Vitamine per donne con desiderio di maternità

Migliorate la vostra fertilità con la medicina dei micronutrienti

Nelle donne le difficoltà di concepimento possono avere varie cause, tra cui disturbi ormonali o malattie come l’endometriosi. Scoprite come migliorare la fertilità in modo naturale con vitamine, minerali e acidi grassi per aumentare le probabilità di concepimento.

Donna che tiene tra le mani un test di gravidanza
Vitamine e minerali sono importanti anche per il metabolismo ormonale. Determinate sostanze normalizzano il ciclo e favoriscono l’ovulazione. Immagine: diego_cervo/iStock/Getty Images Plus

Cause di infertilità nelle donne

In molte coppie la gravidanza si fa attendere più del previsto. Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, una coppia è considerata sterile in assenza di concepimento dopo un anno di regolari rapporti non protetti al momento dell’ovulazione.

Le cause dell’infertilità femminile possono essere di varia natura. Spesso un ruolo importante è svolto dall’età: le probabilità di concepimento di una quarantenne sono inferiori rispetto a quelle di una donna di 20 o 30 anni. Disturbi ormonali o malattie come l’ipotiroidismo possono impedire l’ovulazione o l’annidamento dell’ovocita. In caso di infertilità è pertanto utile controllare i livelli degli ormoni.

Anche la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), caratterizzata dalla formazione di cisti ovariche con assenza di ovulazione, può provocare infertilità, al pari di malformazioni degli organi genitali, escrescenze dell’endometrio (endometriosi), iperomocisteinemia e diabete. Per tracciare un quadro completo della situazione è opportuno sottoporsi a controlli diagnostici specifici e ai relativi esami del sangue.

Il concepimento può inoltre essere ostacolato anche da fattori di rischio come sovrappeso, sottopeso, fumo e consumo di alcol.

Informazioni

Le cause dell’infertilità non sono necessariamente da ricercare nella donna. Anche un numero ridotto di spermatozoi può ostacolare il cammino verso la gravidanza. Scoprite qui i micronutrienti a supporto della fertilità maschile.

Classificazione

Un aiuto dai micronutrienti

Perché i nutrienti sono importanti per la fertilità della donna?

Illustrazione di spermatozoi trasparenti e di un ovocita
L’organismo ha bisogno dei micronutrienti per la divisione cellulare, importante per la produzione di spermatozoi e per la maturazione degli ovociti. Immagine: Christoph Burgstedt/iStock/Getty Images Plus

Un’alimentazione sana è molto importante per le donne che desiderano avere un figlio. Uno studio osservazionale mostra come le donne che consumano spesso cibi pronti e poca frutta abbiano tempi di concepimento più lunghi, perché una carenza di micronutrienti può ridurre le probabilità di una gravidanza.

Per questo la medicina dei micronutrienti mette a disposizione delle aspiranti mamme una gamma completa di vitamine, minerali e acidi grassi indispensabili all’organismo per il funzionamento del metabolismo ormonale e la maturazione degli ovociti.

Una particolare efficacia è stata dimostrata dalle seguenti sostanze:

  • L’acido folico è importante per la divisione cellulare.
  • La vitamina B6 potrebbe ridurre il tasso di aborti spontanei.
  • Lo iodio può evitare l’infertilità provocata da problemi alla tiroide.
  • La vitamina D sembra in grado di aumentare il tasso di gravidanza.
  • Gli antiossidanti favoriscono il concepimento in presenza di endometriosi.
  • L’inositolo può contribuire a normalizzare il ciclo in presenza di PCOS.
  • Gli acidi grassi omega-3 potrebbero aumentare il tasso di gravidanza.

Assunzione di acido folico per accelerare il concepimento

Meccanismo d’azione dell’acido folico nelle donne con desiderio di maternità

L’acido folico è importante per la crescita e lo sviluppo delle cellule tanto della madre quanto del nascituro. L’associazione professionale dei ginecologi raccomanda alle donne che desiderano un figlio di iniziare ad assumere l’acido folico ancora prima del concepimento, perché un suo buon apporto è importante sia per evitare difetti neurologici nel feto

sia per la fertilità. Uno studio osservazionale ha mostrato infatti una correlazione tra un’alimentazione ricca di acido folico e livelli di progesterone elevati. Il progesterone è un ormone che prepara l’endometrio all’annidamento dell’ovocita fecondato. L’integrazione di acido folico ha inoltre fatto osservare un numero ridotto di cicli senza ovulazione.

