Un sostegno all'organismo in caso di allergie

In che modo i micronutrienti possono essere d'aiuto nel trattamento delle allergie

Un'allergia è una reazione eccessiva del sistema immunitario a sostanze innocue. Le tipologie più comuni sono l'allergia ai pollini (rinite allergica), l'allergia al pelo di animali e l'allergia alle muffe. Le allergie non solo compromettono il benessere ma, se non trattate, possono anche causare malattie secondarie come l'asma bronchiale. La medicina dei micronutrienti agisce sul sistema immunitario e allevia le conseguenze dell'infiammazione. Questo articolo illustra come si può supportare il trattamento delle allergie con i micronutrienti.

Referto stampato con la scritta Test allergologico accanto a dei fiori
Un'allergia è una reazione eccessiva del sistema immunitario a sostanze innocue (allergeni). Le forme più comuni di allergia sono la rinite allergica (chiamata anche raffreddore allergico o raffreddore da fieno) e l'allergia al pelo di animali. Gli allergeni vengono identificati mediante un test allergologico. Immagine: Shidlovski/iStock/Getty Images Plus

Cause e sintomi

Un'allergia è una reazione eccessiva del sistema immunitario a sostanze innocue (allergeni). Il sistema immunitario rilascia in pochi minuti grandi quantità di messaggeri infiammatori (ad es. l'istamina), causando gravi sintomi allergici, che limitano notevolmente la qualità della vita nei soggetti colpiti. I segni comuni, in base a tipo di allergia e allergene, sono:

  • Naso chiuso e/o che cola
  • Lacrimazione, prurito, bruciore e/o gonfiore oculare
  • Prurito nasale, starnuti frequenti
  • Tosse, gonfiore alla gola, difficoltà di respirazione fino alla dispnea
  • Prurito e arrossamento della pelle (orticaria), eczema da contatto
  • Fastidio addominale, diarrea, vomito (in caso di allergia alimentare)

Lo scenario peggiore è lo shock anafilattico, una forma grave di allergia che si sviluppa all'improvviso, accompagnata da un calo della pressione sanguigna e conseguente pericolo di capogiri e svenimenti. Provoca anche nausea e problemi intestinali. Il forte rigonfiamento delle vie aeree può compromettere l'apporto di ossigeno. Lo shock anafilattico può avere un esito fatale a causa di un arresto respiratorio o circolatorio.

I fenomeni allergici si manifestano in tempi diversi. La maggior parte è di tipo immediato. Il sistema immunitario reagisce all'allergene rilasciando l'istamina, che causa una reazione entro pochi minuti o qualche ora. Nel caso delle allergie di tipo ritardato, la reazione si verifica non prima che siano trascorse da 24 a 48 ore.

Tra i più comuni fattori scatenanti delle allergie si annoverano:

  • Polline (betulla, ontano, nocciolo, segale, erba)
  • Pelo di animali
  • Polvere domestica
  • Muffa
  • Alimenti (frutta a guscio, mele, crostacei, soia)
  • Veleno di insetti (api, vespe)
  • Gioielli, bottoni (jeans), utensili (nichel)

Informazioni

Le allergie non devono essere confuse con le intolleranze e le irritazioni. Queste che agiscono secondo meccanismi diversi, senza la produzione di anticorpi contro la sostanza in questione e senza una vera e propria reazione allergica da parte del sistema immunitario dell'organismo. Nel caso delle intolleranze alimentari, sono spesso tollerate piccole quantità della sostanza e solo quantità più grandi causano disagi. Anche molti eczemi da contatto sono causati da irritazione (luce solare, attrito) o sostanze tossiche (solventi, detergenti) e non corrispondono pertanto a manifestazioni allergiche.

Conseguenze delle allergie: se un'allergia non viene curata, può portare a malattie secondarie. I pazienti con rinite allergica soffrono di asma bronchiale fino a tre volte più frequentemente dei pazienti non allergici.

