Emicrania: vitamine e minerali utili

In che modo i micronutrienti riducono la frequenza e l'intensità degli attacchi di emicrania

L'emicrania, accanto alla cefalea tensiva, è una delle forme più frequenti di mal di testa e si manifesta sotto forma di attacchi. Il mal di testa può limitare fortemente la vita di chi ne soffre. Leggete qui come i micronutrienti possono ridurre la frequenza e l'intensità degli attacchi di emicrania e supportare l'efficacia degli antidolorifici.

Donna con dolore viso distorto
I pazienti colpiti da emicrania soffrono di dolori pulsanti, spesso accompagnati da nausea e vomito. Le cause dell'emicrania sono molteplici. Immagine: Poike/iStock/Getty Images Plus

Cause e sintomi

Cause dell'emicrania

Esistono diverse teorie sulle cause dell'emicrania, che ipotizzano il coinvolgimento di più processi:

  • Durante un attacco di emicrania l'irrorazione sanguigna nel cervello si modifica. Inizialmente i vasi si restringono per poi dilatarsi in maniera eccessiva.
  • aumentando la loro permeabilità. La conseguente secrezione di mediatori chimici dell'infiammazione causa un gonfiore infiammatorio.
  • L'infiammazione interessa anche i nervi. I recettori del dolore presenti nelle meningi e nei vasi sanguigni vengono stimolati.
  • I pazienti con emicrania sono molto sensibili a stimoli quali rumore e luce. Il cervello viene invaso dai mediatori chimici e il centro dell'emicrania nel tronco encefalico diventa iperattivo.

Sembra che tutti questi processi siano da ricondursi a una predisposizione ereditaria. L'emicrania ha quindi anche una concausa genetica e si manifesta in modo più frequente tra famigliari.

Inoltre si presume che la comparsa dell'emicrania sia legata a un disturbo del metabolismo dei mitocondri (disfunzione mitocondriale), che sono le centrali elettriche delle nostre cellule. Se non funzionano correttamente, c'è il rischio di una carenza di energia e il cervello risulta molto più esposto agli attacchi di emicrania: sollecitazioni quali luce e rumore generano una leggera emicrania perché la soglia di stimolazione è più bassa.

Anche un livello elevato di omocisteina può causare l'emicrania. L'omocisteina ha un effetto tossico sulle cellule e, se non viene eliminata correttamente, si accumula nel sangue e danneggia i vasi.

Esistono inoltre diverse cause scatenanti (trigger) che favoriscono l'emicrania. Tra queste figurano:

  • stress, cambiamenti nel ritmo di vita, mancanza di sonno o eccesso di stimoli
  • assunzione di farmaci
  • alimenti quali zucchero, cioccolato o formaggio
  • determinate condizioni climatiche, come ad esempio sole o vento di Föhn
  • sbalzi ormonali prima dell'arrivo del ciclo mestruale (PMS), in caso di assunzione della pillola anticoncezionale o in menopausa

Sintomi dell'emicrania

Spesso un attacco di emicrania si preannuncia già con molti giorni di anticipo, ad esempio sotto forma di stanchezza o irritabilità. I tre sintomi principali sono:

  • dolore pulsante o picchiettante
  • mal di testa unilaterale
  • intensificazione del dolore in caso di movimento

In alcuni casi si sviluppano anche sintomi associati quali sensibilità a luce e rumori, perdita di appetito fino ad arrivare a nausea e vomito.

Informazioni

Chi ha un leggero mal di testa costante non soffre probabilmente di emicrania, bensì di cefalea tensiva.

Si tratta di una forma speciale di emicrania con aura. In questo tipo di emicrania un'onda elettrica si diffonde attraverso il cervello e può causare disturbi ai sensi. Questo fenomeno è anche definito aura. I sintomi di un'emicrania con aura sono disturbi alla vista (tremolio, vista doppia, linee a zig-zag o flash di luce) e alterazioni del campo visivo. Può provocare anche una sensazione di torpore e prurito cutaneo. In rari casi si osservano sintomi di paralisi o disturbi del linguaggio. Un attacco di emicrania con aura può durare da pochi minuti a un'ora prima che il vero mal di testa si manifesti.

L'emicrania oftalmica è molto simile all'emicrania con aura, ma a differenza di quest'ultima i disturbi alla vista si manifestano in concomitanza con il mal di testa e non prima. Inoltre i disturbi alla vista possono anche presentarsi in modo totalmente indolore oppure solo con un leggero dolore.

L'emicrania può trasformarsi in una malattia cronica. Si parla di emicrania cronica quando gli attacchi di emicrania si manifestano per più di 15 giorni al mese e questa frequenza si ripete per almeno tre mesi.