Anche un primo studio di alto profilo indica un effetto positivo. Il gruppo delle partecipanti a cui era stato somministrato un preparato misto contenente acido folico nell’arco di 14 mesi ha fatto registrare un tasso di concepimento superiore a quello del gruppo del placebo. L’acido folico ha dimostrato di poter essere d’aiuto anche alle donne con problemi di fertilità, con il risultato di una gravidanza nel 26 percento delle donne che avevano assunto un integratore misto per tre mesi, contro il solo dieci percento del gruppo di controllo, secondo i dati di una sperimentazione di rilevanza clinica.

Non è però ancora chiaro se la fertilità aumenti per il solo effetto dell’acido folico, una cui carenza deve in ogni caso essere evitata da chi desidera avere un figlio. La maggior parte delle donne non ne assume la quantità consigliata con l’alimentazione e deve opportunamente ricorrere a un preparato.

Informazioni

Attenzione: l’acido folico è particolarmente importante per le donne che hanno usato la pillola anticoncezionale. Il contraccettivo orale ne riduce infatti i livelli e la compensazione di una carenza può richiedere fino a sei mesi.

Acido folico: dosaggio e consigli sull’assunzione per le donne con desiderio di maternità

Formula chimica e struttura dell’acido folico
L’acido folico favorisce la fertilità ed è la vitamina più importante nella pianificazione di una gravidanza, oltre a essere indispensabile per molte altre funzioni dell’organismo. Immagine: Zerbor/iStock/Getty Images Plus

Alle donne che desiderano avere un figlio si consigliano 400 microgrammi di acido folico al giorno, iniziando ancora prima del concepimento. Spesso gli esperti in micronutrienti raccomandano dosi giornaliere fino a 800 microgrammi, meglio se usando un preparato misto, contenente ad esempio anche altre vitamine del gruppo B, a cui appartiene anche l’acido folico e che partecipano congiuntamente a molti processi metabolici.

Il momento migliore per l’assunzione dell’acido folico è insieme ai pasti, per garantirne la massima tollerabilità.

In molte persone l’enzima deputato all’attivazione dell’acido folico non funziona correttamente e provoca stati deficitari anche con un apporto sufficiente. L’ostacolo viene aggirato impiegando l’acido 5-metiltetraidrofolico (5-MTHF), ovvero la forma dell’acido folico direttamente utilizzabile dall’organismo, prestando attenzione a scegliere un preparato che lo contenga.

Acido folico: da considerare in caso di assunzione di farmaci

L’acido folico può ridurre l’effetto dei farmaci contro le infezioni, tra cui i principi attivi trimetoprim (Bactrim®), proguanil (Malarone®) e pirimetamina (Pirimeta®), dai quali deve pertanto essere assunto a distanza.

Una carenza di vitamina B6 aumenta il rischio di aborti spontanei

Meccanismo d’azione della vitamina B6 nelle donne con desiderio di maternità

La vitamina B6 regola il metabolismo degli ormoni sessuali estrogeni e progesterone. Dopo la sospensione della pillola contraccettiva molte donne hanno una carenza di vitamina B6, che non rappresenta sicuramente un vantaggio per chi desidera avere un figlio. Uno studio osservazionale sembra infatti indicare che livelli normali di vitamina B6 aumentino le probabilità di concepimento,

riducendo inoltre il rischio di aborti spontanei, più elevato nelle donne in situazione deficitaria e aggravato da una carenza concomitante di acido folico, secondo un ulteriore studio osservazionale.

L’efficacia diretta della vitamina B6 sulla fertilità non è ancora stata documentata da opportune sperimentazioni, ma la sua assunzione a supporto del concepimento è in ogni caso consigliabile, se non altro in virtù della sua capacità di regolazione dei livelli di omocisteina. L’organismo necessita di vitamina B6, acido folico e vitamina B12 per la degradazione dell’omocisteina, un prodotto metabolico da eliminare rapidamente e in grado di limitare la fertilità se presente in quantità eccessive.

Vitamina B6: dosaggio e consigli sull’assunzione per le donne con desiderio di maternità

Per favorire il concepimento i medici specializzati in micronutrienti raccomandano un buon apporto giornaliero di vitamina B6, con dosi di 1-2 milligrammi.