Inoltre, il polline a volte causa allergie alimentari, poiché alcuni alimenti contengono proteine simili a quelle del polline e il sistema immunitario non è in grado di distinguerle. In questo caso si parla di allergie crociate. Se ne ritrovano esempi nelle persone affette da allergia al polline di betulla, che possono anche reagire allergicamente alle mele e al sedano, oppure nei soggetti sensibili al polline delle erbe, che spesso sono intolleranti ai cereali, alle arachidi e alla soia.

Anche la neurodermite (eczema atopico) è influenzata dall'allergia ai pollini e durante la fase di trasporto aereo del polline le condizioni cutanee possono peggiorare ulteriormente.

Informazioni

I bambini soffrono principalmente di allergie alimentari, che in tre quarti dei casi scompaiono con l'inizio della scolarizzazione. Le allergie crociate associate al polline tendono a manifestarsi più frequentemente negli adulti.

Classificazione

Obiettivi del trattamento

Come viene trattata comunemente un'allergia?

Allergietest bei einem Patienten
Esistono diversi tipi di test allergologici, ad esempio sul sangue o cutanei. Immagine: AlexRaths/iStock /Getty Images Plus

Il primo passo è individuare il fattore scatenante dell'allergia. Per farlo sono disponibili diversi test allergologici, tra cui un esame del sangue per rilevaregli anticorpi eventualmente presenti, o il prick test, nel quale gli allergeni sono applicati sull'avambraccio dopo aver punto la cute. La comparsa di una reazione rivela la presenza di un'allergia.

Una volta identificati i fattori scatenanti dell'allergia, le persone colpite devono evitare il contatto con l'allergene. Se ciò non è possibile, i sintomi possono essere alleviati con i farmaci contro le allergie, come gli antistaminici, che impediscono il rilascio di istamina, la sostanza messaggera responsabile delle reazioni allergiche. Tra di essi si annoverano principi attivi come la cetirizina (Cerchio®, Prizitec®, Ceteris®), la desloratadina (Aerius®, Dasselta®), la fexofenadina (Telfast®), l'azelastina (Allergodil®, Allespray®) e la levocabastina (Levostab®). Questi principi attivi sono disponibili sotto forma di compresse, spray nasale o collirio.

Per trattare sintomi allergici particolarmente gravi viene usato anche il cortisone, con i principi attivi prednisone (Lodotra®, Deltacortene®) o budesonide (Budiair®, Aircort®).

Per le allergie di tipo immediato esiste la possibilità dell'iposensibilizzazione, detta anche desensibilizzazione, nell'ambito della quale il medico inietta gli allergeni a intervalli regolari, con l'obiettivo di far abituare il sistema immunitario alle sostanze scatenanti. Questo trattamento è indicato se l'allergene è difficile da evitare, ad esempio nel caso della rinite allergica.

Gli obiettivi della medicina dei micronutrienti

Il trattamento classico delle allergie può essere supportato con la medicina dei micronutrienti. Alcune sostanze, come i probiotici e gli acidi grassi omega-3, regolano il sistema immunitario.

Altre sostanze nutritive, come l'olio di cumino nero, la quercetina e le vitamine C ed E, alleviano invece i sintomi dell'allergia. Gli antiossidanti come la vitamina A e i minerali zinco e selenio agiscono contro lo stress ossidativo causato da un'infiammazione allergica.

La medicina dei micronutrienti riduce anche gli effetti collaterali dei farmaci.

Classificazione

Trattamento con i micronutrienti

I probiotici regolano il controllo immunitario

Meccanismo d'azione dei probiotici

Illustration von Bakterien
I probiotici (batteri e lieviti) agiscono sul sistema immunitario a livello intestinale e regolano il controllo immunitario. Immagine: ClaudioVentrella/ iStock / Getty Images Plus

Il sistema immunitario può imparare a tollerare determinate sostanze mediante la formazione di cellule immunitarie regolatorie che riducono la reazione immunitaria. L'intestino svolge un ruolo importante in questo processo e i probiotici possono essere d'aiuto. I probiotici sono microrganismi (batteri e lieviti) che agiscono sul sistema immunitario a livello intestinale. Vari studi suggeriscono che questa teoria è confermata dalla pratica:

uno studio clinico preliminare di alto livello ha dimostrato l'effetto positivo di una miscela di bifidobatteri nei bambini. Nel gruppo trattato con i probiotici, i disturbi respiratori si sono ridotti significativamente. Quaranta bambini hanno ricevuto probiotici (50 miliardi di unità formanti colonie [CFU]) o un placebo per quattro settimane.