Classificazione

Obiettivi del trattamento

Come viene curata l'emicrania in modo classico?

La donna dorme nel letto al buio
Durante un attacco di emicrania può essere di sollievo sdraiarsi in un ambiente buio e tranquillo e dormire. Immagine: Wavebreakmedia /iStock/Getty Images Plus

Nella maggior parte dei casi si interviene con una combinazione di terapie farmacologiche e non. L'obiettivo è ridurre il numero di attacchi di emicrania e alleviarne i sintomi. Sulla base delle conoscenze attualmente disponibili non è possibile curare l'emicrania.

In caso di emicrania da lieve a media si utilizzano analgesici classici con principi attivi quali ibuprofene (Brufen®, Moment®, Nurofen®) o acido acetilsalicilico (Aspirina® Alka-Seltzer®, Vivin C®).

In caso di attacchi di emicrania intensi si utilizzano i triptani, che agiscono sui grandi vasi cranici e quindi sull'afflusso sanguigno. In questo caso si utilizzano i principi attivi almotriptan (Almogran®), sumatriptan (Imigran®) e naratriptan (Formigran®, Naramig®).

Consiglio

I farmaci contro l'emicrania e gli analgesici non possono essere assunti in modo continuativo perché potrebbero diventare a loro volta la causa di tale disturbo. Per tracciare un quadro generale della situazione è consigliabile annotare gli episodi di mal di testa e l'assunzione dei farmaci in un diario, che può essere utile anche per definire le cause individuali degli attacchi.

Gli attacchi acuti possono essere contrastati sdraiandosi in un ambiente buio e silenzioso, facendo impacchi freddi e dormendo. Anche l'olio essenziale di menta sulle tempie dà una sensazione piacevole.

Prevenzione: Le cure non farmacologiche aiutano a evitare le cause scatenanti (fattori trigger), ma esiste anche una serie di farmaci in grado di prevenire l'emicrania in casi gravi. Si consiglia di rivolgersi al proprio medico.

Gli obiettivi della medicina dei micronutrienti

La terapia dei micronutrienti può risultare utile a supporto delle cure classiche. L'assunzione di determinati vitamine e minerali migliora l'efficacia degli analgesici e può anche ridurre la frequenza e l'intensità degli attacchi di emicrania.

È possibile assumere ad esempio magnesio, vitamina B2 e il coenzima Q10. Questi micronutrienti rafforzano le centrali energetiche delle cellule (mitocondri). L'eventualità di una disfunzione dei mitocondri come causa dell'emicrania è attualmente oggetto di discussione.

Estratti vegetali come partenio, ginkgo e zenzero sono risultati efficaci in caso di emicrania, come dimostrano alcuni studi.

Determinate vitamine del gruppo B (vitamina B6, vitamina B12 e acido folico) aiutano a eliminare l'omocisteina, che in quantità eccessiva può causare l'emicrania. Le vitamine possono così ridurre la frequenza dei casi di emicrania.

Classificazione

Trattamento con micronutrienti

Vitamina B2 per la produzione dell'energia dei nervi

Meccanismo d'azione della vitamina B2

In caso di emicrania si suppone che le centrali elettriche (mitocondri) delle cellule nervose non funzionino correttamente, con una conseguente carenza di energia. La vitamina B2 ha un ruolo importante nella produzione di energia all'interno delle centrali elettriche delle cellule, poiché agisce come cofattore.

Essa riduce inoltre le infiammazioni ai nervi e lo stress ossidativo, che causerebbe danni alle cellule.

La maggior parte degli studi su adulti e ragazzi indica come la vitamina B2 sia in grado di migliorare la produzione energetica delle cellule, con un conseguente effetto positivo sull'emicrania:

  • La vitamina B2 previene infatti gli attacchi di mal di testa e ne riduce la frequenza
  • l'intensità e la durata.

In questi studi gli effetti collaterali legati alla somministrazione di vitamina B2 si sono dimostrati minimi, incoraggiando quindi sempre un tentativo.

Vitamina B2: dosaggio e consigli per l'assunzione

I medici esperti in micronutrienti consigliano, in caso di emicrania, di assumere da 200 a 400 milligrammi di vitamina B2 al giorno. Negli studi questi dosaggi si sono rivelati efficaci.

La vitamina B2 può essere combinata anche con altre sostanze come magnesio e partenio. In questo caso 25 milligrammi al giorno sono già sufficienti a garantire l'efficacia della vitamina B2.

Che andrebbe assunta nel corso della giornata, idealmente durante i pasti, per migliorarne la tollerabilità.