Informazioni

Anche la vitamina B12 è importante per contenere i livelli di omocisteina e se consigliano da 2 a 10 microgrammi sotto forma di metilcobalamina.

Compresse e capsule sono meglio tollerate se assunte insieme ai pasti.

Lo iodio può evitare disturbi del ciclo provocati da problemi alla tiroide

Meccanismo d’azione dello iodio nelle donne con desiderio di maternità

La tiroide svolge un ruolo importante per il concepimento. Gli ormoni tiroidei regolano molti processi dell’organismo, controllando anche gli ormoni sessuali, che a loro volta assicurano la normalità del ciclo dell’ovulazione.

Per svolgere queste funzioni, la tiroide necessita di iodio, una cui carenza può provocare disturbi del ciclo in grado di rendere difficoltoso o addirittura impedire il concepimento. Uno studio osservazionale ha evidenziato come la gravidanza si sia fatta attendere più a lungo nelle donne con bassi livelli di iodio, mentre la fertilità era quasi doppia in quelle non interessate da carenza.

In conclusione si può affermare che le donne che desiderano avere un figlio dovrebbero assolutamente evitare una carenza di iodio. Alcune aree del territorio italiano sono a rischio in tal senso e, nonostante misure come la commercializzazione di sale da tavola arricchito con iodio, spesso non è possibile evitare situazioni deficitarie. Per questo molti preparati misti e compresse destinati alle donne che si preparano al concepimento contengono anche iodio, il cui fabbisogno aumenta durante la gestazione.

Informazioni

Lo iodio è importante non solo per la fertilità, ma anche in gravidanza: una carenza può infatti provocare disturbi dello sviluppo e capacità intellettive ridotte nel nascituro nonché, nei casi più gravi, aborto spontaneo o parto con feto morto.

Iodio: dosaggio e consigli sull’assunzione per le donne con desiderio di maternità

Donna che si tasta la gola
Le malattie della tiroide sono spesso all’origine delle difficoltà di concepimento, mentre una carenza di iodio è a sua volta la causa più frequente di ipotiroidismo. Per questo occorre assicurarne un apporto corretto. Immagine: andriano_cz/iStock / Getty Images Plus

Per favorire la fertilità ed evitare complicazioni durante la gestazione i medici specializzati in micronutrienti consigliano alle donne che pianificano una gravidanza da 100 a 200 microgrammi al giorno di iodio,

da assumere in compresse o capsule con un po’ di liquido e preferibilmente insieme ai pasti per migliorarne la tollerabilità.

Determinazione dei valori dello iodio in laboratorio

Se la gravidanza si fa attendere, i medici spesso controllano i valori tiroidei, con la possibilità di identificare una carenza di iodio, indicata da livelli elevati dell’ormone tiroideo TSH, che in condizioni normali dovrebbero essere compresi tra 0,4 e 2,5 milliunità per litro di sangue.

È inoltre possibile misurare la quantità di iodio escreta con l’urina, considerata normale tra 100 e 200 microgrammi di iodio per litro di urina. Valori inferiori possono essere indicativi di una carenza.

Iodio: da considerare in caso di malattie e assunzione di farmaci

In presenza di malattie tiroidee l’assunzione dello iodio dovrebbe essere preventivamente discussa con il medico. La sua somministrazione è indispensabile, soprattutto alle pazienti con sindrome di Hashimoto, ma in determinate circostanze un sovradosaggio può amplificare una tiroidite in corso. Il medico può stabilire i dosaggi adeguati e sicuri.

I farmaci utilizzati in caso di ipertiroidismo, come i principi attivi tiamazolo (Tapazole®) e carbimazolo (Carbistad®), possono essere influenzati da una dose eccessiva o troppo ridotta di iodio.

Alcuni farmaci contengono iodio e possono provocare un aumento eccessivo dei suoi livelli se assunti assieme a integratori dell’elemento. Il loro impiego deve pertanto essere valutato con un medico. Tra questi figurano, ad esempio, i mezzi di contrasto usati nella fase diagnostica di determinate malattie, come lo ioexolo (Omnipaque®) o lo iopamidolo (Iopamiro®), a cui si aggiungono disinfettanti e antisettici con il principio attivo iodopovidone (Betadine®, Poviderm®) nonché medicinali per il trattamento delle aritmie cardiache con il principio attivo amiodarone (Cordarone®, Amiodar®).