Con i probiotici si possono ottenere buoni risultati soprattutto nel caso della rinite allergica (raffreddore da fieno). Una valutazione di 22 studi di alto livello ha fornito un riepilogo dei risultati: 8 studi hanno mostrato un miglioramento. Il batterio Lactobacillus paracasei è particolarmente promettente. Tutti e cinque gli studi con questo batterio si sono caratterizzati per l'attenuazione dei sintomi allergici a carico degli occhi e del naso. I meccanismi d'azione esatti sono attualmente oggetto di ampie ricerche.

Altri ceppi batterici efficaci sono stati: Lactobacillus gasseri, Bifidobacterium bifidum, Bifidobacterium longum, Bifidobacterium infantis e Bifidobacterium breve.

Probiotici: dose e assunzione consigliata

I medici specializzati in micronutrienti consigliano una miscela di diversi lattobacilli e bifidobatteri per combattere le allergie. Negli studi condotti sono stati somministrati da 3 a 50 miliardi di CFU (da 3 a 50 x 109). CFU viene dall'inglese "Colony Forming Unit", ovvero "unità formante colonie", e si riferisce al numero di microrganismi contenuti nel preparato. Un preparato di alta qualità dovrebbe contenere dieci miliardi di CFU come dose giornaliera

e andrebbe assunto ai pasti o con molta acqua, per assicurare che i probiotici sopravvivano ai succhi gastrici e raggiungano indenni l'intestino. Alcuni produttori offrono anche speciali capsule resistenti agli acidi.

Per poterne notare gli effetti benefici sulla salute, i probiotici devono essere assunti regolarmente per un periodo di tempo prolungato. Non appena se ne interrompe l'assunzione, il numero di batteri probiotici nell'intestino diminuisce nuovamente.

Probiotici: cosa considerare in caso di malattie gravi

I probiotici non dovrebbero essere usati da pazienti gravemente malati con un sistema immunitario fortemente indebolito, né dalle persone con un catetere venoso centrale (ad es. per la chemioterapia), malattie delle valvole cardiache o sindrome dell'intestino corto e dai bambini prematuri.

L'olio di cumino nero combatte i sintomi allergici

Meccanismo d'azione dell'olio di cumino nero

Blüte, Samen und ein Glasfläschchen mit Öl auf Holz
L'olio di cumino nero, che viene estratto dai semi della pianta omonima, è spesso usato per combattere disturbi allergici e infiammatori. Immagine: bdspn/iStock/Getty Images Plus

L'olio di cumino nero è un olio ottenuto dal seme della pianta omonima (Nigella sativa). Si ritiene che abbia un effetto simile a quello di un antistaminico, motivo per cui viene spesso usato per combattere disturbi allergici e infiammatori. Il principio attivo principale è il timochinone, che riduce la produzione di messaggeri infiammatori senza sopprimere il sistema immunitario nel suo complesso.

Il suo effetto su diverse forme di allergia è stato dimostrato in diversi studi preliminari, in cui l'olio di cumino nero alla dose di 40-80 milligrammi per kg di peso corporeo ha alleviato i sintomi accusati dai pazienti affetti da rinite allergica, asma o dermatite atopica. Ci sono prove che l'olio di cumino nero migliora anche la funzionalità polmonare in caso di asma.

Olio di cumino nero: dosaggio e consigli per l'assunzione

La dose efficace negli studi è dipesa dal peso corporeo dei pazienti: da 40 a 80 milligrammi di olio di cumino nero per kg di peso.

Gli esperti di micronutrienti consigliano quindi spesso di assumere tra 1.000 e 3.000 milligrammi di olio di cumino nero al giorno durante un pasto.