Vitamina B2: prestare attenzione in gravidanza, allattamento e in caso di assunzione di farmaci

Anche a dosaggi elevati, superiori a 200 volte il fabbisogno giornaliero consigliato, la vitamina B2 non ha effetti negativi. Le donne incinte e che allattano dovrebbero tuttavia consultare il proprio medico in caso di assunzione di vitamina B2 a dosi elevate. La sicurezza di un'assunzione elevata e costante in gravidanza non è attestata da un numero sufficiente di studi.

I farmaci contenenti alluminio contro il bruciore di stomaco (ad esempio Ancid®, Megalac®, Talcid®) ostacolano l'assorbimento della vitamina B2, che deve pertanto essere assunta a distanza di due-tre ore da questi.

Le vitamine B6, B12 e l'acido folico riducono i livelli elevati di omocisteina

Meccanismo d'azione delle vitamine B6, B12 e dell'acido folico

Illustrazione dei vasi sanguigni
L'omocisteina attiva gli stimoli dolorosi nel cervello, che possono a loro volta aumentare le possibilità di un attacco di emicrania. Immagine: man_at_mouse /iStock/Getty Images Plus

L'omocisteina è un metabolita sempre presente nelle cellule. Essa viene smaltita rapidamente in presenza di una quantità sufficiente di vitamina B, mentre in caso contrario si accumula nel sangue (iperomocisteinemia). L'omocisteina dilata e danneggia i vasi presenti nel cervello e attiva gli stimoli dolorosi nei nervi, con una conseguente maggiore propensione all'emicrania.

In uno studio di alta qualità, i pazienti con emicrania e un livello elevato di omocisteina sono stati trattati per sei mesi con un complesso di vitamina B6, B12 e acido folico o con un placebo. Il gruppo di pazienti a cui erano state somministrate le vitamine ha fatto registrare sia una diminuzione fino al 39 percento del livello di omocisteina sia una minore frequenza degli attacchi. Nel gruppo di controllo non sono stati rilevati cambiamenti.

Questo risultato è stato confermato da altri studi.

Dosaggio delle vitamine B e consigli per l'assunzione

In caso di emicrania, il dosaggio efficace è pari a 2.000 microgrammi di acido folico, 25 milligrammi di vitamina B6 e 400 microgrammi di vitamina B12.

Il parere degli esperti

Spesso l'organismo non riesce a utilizzare correttamente l'acido folico e i folati: una persona su due non è in grado di sintetizzare a sufficienza la forma attiva dell'acido 5-metiltetraidrofolico per una disfunzione dell'enzima necessario. La causa va ricercata in una mutazione genetica. Di conseguenza, nonostante un apporto sufficiente, il livello dei folati nel sangue resta minimo. È possibile aggirare questo difetto genetico assumendo direttamente la forma attiva dell'acido 5-metiltetraidrofolico.

Rilevazione del livello di omocisteina in laboratorio

L'omocisteina viene misurata nel plasma sanguigno, che è la componente liquida del sangue, senza cellule sanguigne. I valori normali sono compresi tra 5 e 9 micromoli per litro.

Vitamina B6 e B12: prestare attenzione in gravidanza e allattamento e in concomitanza con antiepilettici nonché L-Dopa

In gravidanza e durante l'allattamento si dovrebbero assumere dosi più elevate di vitamina B6 e B12 solo in caso di carenza comprovata. La sicurezza dell'assunzione di dosi elevate nel lungo termine non è supportata da prove sufficienti.

Un dosaggio elevato di vitamina B6, superiore a 5-10 milligrammi, può attenuare l'effetto degli antiepilettici. I pazienti in cura con farmaci antiepilettici dovrebbero valutare con il medico l'eventualità di assumere dosi elevate di vitamina B6.

Si dovrebbe evitare l'assunzione contemporanea di una dose di vitamina B6 superiore a 5-10 milligrammi e del farmaco contro il Parkinson L-Dopa (ad esempio Madopar®, Sinemet®, PK-Merz®), perché la vitamina B6 riduce l'effetto di questo medicinale.

Magnesio per i segnali nel cervello

Meccanismo d'azione del magnesio

Il magnesio è importante per numerosi processi nelle cellule nervose: influenza i segnali dei nervi e il funzionamento di diversi neurotrasmettitori. In caso di emicrania con aura, il cervello prima dell'attacco viene travolto da un'onda elettrica, apparentemente riconducibile anche a una carenza di magnesio.

Il magnesio influenza inoltre l'irrorazione sanguigna del cervello, che nei casi di emicrania appare spesso disturbata. Importante è anche il suo effetto analgesico, esercitato con il blocco dei recettori del dolore e quindi dello stimolo doloroso.