La vitamina D può aumentare le probabilità di concepimento?

Meccanismo d’azione della vitamina D nelle donne con desiderio di maternità

Illustrazione della fecondazione assistita
Un buon apporto di vitamina D ha quadruplicato le probabilità di successo della fecondazione assistita rispetto a una situazione di carenza. Immagine: Christoph Burgstedt/iStock/Getty Images Plus

La vitamina D regola molti processi dell’organismo e, presumibilmente, anche la riproduzione. Negli esperimenti di laboratorio i ricercatori hanno individuato recettori della vitamina D nelle ovaie, nella parete uterina e nella placenta. Un apporto insufficiente di vitamina D potrebbe limitare la fertilità, come evidenziato dagli esperimenti sugli animali.

Studi osservazionali sembrano indicare l’utilità della vitamina D nella fecondazione assistita: un buon apporto di vitamina D ha quadruplicato le probabilità di concepimento rispetto a una situazione di carenza. In ogni caso i dati degli studi non sono uniformi e in alcune sperimentazioni non si trova traccia di tale correlazione. In un altro studio osservazionale i ricercatori hanno addirittura riscontrato l’effetto opposto, con un tasso di gravidanza inferiore in presenza di quantità elevate di vitamina D nelle ovaie. La situazione potrebbe essere stata influenzata dai livelli troppo bassi di zucchero (glucosio).

Gli integratori di vitamina D sono già stati oggetto di ricerca: in uno studio preliminare le donne con PCOS sottoposte a fecondazione assistita avevano maggiori probabilità di concepimento dopo aver compensato la carenza di vitamina D. Tuttavia, non tutti gli studi hanno potuto dimostrare un effetto sul tasso di gravidanza.

Anche se l’azione della vitamina D sulla fertilità non è ancora documentata in via definitiva, una sua carenza dovrebbe essere in ogni caso evitata. Il deficit è molto diffuso, soprattutto in inverno, quando la scarsa irradiazione solare non permette al corpo di produrre autonomamente la quantità di vitamina D necessaria.

Vitamina D: dosaggio e consigli sull’assunzione per le donne con desiderio di maternità

La dose corretta di vitamina D dipende dal suo livello nel sangue. Per risolvere una carenza grave è spesso necessario impiegare quantità più elevate per un periodo di tempo stabilito dal medico. Se non se ne conoscono i valori ematici, gli esperti in micronutrienti consigliano indicativamente 1.000 unità internazionali in estate e 2.000 in inverno.  

La vitamina D è liposolubile e va assunta assieme a cibi sostanziosi, perché i grassi presenti negli alimenti ne favoriscono l’assorbimento nell’intestino.

Determinazione dei livelli di vitamina D con un esame del sangue

In caso di problemi di concepimento è opportuno controllare i livelli di vitamina D ed evitare così una carenza.

I test di laboratorio ne rilevano la forma di trasporto, nota come vitamina D 25(OH) o calcidiolo, presente nel siero, la componente liquida del sangue priva di cellule ematiche. I maggiori benefici per la salute si assicurano con livelli compresi tra 40 e 60 nanogrammi per millilitro.

Vitamina D: da considerare in caso di malattie e assunzione di farmaci

Le persone affette da malattie renali non dovrebbero assumere vitamina D senza aver prima consultato il medico, perché potrebbero presentare disturbi all’equilibrio dei minerali, ad esempio un eccesso di calcio. In questi casi la vitamina D, che a sua volta favorisce l’aumento dei livelli di calcio, andrebbe assunta solo dietro monitoraggio dei valori ematici del minerale. Anche chi soffre di calcoli renali (pietre contenenti calcio) deve consultare il medico al riguardo.

La vitamina D non dovrebbe essere assunta in caso di sarcoidosi (malattia di Boeck), una malattia infiammatoria del tessuto connettivo spesso causa di elevati livelli di calcio nel sangue, che potrebbero aumentare ulteriormente.

L’impiego della vitamina D insieme a diuretici (tiazidici) andrebbe preventivamente valutato con il proprio medico, perché questi farmaci riducono l’escrezione renale del calcio, con l’eventuale possibilità di accumuli nell’organismo. Tra le sostanze in questione figurano l’idroclorotiazide (Idroclorotiazide®, Esidrex®), l’indapamide (Damide®, Ipamix®) e lo xipamide (Aquafor®, Neotri®).