Olio di cumino nero: cosa considerare in caso gravidanza, diabete e assunzione di farmaci

Le donne in gravidanza e le madri che allattano al seno non devono assumere olio di cumino nero. Negli studi condotti sugli animali, il principio attivo timochinone in quantità comprese tra 35 e 50 milligrammi per kg di peso corporeo ha mostrato un effetto negativo sullo sviluppo dell'embrione. Si tratta di una quantità molto elevata, la cui sicurezza non è ancora stata dimostrata da studi sugli esseri umani.

I diabetici dovrebbero monitorare attentamente i loro livelli di zucchero, poiché negli studi condotti sugli animali l'olio di cumino nero ha ridotto la glicemia.

Potrebbero inoltre verificarsi interazioni tra il timochinone e alcuni farmaci: antidepressivi con principi attivi quali la carbamazepina (Tegretol®), il citalopram (Elopram®) o la fluoxetina (Fluoxeren®) e antipsicotici come la loxapina (Adasuve®), la clozapina (Leponex®) o la sulpiride (Dobren®). Il timochinone inibisce le sostanze responsabili della degradazione dei farmaci nell'organismo rallentando tale processo, con conseguente possibile aumento della concentrazione dei principi attivi nel sangue. L'olio di cumino nero deve essere assunto solo dopo aver consultato il proprio medico.

Gli acidi grassi omega-3 contro i messaggeri infiammatori

Meccanismo d'azione degli acidi grassi omega-3

Nell'organismo gli acidi grassi rappresentano le sostanze di partenza per i messaggeri infiammatori e non infiammatori. Gli acidi grassi omega-6 e omega-3 sono antagonisti: gli acidi grassi omega-6 alimentano il metabolismo infiammatorio, mentre gli acidi grassi omega-3 riducono le infiammazioni. Le diete moderne comportano un'assunzione eccessiva di acidi grassi omega-6. Particolarmente problematico l'acido arachidonico, che si trova in carne euova.

In caso di allergie è quindi opportuno tenere d'occhio il bilancio degli acidi grassi. Alcuni studi hanno dimostrato che il rapporto tra acidi grassi omega-3 e omega-6 nei soggetti allergici è significativamente più basso che nelle persone sane, con la conseguenza di un potenziale infiammatorio più elevato.

Gli acidi grassi omega-3 possono alleviare i sintomi dell'asma allergica e della rinite allergica anche in presenza di allergeni nell'aria, senza tuttavia poter evitare un'allergia. Nei primi studi condotti l'assunzione di acidi grassi omega-3 ha però avuto un effetto positivo sulle infiammazioni bronchiali nelle allergie alla polvere domestica e ai pollini di erbe. Un altro studio preliminare ha mostrato un effetto positivo degli acidi grassi omega-3 anche nei bambini affetti da asma allergica, con una diminuzione notevole dei sintomi dell'asma grazie all'assunzione di olio di pesce. Tuttavia in altri studi gli acidi grassi omega-3 non sono stati efficaci. Non sono ancora stati condotti studi di maggiori dimensioni che indichino la modalità di impiego degli acidi grassi omega-3 per ottenere un controllo sicuro dell'asma.  

Prevenzione: alcuni studi hanno anche analizzato l'effetto preventivo degli acidi grassi omega-3 durante la gravidanza. Si ritiene che la loro assunzione possa prevenire lo sviluppo successivo di allergie da parte del bambino. A questo riguardo 19 studi di alto livello hanno dimostrato che l'assunzione di olio di pesce durante la gravidanza e l'allattamento riduce lo sviluppo di allergie alle uova. Tuttavia non sono stati osservati effetti su altri possibili allergeni. L'effetto protettivo contro le allergie è ancora oggetto di ampie discussioni. La sicurezza delle conclusioni potrà essere garantita solo da ulteriori indagini.

Acidi grassi omega-3: dosaggio e consigli per l'assunzione

Per le allergie si consiglia di assumere tra 1.500 e 5.000 milligrammi di acidi grassi omega-3 al giorno. La dose dipende anche dalla gravità dei sintomi e, in caso di dubbi, è opportuno consultare un esperto di micronutrienti.

