ottenere i risultati più significativi. Si parla di carenza di selenio quando il suo valore è inferiore a 100 microgrammi per litro di sangue intero, visto che i valori normali sono compresi tra 121 e 150 microgrammi per litro.

Cosa ricordare in caso di assunzione di farmaci

Se si assume lo zinco in concomitanza con una terapia antibiotica a base di ciprofloxacina (come Ciperus®, Ciproxin®), enoxacina (ad esempio Bactidan®) e norfloxacina (ad esempio Naflox®, Norfloxacina Sandoz®) e con le tetracicline (come Doxynor®, Farmodixi®), si dovrebbe rispettare un intervallo tra le due somministrazioni di circa tre-quattro ore, perché lo zinco riduce l'efficacia del farmaco.

Un bambino guarda verso il sole indossando un paio di grandi occhiali da sole
La vitamina D stimola la risposta immunitaria e difensiva alle infiammazioni, proteggendo le vie urinarie. Immagine: vvvita/iStock/Getty Images Plus

La vitamina D rafforza il sistema immunitario.

Meccanismo d'azione della vitamina D

La vitamina D stimola la risposta immunitaria e la risposta difensiva alle infiammazioni. Inoltre, migliora la barriera difensiva del tessuto superficiale e all'interno della vescica stimola la formazione di alcune proteine particolari come le catelicidine o la defensine. Queste sostanze hanno un effetto antimicrobico e proteggono le vie urinarie dalle infezioni. Il corpo ha bisogno della vitamina D anche per produrre determinati fattori difensivi presenti nell'urina che inibiscono la capacità dei batteri di aderire alle pareti della vescica.

Una carenza di vitamina D aumenta il rischio di contrarre infezioni delle vie urinarie. Studi hanno dimostrato che le donne anziane soggette a cistiti ricorrenti presentavano livelli di vitamina D inferiori rispetto alle donne sane. Inoltre, nelle donne in pre-menopausa i livelli di vitamina D inferiori a 15 nanogrammi per millilitro erano correlati a infezioni ricorrenti delle vie urinarie. Sono stati condotti studi simili anche su bambini con cistiti frequenti.

La somministrazione di vitamina D dovrebbe ridurre il rischio di contrarre infezioni delle vie urinarie. Uno studio su pazienti con prediabete, ovvero la fase di allerta che precede il diabete, ha dimostrato che i soggetti che assumevano 20.000 Unità internazionali di vitamina D alla settimana per cinque anni soffrivano con minore frequenza di cistite.

Dose e consigli di assunzione della vitamina D

Per rafforzare il sistema immunitario si consiglia di assumere da 1.000 a 4.000 Unità internazionali di vitamina D al giorno. La dose è soggettiva e andrebbe calcolata dopo aver effettuato un esame di laboratorio per determinare il livello di vitamina D. Se si riscontrasse una carenza, spetterebbe allora al medico stabilire la dose corretta.

Per aumentare in modo lento e costante il livello di vitamina D si consiglia di seguire una semplice regola di base che prevede un apporto stabile giornaliero pari a 1.000 Unità internazionali, che consente di aumentare il livello di vitamina D di 10 nanogrammi per millilitro. Qui potete trovare maggiori informazioni sul corretto dosaggio della vitamina D.

Il momento migliore per assumere la vitamina D è ai pasti, insieme ad alimenti ricchi di grassi. L'inverno è la stagione nella quale è particolarmente importante assumere la giusta quantità di vitamina D. È il periodo in cui si contraggono con maggiore frequenza le infezioni ed è quindi il momento migliore per tenere sotto controllo i livelli di questa vitamina, poiché un'eventuale carenza indebolirebbe l'intero sistema immunitario.

Determinare in laboratorio i valori della vitamina D

Gli esami del sangue consentono di rilevare una carenza di vitamina D. I valori ottimali sono compresi tra 40-60 nanogrammi per millilitro. In ogni caso si consiglia sempre di effettuare un nuovo controllo dopo due-sei mesi.