Due persone che si godono il sole al mare
Il controllo dei livelli di vitamina D, che si presume regoli gli ormoni e i processi riproduttivi, è in ogni caso consigliato a chi sta pensando di avere un figlio. Immagine: AntonioGuillem/iStock/Getty Images Plus

L’importanza degli antiossidanti in presenza di endometriosi

Meccanismo d’azione degli antiossidanti nelle donne con desiderio di maternità

Gli antiossidanti potrebbero rivelarsi utili soprattutto alle donne con endometriosi, una malattia caratterizzata dalla crescita dell’endometrio anche in altre regioni corporee al di fuori dell’utero, che iniziano a sanguinare all’arrivo del ciclo mestruale. Questa condizione, oltre a essere dolorosa, a volte riduce anche le probabilità di concepimento.

Nelle donne con endometriosi lo stress ossidativo si attesta su livelli elevati, come indicato dall’esame delle loro cellule. Lo stress ossidativo si manifesta quando gli aggressivi radicali dell’ossigeno sono presenti in numero eccessivo nell’organismo e danneggiano le cellule. Come indicato da uno studio osservazionale, questa situazione è spesso caratterizzata da livelli ridotti di sostanze antiossidanti come la vitamina C o la vitamina E.

I primi risultati positivi sull’assunzione degli antiossidanti in caso di endometriosi sono già disponibili: nell’ambito di uno studio preliminare le partecipanti hanno impiegato per sei mesi un preparato misto contenente le vitamine C ed E, facendo registrare un tasso di gravidanza superiore rispetto al gruppo del placebo.

Anche le donne senza endometriosi potrebbero trarne vantaggio: l’assunzione di beta-carotene, vitamina C o vitamina E con integratori e attraverso l’alimentazione ha ridotto i tempi di concepimento, come suggerito dalla valutazione del comportamento alimentare.

L’apporto di antiossidanti è essenziale per chi desidera avere un figlio. I risultati dei primi studi lasciano supporre l’utilità di un preparato misto, ma devono essere confermati da ulteriori sperimentazioni di rilevanza clinica. In ogni caso è sempre opportuno seguire un’alimentazione equilibrata.

Antiossidanti: dosaggio e consigli sull’assunzione per le donne con desiderio di maternità

Gli esperti in micronutrienti in genere consigliano un preparato misto a base di vari antiossidanti in quantità equilibrate tra loro, ad esempio con 100 milligrammi di vitamina C, da 10 a 15 milligrammi di vitamina E e da 1 a 2 milligrammi di beta-carotene.

Gli antiossidanti si supportano reciprocamente nella loro azione o sono interdipendenti. Ad esempio, per rigenerarsi, la vitamina E necessita della vitamina C, che dovrebbe essere presente in quantità doppia rispetto alla E.

Il momento migliore per assumere i preparati è insieme ai pasti, per migliorarne la tollerabilità e garantire l’assorbimento ottimale degli antiossidanti liposolubili come la vitamina E e il beta-carotene.

Determinazione dello stato antiossidante in laboratorio

Se la gravidanza si fa attendere, è opportuno controllare lo stress ossidativo, che potrebbe esserne la causa, con uno dei metodi impiegati nei vari laboratori. Lo stato antiossidante generale è considerato normale tra 1,13 e 1,57 millimoli per litro.

Antiossidanti: da considerare in caso di malattie

Poiché la vitamina C migliora l’assorbimento del ferro, chi soffre di emocromatosi dovrebbe integrarla solo sotto controllo medico.

Uso dell’inositolo per normalizzare il ciclo e favorire l’ovulazione in caso di PCOS

Meccanismo d’azione dell’inositolo nelle donne con desiderio di maternità

Illustrazione del ciclo mestruale
L’inositolo aiuta a normalizzare i disturbi del ciclo per assicurare l’ovulazione. Immagine: ttsz/iStock/Getty Images Plus

L’inositolo è una sostanza naturale in grado di regolare il metabolismo, ad esempio riducendo i sintomi dell’insulinoresistenza, che spesso si manifesta assieme alla sindrome dell’ovaio policistico(PCOS). Chi ne è colpito mostra una scarsa risposta all’insulina, l’ormone che riduce la glicemia, e spesso l’intero bilancio ormonale è fuori controllo. Grazie alla sua azione regolatrice, l’inositolo potrebbe essere d’aiuto soprattutto alle donne con PCOS, presumibilmente perché corregge gli squilibri ormonali che si ripercuotono sugli ormoni sessuali. Il ciclo si normalizzerebbe di conseguenza, con ovulazione e maturazione degli ovociti.