Il fabbisogno di acidi grassi omega-3 può essere coperto mediante il consumo di pesce o olio di pesce purificato sotto forma di integratori alimentari. È importante che sia presente un elevato contenuto di acido eicosapentaenoico (EPA), che può essere garantito solo nel caso di preparati con una composizione definita.

Consiglio

Nella scelta dei preparati a base di omega-3 occorre prestare particolare attenzione alla qualità: gli integratori alimentari di alta qualità contengono olio di pesce purificato. La purificazione rimuove residui indesiderati come metalli pesanti e sostanze nocive. Un'alternativa è rappresentata dall'olio di krill, che è naturalmente più puro.

Acidi grassi omega-3: esami di laboratorio

Gli acidi grassi omega-3 possono essere rilevati nel sangue per mezzo dell'indice omega-3. Questo esame viene eseguito misurando la percentuale di acidi grassi omega-3 presente nei globuli rossi. L'indice omega-3 è espresso in percentuale e idealmente deve essere superiore all'8%, anche se il valore medio oscilla tra il cinque e l'otto percento.

Acidi grassi omega-3: cosa considerare in caso di malattie e assunzione di farmaci

Gli acidi grassi omega-3 non vanno assunti in caso di malattie epatiche o renali acute, mentre in presenza di disturbi della coagulazione del sangue occorre prima consultare il medico.

Non si possono inoltre escludere interazioni con farmaci anticoagulanti a partire da una dose di 1.000 milligrammi: gli acidi grassi omega-3 possono infatti potenziare l'effetto di principi attivi anticoagulanti come il warfarin (Coumadin®), l'acido acetilsalicilico (ASA, Aspirina®), l'eparina (Clexane®), l'apixaban (Eliquis®) o il rivaroxaban (Xarelto®). In questi casi, quando si assumono acidi grassi omega-3, occorre monitorare i valori di coagulazione del sangue.

La quercetina combatte i sintomi allergici

Meccanismo d'azione della quercetina

Formula chimica e struttura della quercetina
La quercetina può alleviare i sintomi delle malattie allergiche. Immagine: Zerbor/iStock/Getty Images Plus

La quercetina appartiene al gruppo di sostanze vegetali secondarie dei flavonoidi. Secondo indagini di laboratorio e sugli animali, la quercetina allevia i sintomi delle malattie allergiche. Il potenziale della quercetina è stato dimostrato anche in studi sulla rinite allergica e l'asma allergica condotti sugli animali, in cui la sostanza ha ridotto la reazione eccessiva dei bronchi ad alcuni allergeni.

Il parere degli esperti

In uno studio sui ratti i ricercatori hanno scoperto che la quercetina inibisce il recettore dell'istamina H1 (H1R), frenando il rilascio di istamina,ovvero la causa principale dei sintomi delle allergie respiratorie. Più attivo è il recettore, più gravi sono i sintomi dell'allergia. L'inibizione dell'H1R è dunque associata alla mitigazione dei sintomi allergici.

Dosaggioe consigli per l'assunzione della quercetina

In caso di allergia si consiglia di assumere da 100 a 500 milligrammi di quercetina al giorno. Per le malattie respiratorie si raccomandano invece da 500 a 1.000 milligrammi.

La tolleranza a livello gastrico aumenta assumendo la quercetina ai pasti.

Quercetina: cosa considerare in caso di gravidanza, insufficienza renale e assunzione di farmaci

L'assunzione della quercetina durante gravidanza e allattamento è sconsigliata a causa dell'assenza di dati sufficienti sui relativi effetti. Lo stesso vale per i pazienti affetti da insufficienza renale. Studi condotti sugli animali hanno dimostrato come la quercetina possa peggiorare un danno renale già esistente.

La quercetina inibisce infatti gli enzimi responsabili della degradazione di alcuni farmaci nell'organismo. Tale processo viene così rallentato, con conseguente aumento della concentrazione dei principi attivi nel sangue. I farmaci interessati sono gli antidepressivi con principi attivi quali la carbamazepina (Tegretol®), il citalopram (Elopram®) o la fluoxetina (Fluoxeren®) e gli antipsicotici come la loxapina (Adasuve®), la clozapina (Leponex®) o la sulpiride (Dobren®). In questi casi occorre consultare un medico.