I risultati di alcuni studi clinici indicano che la carenza di magnesio si manifesta con una frequenza maggiore nei pazienti che soffrono di emicrania rispetto a quelli sani. Si presume che la causa sia un difetto genetico che ostacola l'assorbimento del magnesio oppure un'eccessiva secrezione dovuta allo stress.

Una carenza di magnesio porta all'emicrania: Uno studio condotto su 80 persone ha analizzato i valori del magnesio nel sangue durante un attacco di emicrania e nell'intervallo tra un attacco e l'altro. I risultati hanno evidenziato una correlazione, per cui la probabilità di un attacco di emicrania aumentava sensibilmente se il livello di magnesio era inferiore al valore normale.

Il magnesio aiuta ad alleviare l'emicrania: Una valutazione condotta su 21 studi ha concluso che il magnesio può ridurre la frequenza e l'intensità di un attacco di emicrania. In questi studi il magnesio è stato somministrato sia per via endovenosa sia sotto forma di capsule o compresse.

Gli studi disponibili fanno supporre che il magnesio potrebbe essere sicuro ed efficace anche come trattamento preventivo dell'emicrania.

Il parere degli esperti

I risultati degli studi non sono però sempre stati concordi, probabilmente perché tra i partecipanti figuravano sia pazienti con carenza di magnesio sia pazienti con livelli normali, a scapito della precisione dell'esito. Per verificare preventivamente i vantaggi dell'assunzione di magnesio, è possibile controllare l'eventuale carenza prima del trattamento.

Dosaggio e consigli per l'assunzione del magnesio

I medici esperti in micronutrienti consigliano di assumere per l'emicrania da 300 a 800 milligrammi di magnesio al giorno per ottenere un effetto preventivo. Durante un episodio di emicrania è possibile assumere anche dosi maggiori di magnesio per tutta la durata dell'attacco, ad esempio 1.000 milligrammi.

Il magnesio è adatto anche in gravidanza, qualora fosse necessario intervenire in modo preventivo.

A seconda della sensibilità individuale, dosaggi superiori a 300 milligrammi di magnesio possono dare origine a episodi di diarrea. Questo effetto collaterale si manifesta in misura minore se il magnesio viene assunto in più dosi durante la giornata.

Valori di laboratorio del magnesio

Per migliorare l'efficacia contro l'emicrania, si consiglia un controllo dei livelli ematici di magnesio da parte del medico. In laboratorio la quantità di magnesio viene misurata nel sangue intero, formato da siero e globuli rossi. Si tratta di un esame importante perché, anche in presenza di un livello normale di magnesio nel siero, le cellule potrebbero comunque ricevere una quantità insufficiente di questo elemento. Il valore normale del magnesio nel sangue intero è compreso tra 1,38 e 1,50 millimoli per litro.

Magnesio: cosa ricordare in caso di nefropatie, assunzione di antibiotici e farmaci contro l'osteoporosi

In caso di nefropatie croniche, i reni non sono in grado di eliminare in modo sufficiente il magnesio a causa del loro malfunzionamento. Questi pazienti possono avere livelli di magnesio eccessivi e dovrebbero quindi consultare il il proprio medico prima di assumerne altro.

Il magnesio non dovrebbe essere assunto in concomitanza con determinati antibiotici che limitano il reciproco assorbimento nell'organismo. Tra questi figurano gli antibiotici aminoglicosidici, le tetracicline e gli inibitori della girasi con, ad esempio, i principi attivi nitrofurantoina (Furandantin®, Macrobid®) o penicillamina (Cuprimine®) e moxifloxacina (ad esempio Avalox®).

Lo stesso vale per i farmaci contro l'osteoporosi del gruppo dei bisfosfonati con principi attivi quali alendronato (Fosamax®, Tevanate®), clodronato (Bonefos®), etidronato (Didronel®), ibandronato (Boniva®), pamidronato (Aredia®), risedronato (Actonel®) e tiludronato (Skelid®).

Il coenzima Q10 protegge le cellule nervose

Meccanismo d'azione del coenzima Q10

Il coenzima Q10 contribuisce alla produzione di energia nei mitocondri, le centrali elettriche delle nostre cellule, e come la vitamina B2 migliora il metabolismo energetico. I ricercatori ipotizzano che nei pazienti che soffrono di emicrania il metabolismo energetico nel cervello sia limitato (disfunzione mitocondriale). Inoltre il coenzima Q10 ha proprietà antiossidanti e protegge le cellule dai danni causati dallo stress ossidativo.

In uno studio i pazienti con emicrania hanno ricevuto 150 milligrammi di coenzima Q10 ogni giorno per tre mesi, al termine dei quali la frequenza dei mal di testa di tipo emicranico si è ridotta della metà. La presenza o meno di un'aura non aveva alcuna importanza.