Criteri da seguire in caso di malattie e assunzione di farmaci

In presenza di calcoli renali o di insufficienza renale si deve evitare di assumere la vitamina D, perché aumenta la quantità di calcio da eliminare, sovraccaricando così i reni già malati che non sono in grado di far fronte a tale eccesso.

Se si assume la vitamina D in concomitanza con diuretici tiazidici, si consiglia di controllare regolarmente la presenza del calcio nel sangue per evitare che raggiunga livelli eccessivi. Tra i diuretici tiazidici figurano soprattutto i principi attivi idroclorotiazide (Idroclorotiazide®, Esidrex®), indapamide (ad esempio Damide®, Ipamix®) e xipamide (ad esempio Aquafor®, Neotri®).

Dosaggi in breve

Dose giornaliera consigliata di micronutrienti in caso di infiammazioni alle vie urinarie

Vitamine

Vitamina D

da 1.000 a 4.000 Unità internazionali (UI)

Vitamina C

100 milligrammi (mg)

Minerali

Zinco

da 5 a 30 milligrammi

Selenio

da 50 a 200 microgrammi (µg) a seconda del livello di selenio

Flavonoidi/altro

Succo di cranberry

da 125 a 300 millilitri (ml) per combattere le cistiti ricorrenti

Estratto di cranberry

con 30-70 milligrammi di proantocianidine

Radice di rafano (polvere)

Cappuccina (polvere)

da 1.000 a 2.000 milligrammi 

da 2.400 a 5.000 milligrammi

Estratto di rafano

Estratto di cappuccina

da 50 a 500 milligrammi

da 250 a 2.500 milligrammi

Metionina

1.500 milligrammi

Probiotici

da 1 a 20 miliardi (da 1 a 20 x 109)

Sintesi degli esami di laboratorio consigliati

Esami di laboratorio consigliati in caso di infezioni alle vie urinarie e assunzione di selenio

Valori normali

Vitamina D

da 40 a 60 nanogrammi per millilitro (ng/ml) nel siero

Selenio

da 121 a 150 microgrammi per litro (µg/l) nel sangue intero

Classificazione

I micronutrienti sono d'aiuto ai farmaci

I probiotici riducono gli effetti collaterali degli antibiotici

Gli antibiotici danneggiano la naturale flora intestinale, causando a volte diarrea. Il problema può essere risolto se si assumono contemporaneamente probiotici che aiutano a ripristinare l'equilibrio batterico dell'intestino e bloccano la proliferazione dei patogeni intestinali, riducendo così il rischio di attacchi di diarrea quando si segue una terapia antibiotica. Qualora si verificassero comunque attacchi di diarrea, con i probiotici sarebbero più lievi e più brevi. In particolare, i più efficaci sono i lattobacilli e il lievito Saccharomyces boulardii.

Dosaggi in breve

Dose giornaliera di micronutrienti consigliati in caso di assunzione di antibiotici

Probiotici

da 1 a 20 miliardi (da 1 a 20 x 109)

Classificazione

Riepilogo

Nella maggior parte dei casi le infezioni alle vie urinarie sono causate dai batteri. La terapia basata sui micronutrienti agisce su diversi livelli: L'estratto di cranberry e il mannosio evitano che gli agenti patogeni aderiscano alle pareti della vescica. La metionina e la vitamina C acidificano l'urina, mentre i probiotici migliorano la salute della flora batterica e bloccano lo sviluppo dei batteri patogeni.

Anche gli antibiotici naturali come gli oli di senape derivanti da cappuccina o rafano, sono efficaci contro le infezioni alle vie urinarie perché neutralizzano gli attacchi da parte dei batteri.

Selenio, vitamina C e vitamina D sono micronutrienti che rafforzano il sistema immunitario e combattono le infiammazioni. In generale tutti i micronutrienti qui nominati, e in particolare la vitamina C, la vitamina D, il selenio e lo zinco, prevengono le infezioni alle vie urinarie recidivanti. 

Classificazione

Indice degli studi e delle fonti

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