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Le vitamine C ed E agiscono contro lo stress ossidativo e inibiscono il rilascio di istamina, una sostanza messaggera responsabile delle reazioni allergiche. Per questo possono svolgere azione di supporto nel trattamento dell'asma. Immagine: Tom Merton/iStock/Getty Images Plus

Le vitamine C ed E inibiscono il rilascio di istamina

Meccanismo d'azione delle vitamine C ed E

La vitamina E e la vitamina C non agiscono solo contro lo stress ossidativo, ma inibiscono anche il rilascio di istamina, una sostanza messaggera responsabile delle reazioni allergiche, rivelandosi utili nel trattamento della rinite allergica e dell'asma.

Diversi studi hanno esaminato gli effetti positivi della vitamina E sull'asma, la rinite allergica e la neurodermite. In uno studio di alto livello, i sintomi nasali nei pazienti affetti da rinite allergica sono migliorati, senza tuttavia alcun effetto sui sintomi oculari.

In alcuni studi la vitamina E si è dimostrata efficace anche in caso di asma lieve. Dipende tuttavia dalla forma di somministrazione della vitamina: mentre l'alfa-tocoferolo ha un effetto antinfiammatorio sull'asma e frena la reazione eccessiva dei bronchi, negli studi sugli animali il gamma-tocoferolo ha dimostrato di promuovere l'infiammazione.

In uno studio iniziale anche la vitamina C ha mostrato un effetto positivo sulla funzionalità polmonare in caso di rinite allergica: 2.000 milligrammi di vitamina C al giorno hanno infatti migliorato il volume polmonare in soggetti asmatici. Inoltre è stato dimostrato che l'assunzione di vitamina C abbassa i livelli di istamina nel sangue.

Sono necessari ulteriori studi per esaminare ulteriormente questa proprietà.

Vitamine E e C: dosaggio e consigli per l'assunzione

Per le allergie, la rinite allergica e l'asma si consiglia di assumere tra 1.000 e 5.000 milligrammi di vitamina C, da prendere in varie piccole dosi nell'arco della giornata, ad esempio 500 milligrammi tre volte al giorno. A partire da 200 milligrammi l'assorbimento di vitamina C nell'intestino diminuisce costantemente.

Nell'ambito della terapia a base di vitamina E, una dose giornaliera compresa tra 270 e 670 milligrammi potrebbe essere efficace. Visti gli alti dosaggi, in questi casi occorre discutere sempre della terapia con un medico specializzato in micronutrienti. In caso contrario si consiglia di assumere un massimo di 50 milligrammi di vitamina E al giorno.

Gli antiossidanti riducono lo stress ossidativo causato dall'infiammazione allergica

Meccanismo d'azione degli antiossidanti

Illustrazione del passaggio da una cellula sana a una cellula con stress ossidativo
Tutte le allergie provocano stress ossidativo, che danneggia i tessuti e causa ulteriori reazioni infiammatorie nelle cellule. Immagine: FancyTapis/iStock/Getty Images Plus

Tutte le reazioni infiammatorie e le allergie causano stress ossidativo, che danneggia i tessuti e provoca ulteriori reazioni infiammatorie cellulari. Sebbene l'organismo abbia un sistema di difesa contro le sostanze ossidanti, il suo potere protettivo deve essere costantemente rinnovato. Nell'asma allergica questo potenziale viene rapidamente esaurito a livello polmonare. Alcuni studi osservazionali hanno anche stabilito una correlazione tra un basso apporto di antiossidanti e lo sviluppo di allergie e asma.