Uno studio condotto su 1.550 bambini e ragazzi di età compresa tra tre e 22 anni ha dimostrato che gran parte dei giovani pazienti presentava una carenza del coenzima Q10. Il quadro clinico è migliorato una volta riequilibrata la carenza del coenzima Q10.

L'Associazione canadese per lo studio della cefalea ha dichiarato che, a fronte dei dati disponibili, il coenzima Q10 è un rimedio utile in caso di emicrania. Che entra in gioco quando altri farmaci non fanno effetto o non possono essere utilizzati.

Dosaggio e consigli per l'assunzione del coenzima Q10

La dose consigliata per il coenzima Q10 è compresa tra 100 e 400 milligrammi al giorno. Nella maggior parte dei casi una dose giornaliera da 100 a 300 milligrammi del coenzima Q10 al giorno riduce non solo la frequenza ma anche l'intensità degli attacchi di emicrania.

Il coenzima Q10 andrebbe assunto ai pasti, poiché i grassi contenuti negli alimenti ne migliorano l'assorbimento nell'intestino.

Coenzima Q10: cosa ricordare in caso di assunzione di anticoagulanti

Il coenzima Q10 può ridurre l'efficacia di alcuni anticoagulanti, tra cui le cumarine con i principi attivi warfarin (Coumadin®) e fenprocumone (Marcumar®, Falithrom®, Phenpro®). Il rischio si presenta già a dosi minime inferiori a 50 milligrammi di coenzima Q10, pertanto la sua assunzione dovrebbe generalmente essere valutata con il proprio medico.

Gli acidi grassi omega-3 alleviano il dolore

Meccanismo d'azione degli acidi grassi omega-3

L'involucro (membrana) delle cellule nervose contiene molti acidi grassi Omega-3, che influenzano non solo la trasmissione dei segnali, ma anche il metabolismo. Gli acidi grassi omega-3 sono anche l'elemento di base dei neurotrasmettitori analgesici e antinfiammatori e per questo possono risultare molto utili in caso di emicrania. I dolori provati durante l'emicrania sono dovuti ai processi infiammatori nei vasi sanguigni e nei nervi.

Uno studio dimostra che l'assunzione di acidi grassi omega-3 riduce fino all'80% la frequenza dei giorni di mal di testa al mese. Un altro studio rileva che gli acidi grassi omega-3 possono ridurre anche i dolori che si manifestano in caso di attacchi di emicrania.

Un'analisi su vari studi (meta-studio) ha concluso che l'assorbimento degli omega-3 riduce la durata degli attacchi di emicrania. Resta invece controversa l'eventuale diminuzione della frequenza degli attacchi. Il chiarimento delle questioni ancora aperte necessita di ulteriori studi di qualità. Probabilmente l'effetto contraddittorio rilevato negli studi dipende dall'assunzione iniziale di acidi grassi omega-3.

Dosaggio e consigli per l'assunzione degli acidi grassi omega-3

Salmone, gamberetti e capsule di omega-3 su una sola tavola
Gli acidi grassi omega-3 possono prevenire gli attacchi di emicrania. Sono contenuti ad esempio nel pesce, ma possono essere anche assunti sotto forma di capsule. Immagine: AlexPro9500 /iStock/Getty Images Plus

Per prevenire gli attacchi di emicrania, si consigliano almeno 2.000 milligrammi di acidi grassi omega-3 al giorno. Questo fabbisogno si soddisfa facilmente con un'alimentazione ricca di pesce. Chi non ama il pesce o non vuole mangiarlo a causa della quantità di sostanze tossiche in esso presenti, può assumere gli acidi grassi sotto forma di capsule contenenti olio di pesce purificato.

Consiglio

Il rapporto tra acidi grassi omega-3 e omega-6 è decisivo per ottenere l'efficacia desiderata, perché gli acidi grassi omega-6 hanno un effetto opposto, ovvero favoriscono l'infiammazione e il dolore. Pertanto si dovrebbe ridurre l'assunzione di acidi grassi omega-6 (ad esempio carne o uova).

Gli acidi grassi omega-3: cosa ricordare in caso di assunzione di anticoagulanti

Gli acidi grassi omega-3 hanno un effetto anticoagulante. A partire da una dose di 2.000 milligrammi rafforzano l'effetto dei farmaci anticoagulanti. Prima di assumere una dose elevata di acidi grassi omega-3, le persone interessate dovrebbero consultare il proprio medico, che valuterà se ridurre eventualmente la dose dei farmaci.

Il partenio blocca le infiammazioni e previene l'emicrania

Meccanismo d'azione del partenio

Il partenio, chiamato anche amarella, è una pianta officinale tradizionale, utilizzata già in passato per combattere mal di testa e febbre. Oggi si suppone che il partenio sia in grado di ridurre la comparsa dell'emicrania. Il suo effetto è dovuto probabilmente a un ingrediente, il partenolide, che blocca le reazioni infiammatorie generate dai neurotrasmettitori infiammatori quali prostaglandina o istamina.