Un lavoro di revisione di più studi mostra che l’assunzione della forma mio-inositolo e di acido folico è riuscita ad aumentare il tasso di gravidanza dopo una fecondazione assistita. Anche in uno studio preliminare le donne con PCOS che hanno assunto mio-inositolo e acido folico hanno fatto registrare un aumento delle gravidanze dopo la fecondazione assistita e un numero inferiore di aborti spontanei.

I ricercatori impegnati in un grande lavoro di revisione non sono ancora concordi sull’azione dell’inositolo per favorire il concepimento. Alcuni studi non mostrano alcun effetto, e le sperimentazioni devono proseguire per testare anche l’eventuale efficacia dell’inositolo da solo. I dati positivi finora raccolti suggeriscono in ogni caso l’opportunità di un tentativo.

Inositolo: dosaggio e consigli sull’assunzione per le donne con desiderio di maternità

Alle donne affette da PCOS che desiderano avere un figlio i medici specializzati in micronutrienti consigliano da 2.000 a 4.000 milligrammi al giorno di inositolo. L’inositolo è disponibile in due forme: mio-inositolo e D-chiro-inositolo, essendo la prima maggiormente consigliata dagli esperti perché meglio studiata.

La sostanza può essere assunta insieme ai pasti sotto forma di capsule, meglio se distribuendo la dose nell’arco della giornata.

Inositolo: da considerare in caso di gravidanza e malattie

Dosi fino a 10.000 milligrammi sono ritenute pressoché sicure in gravidanza, mentre quantità superiori di mio-inositolo potrebbero provocare le doglie. Spetta al medico determinare l’effettiva necessità di assumere la sostanza durante la gestazione.

L’inositolo riduce la glicemia, pertanto i diabetici che assumono anche farmaci ipoglicemizzanti devono monitorare costantemente i livelli di glucosio nel sangue, meglio se richiedendo il parere del medico prima di impiegare la sostanza.

Gli acidi grassi omega-3 favoriscono la maturazione degli ovociti?

Meccanismo d’azione degli acidi grassi omega-3 per favorire il concepimento

Le donne con desiderio di maternità dovrebbero assicurare un rapporto equilibrato tra i vari acidi grassi, come i polinsaturi omega-3 e omega-6, che svolgono un ruolo importante nel quadro di un normale metabolismo. Gli acidi grassi omega-3 potrebbero favorire la maturazione degli ovociti e i preziosi acidi grassi omega-6 l’annidamento dell’embrione.

I grassi “cattivi” come l’acido arachidonico del gruppo degli omega-6, presente soprattutto nella carne o nelle uova, potrebbero invece avere l’effetto contrario e compromettere la fertilità. Anche i grassi saturi e trans, che si ritrovano ad esempio nei prodotti da forno e in quelli fritti a base di patate, rientrano nel novero degli insalubri.

L’azione degli acidi grassi sulla fertilità è complessa: uno studio osservazionale mostra un migliore sviluppo embrionale dopo una fecondazione assistita nelle donne che avevano assunto molti acidi grassi omega-3. In un’indagine analoga la somministrazione di una percentuale di omega-6 superiore a quella di omega-3 ha invece aumentato il tasso di gravidanza.

In detto ambito l’utilità degli acidi grassi omega-3 non è stata ancora chiarita in via definitiva. Una cosa è però certa: gli acidi grassi insaturi come gli omega-3 e omega-6 non dovrebbero mai mancare in un’alimentazione sana e priva di grassi “cattivi”.

Informazioni

Al più tardi a partire dalla 13

Acidi grassi omega-3: dosaggio e consigli sull’assunzione per le donne con desiderio di maternità

Persona che tiene in mano capsule di omega-3
Nella scelta delle capsule di olio di pesce occorre prestare particolare attenzione alla qualità, acquistando solo preparati adeguatamente purificati e privi di sostanze nocive. Immagine: RomarioIen/iStock/Getty Images Plus

Le donne con desiderio di maternità possono integrare l’alimentazione con 1.000 milligrammi al giorno di acidi grassi omega-3, soprattutto se non amano il pesce, fonte principale dei preziosi acidi grassi eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA). I vegani possono ricorrere a preparati con olio di alghe. Gli acidi grassi omega-6 vengono normalmente assunti a sufficienza con gli alimenti.