  • Vitamina C: è uno degli antiossidanti più noti, in grado di catturare e neutralizzare i radicali liberi presenti nei fluidi dell'organismo, ad esempio nel sangue. La vitamina C rigenera inoltre la vitamina E.
  • Vitamina E: la vitamina E cattura i radicali presenti nelle membrane ricche di grassi e ha un effetto antinfiammatorio.
  • Carotenoidi: questo ampio gruppo di sostanze comprende l'alfa, il beta e il gammacarotene nonché il licopene, che rimuovono i radicali liberi presenti nelle membrane. Il betacarotene è anche il precursore della vitamina A.
  • Vitamina A: è particolarmente importante per il sistema immunitario delle mucose e molto probabilmente per lo sviluppo di tolleranze da parte del sistema immunitario.
  • Zinco e selenio: gli oligoelementi sono componenti fondamentali di alcuni enzimi che svolgono un ruolo importante nel processo di disintossicazione dai radicali liberi.

Da alcuni studi osservazionali su una dieta ricca di antiossidanti sono emersi risultati positivi per quanto riguarda il trattamento dei sintomi allergici: soprattutto le vitamine A, C ed E, lo zinco e i carotenoidi presenti negli alimenti possono avere effetti benefici sull'asma e sulle malattie allergiche. Queste sostanze dovrebbero pertanto essere assunte in combinazioni e a dosaggi naturali. Negli studi con preparati vitaminici (antiossidanti e miscele antiossidanti) non è stato sempre osservato un chiaro effetto sul sistema immunitario o sui sintomi allergici. In futuro sarà necessario esaminare in modo più approfondito le ragioni di tali divergenze.

Antiossidanti: dosaggio e consigli per l'assunzione

Gli antiossidanti, presenti in frutta e verdura e, in particolare,in mele, banane, broccoli, pomodori e peperoni, possono essere facilmente assunti mediante una dieta equilibrata.

In caso contrario i medici esperti in micronutrienti consigliano l'impiego di un preparato vitaminico contenente il maggior numero possibile di antiossidanti diversi (preparati combinati), poiché le sostanze devono completarsi a vicenda.

Nei preparati combinati i diversi principi attivi, ad esempio la vitamina A (400 microgrammi), la vitamina C (200-400 milligrammi), la vitamina E (25 milligrammi), lo zinco (10-20 milligrammi), il selenio (50-100 microgrammi) e le sostanze vegetali come i carotenoidi (1-4 milligrammi) sono perfettamente bilanciati tra loro.

Antiossidanti: esami di laboratorio

Per determinare il carico dovuto allo stress ossidativo può essere consigliabile misurare la capacità antiossidante nel sangue. I laboratori offrono test diversi, per i quali si applicano i valori indicati in ciascun caso.

Inoltre, si consiglia di determinare i valori di selenio, idealmente nel sangue intero, poiché esso contiene tutte le cellule ematiche e mostra l'apporto a lungo termine di selenio. I valori devono essere compresi tra 120 e 150 microgrammi per litro.

Antiossidanti: cosa considerare in caso di fumatori, insufficienza renale e gravidanza

I fumatori che consumano più di 20 sigarette al giorno e i lavoratori esposti all'amianto non devono assumere preparati contenenti più di 15 milligrammi di betacarotene isolato al giorno, in quanto secondo gli studi condotti ciò aumenterebbe il rischio di sviluppo di cancro ai polmoni. Dosi superiori a tale quantità hanno causato un notevole aumento anche del numero di decessi dovuti a malattie cardiovascolari nei soggetti già colpiti da infarto cardiaco.

Quantità aggiuntive di zinco, selenio e vitamina A non devono essere assunte neppure se si soffre di insufficienza renale cronica, poiché i reni indeboliti non riescono ad eliminare correttamente tali sostanze.

Un sovradosaggio di vitamina A durante la gravidanza può causare malformazioni del feto, pertanto le donne incinte non dovrebbero fare uso di integratori che la contengano.