Uno studio di alto livello mostra come un trattamento con il partenio possa prevenire l'emicrania. I partecipanti a questo studio hanno registrato anche un calo del numero di casi di emicrania, effetto non riscontrato nei pazienti a cui era stato somministrato un placebo.

La sua efficacia è stata confermata in alcuni studi, ma non in tutti, forse a causa di oscillazioni del principio attivo (partenolide) contenuto negli estratti di partenio utilizzati.

Dosaggio e consigli per l'assunzione del partenio

Bottiglia con oli essenziali e fiori freschi di camomilla su sfondo bianco
Il partenio blocca le reazioni infiammatorie e aiuta quindi a combattere il mal di testa. Immagine: kolesnikovserg/iStock/Getty Images Plus

In caso di emicrania si consigliano da 100 a 300 milligrammi di estratto di partenio. L'estratto dovrebbe essere standardizzato e contenere dallo 0,2 allo 0,4 percento di partenolide, pari a un minimo di 0,2 fino a un massimo di 1,2 milligrammi di partenolide al giorno.

Le capsule o le compresse possono essere assunte durante i pasti o a qualsiasi ora.

Partenio: cosa ricordare in caso di assunzione di anticoagulanti e in gravidanza

Il partenio può bloccare la coagulazione sanguigna e fluidificare il sangue. Chi assume anche farmaci anticoagulanti contenenti principi attivi quali acido acetilsalicilico (Aspirina®, Alka-Seltzer®) o warfarin (Coumadin®), dovrebbe consultare il proprio medico in merito all'uso di partenio.

Il partenio arella non andrebbe preso in gravidanza e durante l'allattamento, perché regola il ciclo mestruale e può causare il distacco della placenta.

Il ginkgo migliora l'irrorazione sanguigna

Meccanismo d'azione del ginkgo

Il ginkgo viene spesso utilizzato in caso di malattie in parte dovute adisturbi vascolari, tra cui emicrania, ma anche acufene o vertigini. Il principio attivo si trova nelle foglie del ginkgo.

Il parere degli esperti

Il ginkgolide B è un inibitore naturale del fattore di attivazione piastrinico (PAF). Prima di un attacco di emicrania, il PAF viene distribuito nel sangue, causando infiammazioni e stimolando i nervi nel cervello (Nervus trigeminus). Inoltre il ginkgolide B contrasta l'eccitazione dei nervi nel cervello, regolando l'efficacia del neurotrasmettitore glutammato, una sostanza coinvolta nell'onda di eccitazione che genera l'aura.

Quindi il ginkgo entra in gioco come ausilio per trattare l'emicrania, con e senza aura. Alcuni studi hanno testato preparati combinati a base di ginkgolidi, coenzima Q10 e vitamina B2:

  • facendo supporre un effetto su un campione composto da 30 pazienti giovani che soffrivano di emicrania senza aura. Il prodotto combinato con ginkgolide B riduceva la frequenza e indeboliva i dolori durante gli attacchi di emicrania.
  • Lo studio ha mostrato un sostanziale miglioramento anche nei pazienti che soffrivano di emicrania con aura. Dalla comparsa dell'aura, 25 pazienti hanno assunto un preparato composto da 60 milligrammi di ginkgolidi, 11 milligrammi di coenzima Q10 e 8,7 milligrammi di vitamina B2. La durata dell'aura si è ridotta e in parte sono scomparsi anche i dolori. In generale si è osservato un miglioramento dei sintomi neurologici dell'aura, come i disturbi alla vista.

Queste osservazioni sono state confermate da diversi studi. Ciononostante, occorrono dati di studi su più vasta scala per poter confermare la validità di questi risultati per tutti i pazienti che soffrono di emicrania.

Bottiglie e foglie di gingko su polvere
I ginkgolidi possono essere efficaci contro l'emicrania. Gli estratti sono disponibili in forma di compresse o capsule. Immagine: joannawnuk /iStock/Getty Images Plus

Ginkgo: dosaggio e consigli per l'assunzione

Durante gli studi i partecipanti hanno ricevuto tra 60 e 80 milligrammi di ginkgolide, combinato con il coenzima Q10 e la vitamina B2. Questa quantità si è rivelata efficace contro l'emicrania. I medici esperti in micronutrienti consigliano soprattutto l'estratto di ginkgo.

L’estratto di ginkgo è disponibile in forma di compresse o capsule da assumere ai pasti, perché meglio tollerabili. Scegliere preparati di alta qualità, con una quantità minima di acido di ginkgo nocivo inferiore allo 0,0005 percento.