I preparati sono disponibili in capsule o come olio liquido. Il momento migliore per la loro assunzione è insieme ai pasti, perché i grassi presenti negli alimenti ne favoriscono il passaggio al sangue.

In caso di fecondazione assistita, il loro impiego va preventivamente discusso con il medico curante.

Determinazione dei livelli di omega-3 in laboratorio

L’indice omega-3 fornisce informazioni sulla loro presenza nell’organismo mediante la misurazione della percentuale di EPA e DHA negli eritrociti, ovvero nei globuli rossi. L’indice è espresso in percentuale e dovrebbe essere superiore all’8 percento, ad indicare che almeno 8 acidi grassi su 100 presenti nei globuli rossi sono preziosi omega-3.

Acidi grassi omega-3: da considerare in caso di malattie

Gli acidi grassi omega-3 fluidificano il sangue e devono essere sospesi circa due settimane prima di un intervento programmato, consultando il proprio medico.

Gli omega-3 sono sconsigliati a chi soffre di coagulopatia o epatopatia, pancreatite o colecistite acuta.

Dosaggi in breve

Dosi giornaliere consigliate alle donne con desiderio di maternità

 

Vitamine

Acido folico (sotto forma di 5-MTHF direttamente disponibile)

da 400 a 800 microgrammi (µg)

Vitamina B6

da 1 a 2 milligrammi

Vitamina B12 (sotto forma di metilcobalamina)

da 2 a 10 microgrammi

Vitamina D

da 1.000 a 2.000 unità internazionali (UI)

Vitamina C

100 milligrammi

Vitamina E

da 10 a 15 milligrammi

  
 

Minerali

Iodio

da 100 a 200 microgrammi

  
 

Altre sostanze

Beta-carotene

da 1 a 2 milligrammi

Inositolo

(sotto forma di mio-inositolo)

da 2.000 a 4.000 milligrammi

Acidi grassi omega-3

1.000 milligrammi

 

 

Esami di laboratorio consigliati in breve

Esami del sangue consigliati alle donne con desiderio di maternità

 

Valori normali

Iodio

(urina)

da 100 a 200 microgrammi (µg)

TSH

(sangue)

da 0,4 a 2,5 milliunità per litro di sangue (mU/l)

Vitamina D

(siero)

da 40 a 60 nanogrammi per millilitro (ng/ml)

Stato antiossidante

da 1,13 a 1,57 millimoli per litro (mmol/l)

Indice omega-3

almeno 8 percento

 

 

Classificazione

Riepilogo

Il mancato concepimento nelle donne con desiderio di maternità può avere cause diverse, tra cui età, disturbi ormonali e malattie come diabete, endometriosi o sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).

Vitamine, minerali e altre sostanze possono contribuire alla regolazione dell’equilibrio ormonale e alla normalizzazione del ciclo, aumentando le probabilità di una gravidanza. L’acido folico è importante per la divisione e la maturazione cellulare: le donne che lo hanno assunto sono state interessate più raramente da cicli non fertili senza ovulazione. La vitamina B6 sembra in grado di ridurre il tasso di aborti spontanei e, assieme all’acido folico e alla vitamina B12, è responsabile della degradazione dell’omocisteina, uno dei possibili fattori che impediscono il concepimento.

Lo iodio può soprattutto evitare disturbi del ciclo provocati da problemi alla tiroide, la ghiandola che regola gli ormoni sessuali e che non funziona correttamente in assenza di questo elemento. La vitamina D sembra in grado di aumentare il tasso di gravidanza. La sua carenza è frequente e dovrebbe essere assolutamente compensata se si desidera avere un figlio.

Gli antiossidanti favoriscono il concepimento, soprattutto in presenza di endometriosi, una malattia che provoca stress ossidativo, che danneggia le cellule. L’inositolo potrebbe invece essere d’aiuto contro la PCOS e normalizzare il ciclo, mentre gli acidi grassi insaturi omega-3 e omega-6 possono aumentare le probabilità di una gravidanza.

Classificazione

Indice degli studi e delle fonti

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