Dosaggi in breve

Dose giornaliera consigliata di micronutrienti in caso di allergia

 

Vitamine

Vitamina E

da 20 a 50 milligrammi (mg)

Terapia a base di vitamina E: da 270 a 670 milligrammi

Vitamina C

da 200 a 400 milligrammi

Terapia a base di vitamina C: da 1.000 a 5.000 milligrammi

Vitamina A

400 microgrammi (µg)

  
 

Minerali

Zinco

da 10 a 20 milligrammi

Selenio

da 50 a 100 microgrammi

  
 

Sostanze vegetali

Olio di cumino nero

da 1.500 a 3.000 milligrammi

Quercetina

da 100 a 500 milligrammi

  
 

Altre sostanze nutritive

Probiotici

da 1 a 20 miliardi (da 1 a 20 x 109) unità formanti colonie (CFU)

Acidi grassi omega-3

da 1.500 a 5.000 milligrammi

Carotenoidi

da 1 a 4 milligrammi

 

 

Sintesi degli esami di laboratorio consigliati

Esami del sangue consigliati in caso di allergie

 

Valori normali

Capacità antiossidante totale* (siero)

da 1,13 a 1,57 millimoli per litro (mmol/l)*

Indice omega-3

fino all'8% (ottimale: al di sopra dell'8%)

*I valori dipendono dal laboratorio e dal metodo utilizzato.

Classificazione

I micronutrienti a sostegno dei farmaci

Riduzione degli effetti collaterali dei glucocorticoidi (cortisone)

Il cortisone è usato per il trattamento di sintomi allergici particolarmente gravi. Se assunti per un periodo di tempo prolungato, i glucocorticoidi (cortisone),, tra cui i principi attivi prednisone (Lodotra®, Deltacortene®) o budesonide (Budiair®, Aircort®), alterano il bilancio dei minerali. Tutti i pazienti trattati con glucocorticoidi dovrebbero assumere preventivamente quantità integrative pari a 1.000 milligrammi di calcio, 150 microgrammi di vitamina K2 e da 2.000 a 4.000 unità internazionali di vitamina D al giorno. I vantaggi sono notevoli, a fronte di costi e di un impegno ridotti: il calcio, la vitamina D e la vitamina K2 sono essenziali per la formazione delle ossa. Una loro carenza causa perdita ossea e porta all'osteoporosi.

L'assunzione di glucocorticoidi determina l'escrezione nelle urine di magnesio, zinco e vitamina C, con l'aumento del rischio di una loro carenza. Si consiglia pertanto la seguente integrazione: 200-500 milligrammi di vitamina C, 250 milligrammi di magnesio e 10-20 milligrammi di zinco al giorno.

Dosaggi in breve

Dose giornaliera consigliata di micronutrienti in caso di assunzione di glucocorticoidi

Calcio

1.000 milligrammi (mg)

Magnesio

250 milligrammi

Zinco

da 10 a 20 milligrammi

Vitamina C

da 200 a 500 milligrammi

Vitamina D

da 2.000 a 4.000 unità internazionali (UI)

Vitamina K

150 microgrammi (µg)

 

 

Classificazione

Riepilogo

A seconda del fattore scatenante, i soggetti allergici soffrono di raffreddore, tosse, asma, infiammazioni oculari, problemi intestinali o eczemi cutanei. Il decorso delle malattie allergiche può essere accompagnato dallo sviluppo di patologie come l'asma e la neurodermite. Le allergie sono trattate con farmaci (gli antistaminici) o mediante desensibilizzazione. I micronutrienti possono supportare la terapia e sono spesso un'alternativa più delicata in quanto hanno meno effetti collaterali.

I probiotici e l'olio di cumino nero possono migliorare i sintomi della rinite allergica. Lo stesso vale per gli acidi grassi omega-3, che combattono inoltre i processi infiammatori bronchiali nell'asma lieve. La sostanza vegetale quercetina e le vitamine C ed E inibiscono il rilascio di istamina, responsabile delle reazioni allergiche, e ne alleviano così i sintomi. Gli antiossidanti proteggono dallo stress ossidativo, che viene intensificato anche dalle reazioni infiammatorie nell'organismo e a sua volta aumenta l'infiammazione.

Se un'allergia viene trattata con cortisone, i pazienti devono tenere d'occhio il loro bilancio di micronutrienti: i glucocorticoidi possono infatti alterare a lungo termine l'equilibrio minerale e vitaminico. Il calcio, il magnesio, lo zinco e le vitamine C, D e K2 non dovrebbero quindi mancare.

Classificazione

Indice degli studi e delle fonti

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