Evitando il consumo di tè, che ne contengono spesso quantità elevate.

Ginkgo: cosa ricordare in caso di assunzione di anticoagulanti, analgesici e in gravidanza

Il ginkgo ha proprietà anticoagulanti e può causare interazioni con i farmaci. Non si dovrebbero assumere anticoagulanti con principi attivi quali warfarin (Coumadin®), clopidogrel (Plavix®, Iscover®), acido acetilsalicilico (Aspirina®, Alka-Seltzer®, Cardioaspirin®) o fenprocumone (Marcumar, Falithrom®) in concomitanza con il ginkgo, che può potenziarne l'effetto.

Possono verificarsi interazioni anche se si assumono analgesici, come ad esempio quelli con principio attivo ibuprofene (Moment®, Brufen®, Nurofen®), diclofenac (Voltaren®, Dicloreum®, Fenadol®) e diazepam (Ansiolin®, Valium®). L'assunzione contemporanea può potenziare l'efficacia e gli effetti collaterali degli analgesici.

Non si dovrebbe assumere ginkgo in gravidanza e durante l'allattamento, poiché non sono disponibili studi sufficienti per stabilire i suoi effetti in gravidanza.

Lo zenzero riduce dolore e nausea

Meccanismo d'azione dello zenzero

Lo zenzero ha un effetto antinfiammatorio e può quindi alleviare i dolori da emicrania, come dimostrato da un primo studio:

di qualità condotto su 100 pazienti con emicrania e finalizzato a confrontare l'effetto di 250 milligrammi di polvere di zenzero rispetto a 50 milligrammi di sumatriptan, un farmaco contro l'emicrania. Entrambi hanno mostrato un'efficacia simile: due ore dopo l'assunzione del preparato l'intensità del mal di testa è calata sensibilmente. Lo zenzero ha mostrato tuttavia meno effetti collaterali rispetto al sumatriptan.

Un ulteriore studio su 60 partecipanti ha testato l'effetto dello zenzero combinato con il partenio e anche in questo caso si è osservato un effetto analgesico nei casi di emicrania. Sono auspicabili ulteriori studi su questo tema per valutare se lo zenzero possa essere d'aiuto a tutti i pazienti.

Esso probabilmente agisce anche sul sistema nervoso centrale, bloccando determinati ricettori che reagiscono alla serotonina. Con l'emicrania vengono rilasciati in brevissimo tempo troppi neurotrasmettitori, in particolare la serotonina. Il cervello registra questo eccessivo rilascio anche come reazione a un avvelenamento, con conseguente nausea e vomito. Lo zenzero aiuta quindi anche in caso di nausea da emicrania (effetto antiemetico).

Dosaggio e consigli per l'assunzione dello zenzero

Tè allo zenzero con zenzero fresco su sfondo grigio
Lo zenzero ha un effetto antinfiammatorio e può quindi alleviare i dolori da emicrania. Immagine: 5second /iStock/Getty Images Plus

Lo zenzero si può assumere a scopi terapeutici sotto forma di tè, disponibile come miscela o in bustine. L'estratto di zenzero può essere acquistato anche sotto forma di compresse e capsule, che consentono un miglior dosaggio e per questo sono maggiormente consigliati anche nell'ambito della medicina dei micronutrienti. Le capsule sono inoltre adatte a chi non ama il gusto dello zenzero.

I partecipanti a uno studio hanno ricevuto 250 milligrammi di polvere di zenzero (con circa 2,5 milligrammi di gingeroli). Contro i dolori si assumono tra 500 e 2.000 milligrammi e in caso di nausea tra 500 e 1.000 milligrammi di polvere di zenzero (corrispondente a una quantità da 5 a un massimo 20 milligrammi di gingeroli). In caso di dolori e vomito, si assumono da 250 a 500 milligrammi di estratto.

Zenzero: cosa ricordare in caso di gravidanza, assunzione di anticoagulanti e in presenza di calcoli biliari

Poiché lo zenzero può favorire le contrazioni, le donne incinte dovrebbero discutere con il loro medico la possibilità di assumerlo. I risultati dei primi studi non consentono ancora di fornire raccomandazioni generali. Tuttavia è stato dimostrato che lo zenzero comporta un'evidente diminuzione della nausea e del vomito in gravidanza. Una dose pari a 1 grammo di zenzero fresco per quattro giorni non rappresenta alcun rischio per mamma o bambino, come confermato da altri studi. Tuttavia sussistono ancora incertezze in merito alla dose massima sicura, alla durata massima del trattamento e alle conseguenze del sovradosaggio in gravidanza.

Lo zenzero ha un effetto anticoagulante, pertanto il suo estratto non dovrebbe essere preso in concomitanza con preparati anticoagulanti senza aver prima controllato il valore di coagulazione. Tra i principi attivi interessati rientrano warfarin (Coumadin®), fenprocumone (Marcumar®, Falithrom®, Phenpro®) o l'acido acetilsalicilico (Cardioaspirin®, Togal-ASS®, Aspirina®).

Inoltre lo zenzero favorisce lo svuotamento della cistifellea e può pertanto causare coliche in presenza di calcoli biliari.

Dosaggi in breve

Dose giornaliera consigliata di micronutrienti in caso di emicrania

 

Vitamine

Vitamina B2

da 200 a 400 milligrammi (mg) in caso di somministrazione unica, oppure 25 milligrammi in

combinazione con magnesio e partenio

in combinazione con magnesio e partenio

Vitamina B6

25 milligrammi

Vitamina B12

400 microgrammi (µg)

Acido folico (in forma utilizzabile direttamente)

fino a 2.000 microgrammi

 
 

Minerali

Magnesio

da 300 a 800 milligrammi (prevenzione)

fino a 1.300 milligrammi (caso acuto)

 
 

Sostanze vegetali

Estratto di partenio

da 100 a 300 milligrammi

(con da 0,2 a 1,2 milligrammi di partenolide)

Ginkgolidi

da 60 a 80 milligrammi

Zenzero

Polvere: da 250 a 2.000 milligrammi (corrispondenti a circa 2,5-20 milligrammi di gingeroli)

Estratto: da 250 a 500 milligrammi (corrispondenti a circa 15-60 milligrammi di gingeroli)

 
 

Altre sostanze nutritive

Coenzima Q10

da 100 a 300 milligrammi

Acidi grassi omega-3

2.000 milligrammi

Sintesi degli esami di laboratorio consigliati

Esami del sangue consigliati in caso di emicrania

 

Valori normali

Omocisteina (plasma)

meno di 9 micromoli per litro (µmol/l)

Magnesio

da 1,38 a 1,50 millimoli per litro (mmol/l) (sangue intero) o da 0,8 a 1,1 millimoli per litro (siero)

 

 

Classificazione

Un supporto ai farmaci dai micronutrienti

Coenzima Q10 e betabloccanti

I betabloccanti propranololo (Inderal®, Hemangiol®) e metoprolol (Seloken®, Lopresor®) sono i farmaci di prima scelta per prevenire l'emicrania. 100 milligrammi di coenzima Q10 possono migliorarne l'efficacia ed eventualmente ridurne la necessità.

In caso di assunzione di betabloccanti, si consiglia di integrarli con vitamina B2 e magnesio (400 o 600 milligrammi distribuiti durante la giornata), perché favoriscono l'efficacia e l'effetto preventivo dei betabloccanti in caso di emicrania.

Dosaggi in breve

Dose giornaliera consigliata di micronutrienti in caso di assunzione di betabloccanti

Coenzima Q10

100 milligrammi (mg)

Vitamina B2

400 milligrammi

Magnesio

600 milligrammi

 

 

Classificazione

Riepilogo

I pazienti colpiti da emicrania soffrono di dolori pulsanti, spesso accompagnati da nausea e vomito. Le cause dell'emicrania sono molteplici e non sono ancora state studiate in modo definitivo. A oggi la stessa emicrania non è curabile, ma è possibile trattarne i sintomi. La medicina dei micronutrienti offre buone soluzioni:

la vitamina B2 previene gli attacchi di emicrania e ne riduce la frequenza, l'intensità e la durata, oltre a essere d'aiuto nel suo trattamento. Le vitamine B6, B12 e l'acido folico sono in grado di ridurre il livello di omocisteina, abbassando così la frequenza degli attacchi di emicrania. Se il livello di omocisteina è troppo elevato, aumenta la propensione all'emicrania.

I pazienti che soffrono di emicrania presentano spesso anche una carenza di magnesio, il quale può ridurre l'intensità e la frequenza degli attacchi. Anche il coenzima Q10 riduce la frequenza degli attacchi di emicrania, supportando inoltre l'efficacia dei betabloccantiutilizzati per prevenirla.

Gli acidi grassi omega-3 riducono in modo sensibile i dolori durante gli attacchi di emicrania.

Lo stesso vale per sostanze vegetali come ginkgo e zenzero. Lo zenzero aiuta anche in caso di nausea causata dall'emicrania.

Un'altra pianta che può essere d'aiuto in caso di emicrania è il partenio. Il partenolide, il principio in esso contenuto, sembra in grado di prevenire l'emicrania.

Classificazione

Indice degli studi e delle fonti

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